Il coraggio di vivere… antifascista

Il coraggio di vivere… antifascista

La destra italiana che definisce “liberticida” la legge sulla propaganda fascista è come il bue che dice cornuto all’asino. La proposta dell’onorevole Fiano è legge ed ha scatenato in Aula le migliori figure degli ultimi 25 anni di politica italiana. Emanuele Fiano, per chi lo ignorasse, è figlio di Nedo, scrittore “testimone” sopravvissuto alla deportazione di Auschwitz. Aveva 18 anni quando venne arrestato mentre passeggiava a Firenze. La sua famiglia venne sterminata nei campi di concentramento perché ebrea. Una tragedia che segnò la sua esistenza descritta ne “Il coraggio di vivere”.

Sembra quasi retorico, ma a volte bisogna rinfrescare le menti più ottuse: il regime nazista sterminò milioni di persone, prigionieri di guerra, oppositori politici, ebrei, omosessuali, gruppi etnici e religiosi minori, malati di mente e portatori di handicap. Morti accatastati come montagne di rifiuti. Bisogna ricordare del razzismo e dell’antisemitismo anche il regime nazionalista fondato da Benito Mussolini. Per cui direi di tralasciare un La Russa che inscena isterismi contro la sua libertà di fare il saluto fascista. I gesti, come le parole ed i fatti, sono importanti. Perché la proposta di Fiano parte dal fatto che alcune vicende non sono state coperte dalle leggi preesistenti, tra cui la Mancino e la Scelba.

Ad attirare l’attenzione del deputato del PD, un precedente risalente al 3 dicembre 2011. Durante la partita Livorno- Hellas Verona, alcuni tifosi veronesi sono stati ripresi nell’atto di compiere il saluto romano agli avversari. Allora il giudice, richiamando tutte le leggi, dovette assolvere gli ultras perché il fatto non costituiva reato. I movimenti come i gesti, non costituiscono, quindi, pericolo concreto. Oggi possiamo dire il contrario dopo le marce di Forza Nuova, dopo i loro slogan “Sì, io sono fascista convinto”, “Via gli immigrati dall’Italia”? No di certo. E la Costituzione aveva zittito già tutti in tempi non sospetti mettendo al bando la ricostituzione del partito fascista. Pare non basti e allora via all’articolo 293 bis del Codice Penale che contempla alcune condotte che sfuggono alle normative già in vigore.

La legge Fiano oggi punisce chi inneggia al fascismo e al nazismo attraverso la diffusione o riproduzione di immagini, simboli o slogan; ne rientra sia il saluto romano che la vendita di gadget, quelli con la faccia del Duce per intenderci, ma anche la propaganda (che nulla ha a che vedere con quella dell’articolo 21) attraverso strumenti telematici o informatici. Per cui non definirei la legge liberticida, ma regolatrice e a tutela dell’individuo. Tre o quattro leggi in materia non sono ancora un valido motivo per costituire un Testo Unico. Probabilmente, a differenza di quanto si faccia credere, le opposizioni costruttive sono arrivate dai 5 Stelle.

Credo però che non si possa ancora parlare di “caos di magistrati” nella regolamentazione della propaganda fascista, ma è bene che il Governo educhi, con maggiori iniziative – attraverso i Ministeri e gli enti che rappresentano il governo a livello locale – le nuove generazioni all’antifascismo. Perché quello che si nota u po’ in giro è un pericoloso atteggiamento di ribellione dei giovani d’oggi a favore delle frange di estrema destra. Dalla marcia su Roma alla… marcia su Roma, la storia ci insegna tanto, ma noi non impariamo mai… e questa potrebbe essere l’ennesima, mancata, lezione.