Alcamo, il Consiglio approva il regolamento sui servizi a pagamento della polizia municipale

In Alcamo, Apertura

Saranno esclusi dalla nuova regolamentazione, adottata ieri sera, i servizi resi in occasione di eventi che rivestono un particolare interesse pubblico. Nel corso della seduta consiliare è stata anche approvata la delibera “La Franca” che ha messo fine ad una decennale diatriba tra il comune e una ditta.

È durato circa quattro ore il dibattito in Consiglio comunale di ieri sera culminato con l’approvazione del regolamento che disciplinerà i servizi resi dal corpo di polizia municipale in favore dei privati. La proposta è stata presentata dalla direzione 7, competente in materia, e in attuazione della legge nazionale n.96 del 2017.

Nello specifico, anche nel Comune di Alcamo è stato introdotto il servizio a pagamento per quei soggetti privati, come associazioni o comitati, che richiedono, per l’espletamento delle proprie attività e, in particolare, per la regolamentazione del traffico, il coinvolgimento dei vigili urbani. Le somme introitate da tali servizi saranno destinate per la retribuzione del personale impiegato in lavoro “straordinario”, secondo quanto dettato dalla disciplina stabilita in sede di contrattazione decentrata.

La proposta dell’ufficio comunale è stata sottoposta, in prima battuta, al parere della quarta commissione competente in materia che in quell’occasione si è astenuta. Giunto in Aula Consiglio, il regolamento ha subito alcune modifiche apportate dalla presentazione e successiva deliberazione di quattro emendamenti. Il primo emendamento è stato presentato proprio dalla citata commissione ed ha avuto come oggetto la durata del servizio. Con l’approvazione della modifica è stato stabilito, infatti, che questo deve essere previsto in almeno due ore invece delle tre ore originariamente proposte. Il secondo emendamento, poi, è stato sottoposto al Consiglio comunale dal gruppo M5S. La parte del testo del regolamento che è stata modificata ha riguardato l’articolo 3, ossia i servizi esclusi dal pagamento. L’Aula Falcone-Borsellino attraverso l’ok ha precisato che gli eventi di particolare rilevanza e/o interesse pubblico non saranno soggetti a tale obbligo. Sarà la giunta municipale a deliberare, di volta in volta, sull’importanza o meno delle manifestazioni. Un sub-emendamento alla modifica apportata dai pentastellati è stato invece sottoscritto dall’opposizione presente in Consiglio comunale, con il quale è stato stabilito che la decisione della giunta, sulla rilevanza della attività dei soggetti privati, debba essere “opportunatamente motivata”. Infine, due emendamenti sono stati presentati dal consigliere comunale Gino Pitò del gruppo ABC-Alcamo Cambierà: il primo ha cassato l’articolo 9 sulla trattazione dei dati personali; il secondo ha modificato l’articolo 2, aggiungendo, all’ipotesi di scorte per trasporti eccezionali, l’esclusione di quelli effettuati per “dei lavori commissionati dal comune”. Tutti gli emendamenti, ad eccezione di quello presentato dei grillini che si è contraddistinto per l’astensione del rappresentante politico di Noi per Alcamo, Francesco Dara, sono stati votati all’unanimità dei presenti. Il regolamento comunale è stato approvato con 15 voti favorevoli e un astenuto (Dara).

Nel corso della seduta consiliare, è stato trattata una proposta di deliberazione che era già giunta in Aula Falcone-Borsellino nel novembre del 2016, ma sulla quale il Tribunale Amministrativo Regionale, attraverso una sentenza del febbraio di quest’anno, ha stabilito la necessità che i consiglieri comunali si esprimessero e, dunque, prendessero posizione sull’argomento. Infatti, su detta proposta i rappresentati politici dell’organo elettivo, nello specifico tutti gli esponenti del Movimento 5 Stelle e due consiglieri di ABC-Alcamo Cambierà, Mauro Ruisi e Caterina Camarda, si erano astenuti. Dunque, sulla decennale questione “La Franca”, dal nome della ditta in questione, concernente l’approvazione del progetto per la realizzazione di un impianto di distribuzione carburanti e GPL per autotrazione in Contrada Gammara, in variante allo strumento urbanistico vigente, si è arrivati finalmente ad una conclusione. L’istanza della azienda, sulla quale l’attuale Consiglio comunale si è dovuto esprimere, era stata presentata nel 2013, ma la vicenda parte ancora più lontano nel tempo. Infatti, dopo un primo parere negativo dal comune ad una richiesta presentata nel 2011, la società si era rivolta nel 2012 al TAR per chiedere la ritipizzazione della zona e l’indennizzo da parte dell’ente. Nel 2013 l’impianto era stato autorizzato dalla Regione, mentre nel 2014 è stato rilasciata la concessione per l’istallazione dell’impianto dall’assessorato regionale competente. Dopo due proroghe nel 2016 e nel 2017, poi, nel corso del 2018 è stato dato il via libera. Dopo una serie di autorizzazioni e pareri ottenuti, quindi, il progetto è giunto in Aula Consiglio. La delibera è stata votata da 13 consiglieri comunali presenti (tutto il M5S, Saverio Messana dell’UDC e Francesco Dara di Noi per Alcamo). Si è astenuto Giovanni Calandrino di Sicilia Futura. Al testo è stato presentato anche un emendamento dalla terza commissione, la cui deliberazione ha ottenuto il medesimo esito. Nello specifico, la modifica al testo rinvia all’accordo che l’ente ha raggiunto con la ditta, mediante atto notorio, per l’utilizzo di spazi riservati ad attrezzature pubbliche, oltre ad un tratto della strada che è stato gratuitamente ceduto al comune. Infatti, con il vincolo del PRG oramai scaduto, sostanzialmente si è ritipizzata la zona. La ditta ha anche rinunciato all’indennizzo del comune derivante dalla scadenza dei tali vincoli. È stato il dirigente all’urbanistica Venerando Russo a ripercorrere cronologicamente l’annosa questione della ditta La Franca e a specificare che già dalla sentenza del TAR del 2012 “A mio parere, se posso permettermi di dire, il Consiglio comunale avrebbe potuto esprimersi e chiudere la vicenda. Tuttavia, come diceva giustamente il consigliere (Dara n.d.r.), è libero ed ha piena autonomia nel valutare il contenuto del progetto ed è giusto che si esprima come ritiene. La scelta politica, di fatto, è quella che supera ogni cosa”. Il consigliere comunale del M5S, Filippo Salato, componente della terza commissione, dopo avere manifestato amarezza per l’assenza di molti colleghi dell’opposizione ha così affermato “Ci sono, e sicuramente ci sono, perché se non ci fossero stati non ci sarebbero tutti i pareri favorevoli, dei mutui vantaggi. Mutui significa reciproci, sia per la ditta sia per il comune. Si addiviene ad un accordo e questo accordo viene in Consiglio. Questo accordo perché viene in Consiglio? Perché il consigliere Salato deve stare qua a parlare, qualcuno si deve assentare, qualcun altro deve usare paroloni? No. Viene in Consiglio perché questo accordo per essere messo in esecuzione ha bisogno, fra tutto, di una nuova destinazione per quell’area. Ecco perché è un progetto che è in variante”. Poi, l’esponente grillino ha continuato “Questo potere di assegnare questa nuova destinazione a quest’area chi ce l’ha ad Alcamo? Noi consiglieri, quelli presenti e quelli assenti abbiamo questo potere. Responsabilmente, ci hanno votato per esercitarlo e questa sera ci troviamo qui ad esercitarlo”. In seguito, il consigliere Salato ha aggiunto “Che cosa deve fare stasera qui un consigliere? Facilissimo. Deve decidere: io in quell’area voglio dare una destinazione, nella specie per come sono state impostate tutte le carte, per come è l’accordo, si deve dare una destinazione D; oppure, decide: no, io non voglio dare una destinazione D. Ovviamente, una cucuzza che è pensante, come diceva poco fa l’ingegnere Russo, deve motivare le sue scelte. E, allora, ci possono essere motivazioni delle più disparate. Venendo dalla terza commissione, avendo fatto tutto questo discorso, è ovvia qual è la mia intenzione di voto, come ovvia è quella dei presenti”. Dopo avere elencato una serie di ipotesi su come, a suo parere, un consigliere comunale avrebbe dovuto votare, il pentastellato Salato ha terminato il suo intervento dichiarando: “L’unica domanda che ci si deve porre stasera e che ha un interesse politico reale è: come fa una vicenda del genere nel Comune di Alcamo a durare otto anni? Questa è l’unica cosa inconcepibile di tutta sta storia”. Successivamente, vi è stato il contributo del consigliere comunale Saverio Messana (UDC) il quale ha spiegato in tal modo il suo intervento “Io stasera non ho difficoltà ad intervenire perché contando qua l’Aula, se non fosse per i tre consiglieri di minoranza, l’Aula saltava oggi, perché è giusto dirlo, è giusto capirlo, è così. I numeri sono questi. Il collega Salato diceva giustamente che mancano alcuni colleghi, però, anche nel vostro movimento mancano un bel pò di consiglieri comunali, come mancano in minoranza. Perciò, se non era per la minoranza stasera saltava il Consiglio comunale. Questo è un dato. È giusto dirlo, è così. Io penso che gli altri miei colleghi anche del Movimento 5 Stelle avranno avuto altre cose da fare, però è giusto dirlo”. Il democristiano Messana ha poi affermato: “Il consigliere Messana lo vota questo atto perché io sono responsabile. Dò il mio voto favorevole, assolutamente, perché non voglio esimermi delle mie responsabilità politiche, perché sul lato tecnico, penso che saranno l’amministrazione e gli uffici a dichiararlo, tutto è a posto. Nel momento in cui io sono sereno, voto in maniera tranquilla, anche essendo all’opposizione di questa giunta”.

Il consigliere Francesco Dara di Noi per Alcamo ha così commentato il dibattito in Aula “Voglio spendere due parole sulla politica. A parte ringraziare tutte le forze politiche che sono presenti, stiamo dimostrando un senso di responsabilità e di benessere per la nostra città, perché chi è assente ha sempre torto. Ha detto bene l’assessore Ferro”. Poi, rivolgendosi al presidente Baldo Mancuso, il consigliere comunale Dara ha affermato: “Più volte l’ho detto in questo Consiglio comunale che non esiste opposizione. Esiste una parte della minoranza, perché se strategicamente dovessimo applicare i tatticismi politici, lei stasera non potrebbe far lavorare questo Consiglio comunale. È bene che lo facciamo notare all’amministrazione, lo facciamo notare agli organi di stampa, lo facciamo notare alle persone che ci seguono da casa. L’importante è la serietà delle persone e, quando si parla in linea generale, vedete che la parola «tutti» non funziona, perché le persone sane sono nel centro-destra, sono nel centro-sinistra, sono nei 5 stelle, le persone malate sono dappertutto lo stesso”. Dopo, l’esponente di Noi per Alcamo ha concluso: “È bene che la città di Alcamo sappia che questo Consiglio comunale non guarda colori politici ma l’interesse della città”.

Tra i banchi dell’opposizione, come anticipato, si è invece astenuto sulla delibera il consigliere comunale Giovanni Calandrino di Sicilia Futura che sulla questione ha dichiarato: “C’è una richiesta sì del privato perché, giustamente, vuole questo impianto di carburante, però, io vorrei vedere anche in seguito ragionare sugli stessi temi negli stessi modi, quando ci saranno gli altri terreni, perché ad Alcamo ci sono tanti e tanti terreni che sono già espropriati a vincolo parcheggi e compagnia bella”. Infine, il consigliere Calandrino ha aggiunto: “Vorrei che in seguito questa cosa venisse trasmessa in questo modo”.

Linda Ferrara

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