Giacalone: “Sciogliere Marsala Schola non è un dogma. Occorre capire cosa si vuole fare”

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Con un delibera di giunta il comune di Marsala ha trasmesso al Consiglio comunale la proposta di scioglimento di Marsala Schola, l’Istituzione che si occupa dei servizi scolastici. Nel provvedimento si legge, tra l’altro, che l’operazione comporterà un risparmio di oltre 60 mila euro annui. In buona sostanza se il Consiglio comunale darà l’ok, i servizi erogati dall’Istituzione, nata oltre 10 anni fa, ritorneranno sotto la giurisdizione diretta del comune.

Leonardo Giacalone, vice sindaco della città di Marsala nella giunta guidata da Eugenio Galfano dal 2001 al 2006, è a ragione considerato il “papà” di Marsala Schola. Com’è nata l’idea di dare vita all’Istituzione?

“Intanto voglio affermare, visto che in passato si è fatta molta confusione, che non si è trattato di una esternalizzazione dei servizi. Ci siamo posti fin da allora i tre obiettivi che caratterizzano l’azione amministrativa. Un servizio deve essere efficiente, efficace ed economico”.

Marsala Schola ha avuto queste caratteristiche?

“Se consideriamo quello che c’era prima, senz’altro. L’Istituzione è nata non soltanto per un calcolo di tipo ragionieristico, ma per assolvere al compito di stare vicino ai cittadini utenti dei servizi legati al mondo della scuola. Da questo punto di vista mi pare che ci sia riuscita, oggi i bandi degli scuolabus e del servizio mensa sono fatti alla scadenza utile, in passato la scuola iniziava senza certezze sulla data di inizio di erogazione dei servizi. Marsala Schola è servita quanto meno a snellire l’iter burocratico”.

Da quanto afferma sembra che lei sia contrario all’iniziativa dell’amministrazione.

“I tempi sono cambiati. Oggi ci sono leggi e regolamenti diversi. Sono convito che li avranno valutati. Io rimango legato all’idea che se serve, se è utile alla città ben venga lo scioglimento. Altrimenti è meglio lasciare le cose come stanno”.

Ma secondo lei Marsala Schola in questi anni ha funzionato?

“Non ho elementi per giudicare attentamente. Io mi limito a dire quelle che sono le caratteristiche per le quali l’Istituzione è nata. Se si ritengono superati, se si migliorano i servizi e si opera un risparmio importante allora invito il Consiglio comunale a prendere in considerazione l’ipotesi di scioglimento, anche se…”

Anche se?

“Se il problema è il risparmio, mi pare di avere sentito dei numeri, 60 mila euro circa all’anno, che sono davvero insignificanti. Se poi si parla di sburocratizzare l’iter dei servizi, ci sono altre alternative”.

Per esempio?

“Riportare il servizio di contabilità amministrativa dell’Istituzione sotto l’egida diretta del comune, snellendo il lavoro dei dipendenti di Marsala Schola. Capisco che non è semplice, e allora si opta per il suo scioglimento”.

A proposito di risparmi, il comune ha nominato per anni il Cda di Marsala Schola, dove i componenti erano regolarmente pagati.

“L’Istituzione nacque quando eravamo alla fine del mandato. Mi è sembrato corretto non nominare alcuno, né stabilire l’entità dei compensi, demandando tutto al sindaco che sarebbe stato eletto di lì a poco. E così è stato”.

Insomma pare di capire che oggi Marsala Schola potrebbe rimanere oppure essere sciolta, senza che cambi nulla.

“Esatto. Non si tratta di un dogma. Sono altre le priorità”.

Da quello che lei sa, esiste la preoccupazione espressa dai sindacati circa la possibile perdita di posti di lavoro in caso dello scioglimento dell’Ente?

“I sindacati fanno la loro parte, ma io credo che nessuno rischi il posto di lavoro”.

Lei è stato un esponente di primo piano della sinistra marsalese, nella stesura del programma del sindaco c’era lo scioglimento di Marsala Schola. E’ stato interpellato per dire la sua?

“No, e neppure adesso che siamo quasi all’epilogo si sono fatti sentire”.

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