Ancora furti nell’area artigianale di Amabilina. L’azienda: “Ci sentiamo abbandonati”

In Apertura, Cronaca, Marsala
furti nell'area artigianale

Cinque furti nel giro di pochi mesi. Questo l’inquietante bilancio che sta accompagnando i lavori in corso presso l’area artigianale di contrada Amabilina per la realizzazione della sede di Osmosea, azienda marsalese che opera nel campo dei dissalatori e di impianti di trattamento di acque. Come abbiamo scritto in precedenza, la ditta che sta effettuando i lavori di costruzione della struttura, ha più volte subito furti e danneggiamenti. L’ultimo episodio, probabilmente il più dannoso da un punto di vista economico, è avvenuto la scorsa settimana, quando “i soliti ignoti” hanno trafugato 12 pedane di alluminio (per un valore di circa 6 mila euro) utilizzate dagli operai. Durante la stessa notte, è stata anche smontata e buttata a terra parte della struttura del ponteggio ed è stata rubata la pompa sommersa del pozzo. “Stanno mettendo in ginocchio l’impresa, si tratta del quinto episodio – spiega Mario Alagna, uno dei titolari di Osmosea -. Anche stavolta abbiamo presentato regolare denuncia, ma siamo esasperati e ci sentiamo abbandonati dal Comune”. Difficile immaginare chi possano essere i responsabili dell’atto, ma – come spiega Alagna – “visto il volume del materiale asportato tutto lascia che non si tratta di un singolo individuo, ma di un gruppo organizzato che ha fatto tutto nel giro di 2-3 ore”.

In precedenza l’amministrazione aveva assicurato che avrebbe installato le telecamere di videosorveglianza a tutela dell’area, ma allo stato attuale l’impegno non è stato onorato. L’amministrazione dovrebbe inoltre provvedere al completamento degli oneri di urbanizzazione e alla messa in sicurezza dell’area, che continua a presentare le stesse criticità elencate l’estate scorsa: tombini in ghisa divelti, mancanza di illuminazione, deposito irregolare di rifiuti. “La situazione – afferma il rappresentante di Osmosea – è addirittura peggiorata negli ultimi tempi: i rifiuti sono aumentati e l’area è sempre più sporca. Qualche settimana fa, addirittura, qualcuno è venuto a portare alcuni sacchetti di immondizia e gli ha dato fuoco: inizialmente il Comune ci aveva ritenuti responsabili dell’atto, poi l’ingegnere Patti si è reso conto dell’assurdità di tale contestazione. Ad ogni modo, dall’amministrazione non è arrivato alcun segnale d’aiuto, né per i tombini, né per la messa in sicurezza, né per la pulizia. Un intervento sarebbe fondamentale per far sì che l’area non venga considerata in stato d’abbandono, facendo pensare che ognuno può venire qui e fare quello che vuole”.

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