Alle spalle del Papa

In Apertura, Punto Itaca
Papa Francesco

Come noto, il prossimo 15 settembre la Sicilia tornerà ad accogliere Papa Francesco. Dopo la visita a Lampedusa, luogo simbolo dell’accoglienza ai migranti provenienti dal Mediterraneo, il Pontefice sarà tra poco più di un mese a Piazza Armerina e Palermo, dove tra una celebrazione e l’altra, sarà protagonista di altri due momenti importanti da un punto di vista simbolico: la visita alla Parrocchia di San Gaetano e al luogo in cui fu ucciso don Pino Puglisi e il pranzo con i poveri e gli immigrati della missione di Biagio Conte. Mentre i siciliani (fedeli e non) si stanno preparando ad ascoltare le parole mai banali di Papa Bergoglio, che verosimilmente tornerà a parlare di accoglienza e lotta alla mafia, c’è un’altra Sicilia che si sta preparando per far sì che gli aspetti organizzativi e logistici della visita pontificia possano essere curati in ogni dettaglio.

Ora, è chiaro che i tempi in cui viviamo necessitano di massima accortezza nel momento in cui si muove un leader politico o spirituale. Il rischio che tra i fedeli si annidi qualche soggetto “fuori di testa” c’è sempre e le precauzioni sono doverose per far sì che tutto si svolga in piena sicurezza per il Papa e per chi parteciperà agli eventi di cui il Santo Padre sarà protagonista. Ma leggere sul sito della Regione Siciliana che il governo Musumeci ha deliberato uno stanziamento di 400 mila euro per l’occasione, confesso che mi ha un po’ fatto impressione. Perché in Italia, da un po’ di anni a questa parte, quando si tratta di grandi eventi c’è sempre il sospetto che qualcuno voglia approfittare dei tempi ristretti o della salvaguardia di un interesse superiore per farsi i propri affari. Accadde così ai tempi delle regate trapanesi dell’America’s Cup, quando venne inaugurata la procedura di Protezione Civile per i grandi eventi, poi applicata alla ricostruzione post terremoto a L’Aquila, in vista del G8. Sempre sul sito della Regione, un’ulteriore delibera autorizza il governo Musumeci a compiere ulteriori prelievi utilizzando il fondo di riserva, nel caso in cui i 400 mila euro in questione non dovessero bastare.

Chiaramente, qualsiasi cifra si spenda, appare chiaro che la visita di un Pontefice come Papa Francesco è una benedizione per una regione sofferente come la Sicilia, oltre che – sarebbe da ipocriti negarlo – un’opportunità economica e di visibilità per il territorio che vedrà accorrere fedeli, visitatori, pellegrini e turisti per l’occasione. Tuttavia, c’è il sospetto che anche l’arrivo del Santo Padre possa essere in qualche modo strumentalizzato dai professionisti delle emergenze, che in questi anni si sono arricchiti fiutando per tempo il business della sicurezza. L’auspicio è che tutto possa avvenire nella massima trasparenza e che a distanza di anni potremo ricordare le giornate siciliane di Papa Francesco per il valore delle sue parole e dei suoi messaggi e non per gli affari che qualcuno potrà aver compiuto alle sue spalle.

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