Ad Alcamo un convegno per realizzare un network sull’innovazione

In Alcamo
convegno su innovazione Alcamo

Sono intervenuti all’appuntamento di ieri pomeriggio, organizzato dall’amministrazione pentastellata alcamese, anche il sindaco, Nicola Catania, e  l’assessore all’innovazione, Antonino Zinnanti, di Partanna. Nella città della Valle del Belice, è infatti nato il primo coworking e fabLab comunale d’Italia.

Si è svolto, ieri pomeriggio, presso la Cittadella dei Giovani, un incontro organizzato dall’amministrazione comunale per dare via, negli spazi di detta struttura comunale, ai corsi di Coding e Making in collaborazione con il G55 di Partanna. Il sindaco di Alcamo, Domenico Surdi, infatti, ha avviato un’interlocuzione con il municipio partannese per realizzare, all’interno del summenzionato contenitore culturale, un network dove potrebbero confluire le migliori professionalità artigiane e tecnologiche del territorio. A moderare il dibattito del meeting è stato lo scrittore Alessandro Cacciato, autore del libro “Il Sud Vola”. Al tavolo del convegno, invece, hanno preso insieme al primo cittadino alcamese, l’assessore Vittorio Ferro, il vicepresidente del Consiglio comunale, Giovanna Melodia, il consigliere comunale Laura Barone, il sindaco di Partanna Nicola Catania e l’assessore all’innovazione della città del Belice, Antonino Zinnanti.

Questi ultimi hanno illustrato ai ragazzi della Consulta giovanile e agli imprenditori e associati della CNA, presenti all’iniziativa, la nascita e lo sviluppo del G55, ovvero, il primo coworking e fabLab comunale d’Italia. Il sindaco Surdi, nel corso del suo intervento, ha  dichiarato “Credo molto nel ruolo della politica che è un ruolo molto semplice: quello del facilitatore. La politica deve fare un passo indietro e dare spazio a chi ha idee, a chi le vuole mettere in campo. Ma, ovviamente, questo lo abbiamo detto sin dall’inizio. C’è un punto in cui la politica fa un passo indietro e un momento in cui il territorio deve fare un passo avanti, perché fare attività significa prendersi responsabilità, significa passare dall’idea per cui non si può fare niente all’idea per cui si deve fare qualcosa. Non sempre questo è facile, però, noi ce la mettiamo tutta come amministrazione, anche con molto entusiasmo”.

Braccio operativo dell’organizzazione dell’incontro è stata la vicepresidente del Consiglio comunale di Alcamo, Giovanna Melodia, la quale ha dichiarato “È bello vedere due amministrazioni comunali, due sindaci che a prescindere dal colore politico decidano di confrontarsi e di mettere a disposizione, uno dell’altro, le proprie esperienze”.

Successivamente, ha preso la parola il primo cittadino di Partanna, Nicola Catania, che ha così espresso il suo pensiero “È una grande fortuna avere uno spazio di questo genere (la Cittadella n.d.r.), di una comunità come quella di Alcamo che darà sicuramente, se riusciamo a trovare un meccanismo di collaborazione, dei risultati. Non dico tanto nell’immediato, ma quanto in prospettiva. Ed è la prospettiva che noi stiamo guardando”.

Poi, ci ha pensato l’assessore partannese all’innovazione, Antonino Zinnanti, ad illustrare l’esperienza delle imprese coinvolte nella realtà del G5, l’ex edificio scolastico, che prende il nome dalla strada in cui si trova, via Garibaldi, e dal suo numero civico, dove si svolgono il coworking e il fabLab. L’esponente politico della città del Belice ha spiegato alla platea della Cittadella il motore del progetto realizzato all’interno degli spazi del G55. “Il coworking è una nuova filosofia del lavoro, si condividono arredi e attrezzature, ma, la cosa più importante è che si condividono le idee. Cioè, i giovani come voi, frequentano un posto del genere, si confrontano con competenze completamente diverse che messe insieme diventano un potenziale. Potenziale per fare che cosa? Per creare qualcosa che oggi, possibilmente, non esiste. Quindi, non si va a copiare realtà esistenti, ma, addirittura, si creano ex novo delle attività”, ha affermato l’assessore Zinnanti.

Come ha ricordato il moderatore, Alessandro Cacciato, per dare vita a detto potenziale occorre la creatività “Una cosa che i robot non ci potranno mai rubare è la fantasia”. Lo scrittore, alla fine del suo intervento motivazionale dalle 10 parole-chiave, ha fatto osservare che attualmente “La fantasia è l’unica cosa che viene messa da parte nelle scuole, nei gruppi”.

In seguito ha preso la parola il vicesindaco e assessore alle Attività Produttive di Alcamo, Vittorio Ferro, il quale ha volto lo sguardo al tessuto locale. “Se non diamo a questo artigianato, a questo mondo del lavoro che ad Alcamo è eccellente, ce lo hanno sempre riconosciuto a livello territoriale, la possibilità di innovarsi e riconvertirsi, rischiamo di perdere quello che con tanto sacrificio fino ad oggi alcuni hanno coltivato”.

La consigliera comunale, Laura Barone, ha fatto sintesi dell’idea che sta portando avanti l’amministrazione alcamese e, in particolare, con riferimento alla figura del maestro artigiano in tal modo “Quando uno parla di artigianato, parla di arte. Se parliamo di arte, parliamo di tradizione, se parliamo di tradizioni, parliamo di storia. Sappiamo benissimo che la Sicilia la storia la può regalare a tutti quanti, vuoi anche perché siamo sempre stati terra di conquista di tantissimi popoli”. Ed ha aggiunto “Noi immaginiamo un futuro in cui l’innovazione cammini in maniera parallela a quelli che sono il recupero e la reinterpretazione dei mestieri antichi”.

Chi ha fatto sicuramente tesoro della storia siciliana è il designer alcamese Gabriele D’Angelo, ritornato in Sicilia dopo un’esperienza di studio e lavorativa fuori l’isola, il quale ha raccontato la sua collaborazione con l’impresa alcamese di Riccardo Ferrantelli, “Trame Siciliane”, grazie alla quale l’attività artigiana si è fusa con la creatività offrendo incoraggianti risultati. Dopo il lancio del network sull’innovazione di ieri, l’obiettivo dell’amministrazione comunale è di estenderlo nelle prossime settimane al mondo della scuola.

Linda Ferrara

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