Proiettili in una busta per Claudio Fava, indaga la Digos

In Antimafia, Apertura, Regione
Claudio Fava

Un proiettile calibro 7,65 è stato spedito a Claudio Fava, presidente della Commissione Antimafia della Regione Sicilia. Gli agenti della Digos hanno sequestrato la busta, arrivata proprio negli uffici della Commissione, e avviato le indagini per provare a identificare l’autore dell’intimidazione. Da parte di Fava poche parole, in attesa ovviamente, dell’esito delle prime indagini.  Ad aprire il plico sono stati alcuni collaboratori del parlamentare catanese, che hanno immediatamente avvertito la Polizia.

Dal caso “Montante” al ddl sull’identificazione delle logge massoniche passando per i depistaggi della strage di via D’Amelio, la Commissione Antimafia guidata da Fava, pone l’attenzione su diversi fronti “caldi”.

Giungono intanto le prime attestazioni di solidarietà per il parlamentare, figlio di Pippo Fava, giornalista ucciso dalla mafia nel gennaio 1984, candidato alle precedenti elezioni regionali. “A Claudio Fava va la solidarietà mia personale e quella del gruppo PD all’Ars”, ha detto Giuseppe Lupo, capogruppo del PD. La “collega” della commissione regionale antimafia Luisa Lantieri (PD), afferma così: “Un grave atto intimidatorio che sono certa non farà venir meno la determinazione e l’impegno  di Claudio Fava sempre in prima linea contro ogni forma di illegalità. Esprimo la mia personale solidarietà al presidente Fava, con il quale  in Commissione ho affrontato temi  importanti e delicati a cominciare dal caso Montante fino alla richiesta di verità su via d’Amelio. Anche il capogruppo di Forza Italia all’ARS, Giuseppe Milazzo, nel condannare il vile gesto, esprime piena solidarietà all’onorevole Fava: “Un episodio  del genere, ai danni di un Rappresentante delle Istituzioni sul territorio è inaccettabile”. “Claudio ti sono vicino. Ti conosco bene e so che continuerai senza paura con la tua azione di rinnovamento delle istituzioni e con la buona politica”, scrive su Twitter il senatore di Leu Francesco Laforgia. Eleonora Lo Curto, che pure nei giorni scorsi aveva severamente criticato il ddl sulla massoneria fortemente voluto da Fava, esprime piena solidarietà al collega e parla di “gesto vile” che “deve far alzare il livello di attenzione”. “La mia totale sintonia con le iniziative intraprese da Fava per contrastare la mafia, la corruzione e il sistema delle illegalità – conclude la capogruppo Udc – mi porta ad affermare che quando un atto reca la sua firma è come se si leggesse nel suo nome anche il mio”. Solidarietà anche dalla vicepresidente della Commissione Antimafia Rossana Cannata (Forza Italia), da Marianna Caronia (Gruppo Misto), da Giorgio Assenza e Giuseppe Zitelli (Diventerà Bellissima) e dall’Ugl di Catania.

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