Regione. Cobas/Codir chiede l’immediato pagamento degli arretrati al personale dei Beni Culturali

In Beni Culturali, Regione, Sindacati

Come avevamo scritto giorni fa, in merito alla drammatica scomparsa dell’assessore ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa, nello schianto aereo in Etiopia, la situazione nel Settore resta difficile e lo è ancora di più oggi senza una guida e in vista di una decisione – nonostante sia ancora prematuro e presente il dolore per la scomparsa di un luminare della materia come Tusa – da parte del Governatore Musumeci alla guida dei Beni Culturali della Regione Sicilia.

“Il sistema dei pagamenti del Personale dei beni culturali si trova insabbiato nella palude della macchina regionale nell’apparente incertezza di procedure di comunicazione e di trasmissione degli atti propedeutici necessari per il pagamento di quanto dovuto.” A dichiararlo sono Michele D’Amico, responsabile regionale per le politiche dei beni culturali del Cobas/Codir, e Simone Romano coordinatore regionale del Cu.Pa.S./Codir (Custodi del Patrimonio Culturale Siciliano), movimento che aderisce al Cobas/Codir. “Con il ‘palleggiamento’ di documentazione da un dipartimento all’altro (beni culturali e funzione pubblica) – introdotto con la deleteria ristrutturazione dal governo Crocetta – si produce un insostenibile ritardo nei pagamenti del salario accessorio del personale dei beni culturali: si attende il pagamento di prestazioni a partire dal 2017, tutto il 2018 e il primo trimestre del 2019”.

“A tutto ciò si aggiunge – proseguono D’Amico e Romano – un incomprensibile comportamento del dirigente generale del Dipartimento beni culturali che, dopo avere incassato i risultati di un accordo sindacale sottoscritto il 13 luglio 2018 sembra sottrarsi all’incontro con le Organizzazioni Sindacali, con continui rinvii dell’incontro con i sindacati per fare il punto della situazione e avviare i relativi pagamenti.” “Ricordiamo – aggiungono D’Amico e Romano – che tale accordo ha permesso non solo il superamento del limite contrattuale sui festivi e sulle festività nazionali (con il chiaro scopo di favorire una maggiore fruizione dei siti culturali e una remunerazione supplementare per i lavoratori, circa 1.200 unità di personale delle aree di vigilanza, fruizione e amministrativa, che hanno aderito a questo modello contrattuale) ma, anche, il raggiungimento di uno dei suoi obiettivi impartiti dell’assessore al ramo, il compianto Sebastiano Tusa”.

“Sia chiaro che – concludono D’Amico e Romano – in mancanza dell’immediato pagamento di quanto dovuto e del perdurare di questa situazione di stallo aggravata dalla mancanza di volontà di dialogo del dipartimento Beni Culturali, il Cobas/Codir e il Cu.Pa.S/Codir si vedranno costretti ad avviare una serie di lotte sindacali che rischierebbero di mettere in discussione la fruizione dei siti culturali siciliani nei festivi e nelle festività nazionali a partire dalle vicine festività pasquali.” 

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