Ma che freddo fa…

In Apertura, Io la penso così
riscaldamenti

 

Mentre discutono di cose inverosimili o scontate: (alzi la mano chi non ha o non sa che che al sud in tanti assumono in nero) e alzi la mano anche chi non ha un disoccupato in famiglia e chi non riesce più ad arrivare alla fine del mese, noi cerchiamo quelle cose di cui il governo giallo verde e quello di prima e di prima ancora, si dovrebbe (o si dovevano) occupare. E scopriamo, ma già lo sospettavamo, che c’è anche la povertà energetica che è sempre più diffusa. E sono gli anziani quelli particolarmente a rischio. Secondo quanto pubblicato dalla Fondazione Di Vittorio assieme alla Cgil, arriva un focus sulla povertà energetica e si apprende che il 19,1% si trova in condizione di povertà energetica, il 15,2% non è povero ma si trova in una situazione di vulnerabilità, tutto questo mentre solo il 30% circa dei potenziali beneficiari accede al bonus elettricità e gas. In pratica non lo sanno. E, aggiungiamo noi, anche se lo sapessero lo sconto che verrebbe loro praticato non servirebbe a tenerli al calduccio e nel contempo a sfamarli. O muoiono di fame o di freddo. Sono 700 mila famiglie su una platea di oltre due milioni. In Italia, si legge nello studio, che giriamo se hanno tempo di leggerlo a Salvini e Di Maio “cresce il numero di persone in “povertà energetica”. Abbiamo capito che con questa espressione si intende la difficoltà ad acquistare un paniere minimo di servizi energetici (elettricità, riscaldamento adeguato della propria abitazione, acqua calda etc.). Le situazioni di disagio energetico tendono ad essere maggiormente diffuse con l’avanzare dell’età e guarda tu sono in prevalenza di sesso femminile (chissà che ne pensa la Meloni). L’incidenza della povertà energetica raddoppia per chi è separato, divorziato, vedovo, e supera il 30% per chi vive da solo. La povertà energetica è più diffusa fra ex-artigiani e casalinghe, un po’ meno fra gli ex operai che, con o senza quota 100, hanno raggiunto una pensione quasi decente. Dalla ricerca emerge poi che il 18% degli anziani vulnerabili vivono in un’abitazione sprovvista di impianto di riscaldamento. Chi è in difficoltà risparmia semplicemente privandosi del riscaldamento o accendendo i termosifoni solo se davvero non se ne può fare a meno. Lo strumento principale per contrastare la povertà energetica è il bonus sociale energia elettrica e gas. Che non funziona bene. Si legge nell’indagine: “l’aiuto alle famiglie attraverso i bonus non ha sortito i risultati sperati. Da una parte, molte famiglie che oggi hanno diritto ai bonus in base al valore ISEE, non ne fanno richiesta. Ora noi che ci occupiamo di minimi sistemi che non abbiamo rapporti con i salotti europei, che ancora non abbiamo capito bene perché Di Maio sta con Salvini, ci chiediamo ma la gente che muore di freddo è meno importante dei, pochi per fortuna, a cui rubano in casa? Una volta, governando Berlusconi, per combattere il caldo estivo si propose agli anziani di recarsi come ospiti nelle caserme dei vigili del fuoco. In tema di banalità non è che a Toninelli o a qualche buontempone leghista verrà in mente di distribuire dei plaid?

 

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