"Anna" di Niccolò Ammaniti

redazione

"Anna" di Niccolò Ammaniti

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lunedì 12 Ottobre 2015 - 10:49

Ancora ricordo il giorno in cui costrinsi i miei genitori a portarmi a Marsala per comprare un paio di scarpe da tennis Adidas. Ero convinto come Pietro, uno dei personaggi del nuovo libro di Nicolò Ammaniti, pubblicato dalla casa editrice Einaudi nella collana Stile libero Big, che con quelle scarpe ai piedi fossi invincibile.

Quel giorno mio padre, infastidito, e in maniera ironica fu costretto a ricordarmi di quella volta che mio fratello per un problema agli occhi, astigmatismo, inforcò per la prima volta gli occhiali da vista, ero credulone come può accadere solo ad un bambino, credevo che mio fratello che allora frequentava la prima elementare, riuscisse a leggere grazie a quegli occhiali e io che ero due anni più piccolo, no. Mio padre quel giorno, prendendosi beffa di me, mi raccontò la storia del credulone che si recò dall’ottico sperando che inforcando gli occhiali da vista avrebbe all’istante imparato a leggere. Sfogliando il romanzo di Ammaniti scoprirete il perché di questi miei ricordi irrilevanti. L’autore ci narra un mondo popolato solo da bambini, gli adulti sono tutti morti a causa di una implacabile epidemia. E’ un mondo distopico, ma le vicende narrate sono plausibili, verosimili. Ammaniti si sforza di immaginare la vita di bambini senza adulti, dunque senza tutti i vantaggi della modernità. Il narratore segue le vicende di Anna una tredicenne che ha promesso alla madre, prima che lei morisse, di accudire al fratello più piccolo, Astor. Nella prima parte della storia i due vivono nelle campagne di Castellammare nella casa materna e custodiscono il corpo mummificato della madre. E’ sorprendente come Ammaniti abbia voluto ambientare questa strana storia nella Sicilia Occidentale. Anna è costretta, alla ricerca di cibo, ad affrontare innumerevoli avventure da cui esce indenne, forse perché, se lo chiede lei stessa più volte nel testo, è immune alla malattia e potrebbe sopravvivere. Diverse pagine del romanzo sono piene di squarci di paesaggio siciliano che bene si adatta alla disperazione di un mondo distrutto dall’epidemia. Il tema del romanzo, anche se in parte nascosto, è l’adolescenza e la difficoltà di crescere. Nella seconda parte del libro, durante il viaggio verso Messina, Anna convinta di poter incontrare gli adulti sul continente, raggiungendo la Calabria, incontra più volte diverse orde di bambini che si mostrano, data la situazione, in tutta la loro feroce innocenza. Come non pensare al Medioevo, alle Crociate dei bambini ai piccoli pastori predicatori?

La Sicilia di Ammaniti forse fa paura, ma la realtà in questi giorni di autostrade crollate e franate, di alluvioni e degrado ambientale, la vita di ogni giorno in Sicilia è più distopica del racconto fantascientifico di Ammanniti.

A proposito ho dimenticato di dirvi che le mie scarpe da tennis Adidas di allora erano bianche con tre strisce nere ai lati ed emanavano un indimenticabile odore di nuovo.

Vincenzo Piccione

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