Alcamo: via libera del Consiglio al regolamento che disciplina il volontariato. Ecco cosa prevede

redazione

Alcamo: via libera del Consiglio al regolamento che disciplina il volontariato. Ecco cosa prevede

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venerdì 26 Maggio 2017 - 16:39

È stato votato all’unanimità dei presenti il regolamento che disciplina la partecipazione in forma volontaria di cittadini, associazioni e imprese, alla realizzazione di servizi ed interventi di interesse generale. Il provvedimento segue le indicazioni di una mozione del gruppo politico ABC-Alcamo Cambierà, che è stata ritirata per consentire a tutte le forze politiche di dare un contributo alla stesura della proposta di delibera

Sono quattro gli ambiti di intervento previsti dal Regolamento che disciplina il volontariato, approvato mercoledì sera in Consiglio comunale all’unanimità dei presenti. Il primo concerne il settore tecnico e in particolare: la tutela dell’ambiente, la vigilanza e custodia del verde pubblico, la piccola manutenzione degli spazi pubblici e dell’arredo urbano, come ad esempio quella delle panchine. Rientrano nel secondo ambito tutte le attività che riguardano invece la cultura. Nello specifico, ci si riferisce a tutti quei luoghi del patrimonio storico-artistico della città, come biblioteca e musei, che potranno essere sorvegliati dai cittadini volontari, per l’appunto. Terza opzione toccata dal provvedimento approdato in Aula Falcone-Borsellino è quella del settore sociale. Tale attività potrà consistere nella collaborazione con l’Amministrazione di servizi come il pedibus, vigilanza davanti gli istituti scolastici, supporto alle persone diversamente abili e bisognose. Infine, il quarto settore previsto dal Regolamento, redatto dalla I commissione competente in materia, è quello relativo alla comunicazione. Il provvedimento esclude, invece, il servizio di Protezione Civile in quanto regolato da specifica normativa e determinate convenzioni. Per quanto riguarda le modalità di accesso dei cittadini a tale tipo di attività, presso il servizio risorse umane del Comune sarà istituito un Elenco Comunale dei Volontari al quale occorrerà inoltrare domanda di iscrizione. Tra i requisiti che dovranno essere in possesso degli aspiranti volontari è prevista la maggiore età e l’idoneità psico-fisica per lo svolgimento delle attività attestata da certificato medico. I cittadini extracomunitari, invece, dovranno presentare il regolare permesso di soggiorno. Nella richiesta di iscrizione all’elenco, i cittadini dovranno anche dichiarare l’assenza di condanne penali. Sono esclusi, invece, i reati contro la Pubblica Amministrazione e l’ordine pubblico, oltre ad un’altra serie di reati. Sarà inoltre ammessa la partecipazione di singoli cittadini alle attività di volontariato come misura alternativa alla pena detentiva e pecuniaria, le cui modalità sono disciplinate dalla normativa in materia di lavoro di pubblica utilità. Le domande di iscrizione verranno esaminate dal dirigente del settore risorse umane, il quale, verificati i requisiti in possesso dei richiedenti, provvederà all’approvazione dei volontari idonei e alla conseguente iscrizione degli stessi nell’elenco comunale.

Il Regolamento sull’attività di volontariato è stato trattato in Aula Consiglio dal presidente della I commissione, Piera Calamia (M5S) e dalla consigliera comunale Caterina Camarda (ABC-Alcamo cambierà), le quali a fine seduta ci hanno rilasciato delle dichiarazioni sul lavoro svolto. Un emendamento tecnico, con il quale è stata corretta una parte della proposta di delibera, presentato dalla I commissione e condiviso dall’ufficio competente, è stato invece introdotto dalla consigliera Rita Norfo (UDC).

Nel corso della seduta consiliare, il consigliere comunale Gino Pitò ha così spiegato il concetto contenuto all’interno della proposta di delibera “Quando l’ho letta con calma mi sono emozionato a trovarvi una parola. Adesso ve la sottolineo, perché è una cosa fondamentale, bellissima. È la sussidiarietà. La sussidiarietà è una cosa di cui non si parla mai”. In seguito ha aggiunto “I temi fondamentali della dottrina sociale della Chiesa, sulla quale poi si innesta la costituzione della repubblica italiana, sono: la solidarietà e la sussidiarietà. La base di tutto sta lì”. Poi, il consigliere Pitò ha continuato “La sussidiarietà è una cosa chiara, qui la tocchiamo con mano. Qui c’è scritto e addirittura espresso. Quindi, questo regolamento traduce la sussidiarietà e la chiama qui orizzontale. I teorici la dividono in due: la sussidiarietà in senso verticale, ed è in pratica la ripartizione dell’articolo 118 della Costituzione: Stato, Regione, Città, Province, Comuni, favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio di sussidiarietà. Questo lo dice la Costituzione, quindi, noi stiamo attuando la Costituzione. È una cosa importante questa.” Inoltre, l’esponente del gruppo ABC-Alcamo Cambierà ha dichiarato “La sussidiarietà in senso verticale è la ripartizione gerarchica delle competenze che deve essere impostata presso gli enti più prossimi al cittadino e, pertanto, più vicino al bisogno del territorio”. Inoltre, ha affermato “Dopodiché la sussidiarietà orizzontale. Il cittadino sia come singolo e, quindi, come corpo intermedio, e le associazioni e così via, sindacati eccetera, devono avere la possibilità di cooperare con le istituzioni nel definire gli interventi che incidono sulla realtà sociale a lui più prossime”. Sul tema della sussidiarietà è intervenuto anche il sindaco Domenico Surdi, il quale ha spiegato “Il tessuto sociale deve rendersi conto che l’Amministrazione, il Consiglio comunale, mettono soldi in un capitolo perché intendono indirizzare il tessuto sociale verso degli obiettivi che, probabilmente non sono immediatamente visibili, ma che in realtà sono di prospettiva. L’esempio tipico è quello dei fondi per la cultura. L’idea del contributo, ripeto, sulla base di una relazione che si fa o delle proposte che si hanno, non è più confacente, non lo era neanche prima in realtà alle logiche costituzionali e quant’altro, ma oggi ben che meno in un momento in cui le risorse sono di meno e vanno utilizzate bene con la logica di promozione di un intero territorio”. Successivamente, il primo cittadino ha letto all’intera Aula consiliare una definizione di sussidiarietà orizzontale nella quale viene precisato che nelle attività di interesse generale provvedono direttamente privati, mentre i pubblici poteri intervengono con funzione di coordinamento ed eventualmente di gestione. Infine, il sindaco Surdi ha voluto fare delle precisazioni in merito alle dichiarazioni del consigliere comunale Giacomo Sucameli (PD) sulla manifestazione del 23 maggio scorso e di commemorazione della strage di Capaci. Il primo cittadino, infatti, ha affermato che è stata fatta una delibera di giunta con la quale è stata resa possibile l’organizzazione dell’evento, attribuita, invece, dall’esponente dem e da una parte della stampa locale ad un istituto scolastico della città.

Linda Ferrara

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