Consiglio comunale di Alcamo, approvata la mozione sugli impianti di trattamento dei rifiuti

In Alcamo
Consiglio comunale Alcamo 14 gennaio 2019

È passato con i soli voti della maggioranza pentastellata l’atto di indirizzo politico sottoposto all’Aula Falcone-Borsellino ieri sera. Nel corso della seduta consiliare è stata rinviata, invece, la trattazione del regolamento comunale sulla consulta degli stranieri residenti ad Alcamo. Posticipate anche due interrogazioni a firma ABC-Alcamo Cambierà.

La prima seduta consiliare alcamese del 2019 si è svolta ieri sera presso il Palazzo di città ed è durata circa due ore. Con 12 voti favorevoli del Movimento 5 Stelle è stata deliberata la mozione sugli impianti di trattamento dei rifiuti nel territorio comunale. Uno è stato il voto contrario: Francesco Dara di Noi Per Alcamo. Si sono invece astenuti sette consiglieri comunali: Filippo Cracchiolo (PD), Caterina Camarda, Mauro Ruisi, Gino Pitò (Abc-Alcamo Cambierà), Saverio Messana e Anna Allegro (UDC), Giovanni Calandrino (Sicilia Futura). Prima della deliberazione dell’atto di indirizzo politico sottoposto all’Aula Consiglio dalla maggioranza, è stato votato un emendamento, con il quale sono stati aggiornati alcuni punti sempre a firma M5S, passato con i soli 12 voti favorevoli dei grillini. Otto sono stati i consiglieri dell’opposizione che si sono astenuti.

La mozione è stata discussa dall’esponente pentastellata, Rosalba Puma, all’inizio della illustrazione del punto all’ordine del giorno. “Chiedo di impegnare il sindaco e la giunta municipale a mettere in atto tutte le azioni e gli interventi idonei, con i mezzi e nelle sedi opportune, volti ad impedire la prosecuzione degli iter autorizzativi di impianti da realizzarsi nel Comune di Alcamo non in linea con il diagramma di flusso dei rifiuti divisi per ambito provinciale e con il Piano di rifiuti regionale prossimo all’adozione, che demanda all’autorità d’ambito provinciale le scelte impiantistiche”, ha affermato la consigliera comunale. La trattazione dell’atto di indirizzo è avvenuta a tre mesi dal Consiglio comunale aperto sulla realizzazione dell’impianto di biogas della ditta Asja Ambiente ( http://www.itacanotizie.it/impianto-di-biogas-ad-alcamo-2/ ).In quest’arco di tempo, dopo il parere negativo dell’amministrazione comunale e degli uffici al progetto, l’impresa ha presentato il 7 novembre scorso alla Regione un nuovo piano di ridimensionamento dell’impianto: da 120 mila tonnellate circa a 60 mila. E ciò contestualmente al fatto che il Piano Regionale dei rifiuti, che darebbe precedenza all’impiantistica pubblica, è in attesa di approvazione. Dunque, le autorizzazioni dell’assessorato regionale competente potrebbero essere “congelate” proprio per acquisire le nuove direttive dall’ARS. Inoltre, a seguito dell’assemblea pubblica ad Alcamo, si è anche costituito un Comitato cittadino a tutela dell’ambiente che ha raccolto ad oggi oltre 2000 firme mediante una petizione online che si oppone al progetto. Occorre dire che la mozione ha avuto un obiettivo più ampio, rispetto alla fattispecie citata, ed arrivata in Aula Consiglio nei giorni in cui i pentastellati stanno mettendo la questione dei rifiuti al centro della discussione politica nei diversi livelli istituzionali.

Ha dato un contributo al dibattito in Aula Consiglio anche il sindaco Domenico Surdi il quale, proprio nella mattinata di ieri, ha partecipato insieme ad altri sindaci del trapanese ad un incontro sulla problematica nella sede della provincia, organizzato dai deputati regionali pentastellati Valentina Palmeri e Sergio Tancredi. Il primo cittadino alcamese ha inoltre informato il Consiglio comunale in merito alla conferenza dei servizi regionale sulla seconda stesura del progetto dell’impianto Asja, tenutasi giorno 9 gennaio a Palermo. Per il sindaco Surdi, nonostante sia stato presentato un nuovo progetto di ridimensionamento dell’impianto, permangono delle criticità e, soprattutto, quelle relative alle tonnellate che il complesso dovrebbe accogliere: 60 mila a fronte delle 6 mila prodotte dalla città. Un numero di rifiuti, dunque, importante rispetto a quanto potrebbe essere generato dall’intera provincia di Trapani. Inoltre, l’aumento del traffico che potrebbe prodursi nell’area interessata, in presenza di un impianto che dovrebbe accogliere la suddetta cifra di rifiuti, desta, per il primo cittadino, non poche preoccupazioni, visto anche i problemi di circolazione che si sono verificati la scorsa estate presso la ditta D’Angelo, che si trova vicino al sito del progetto, quando questa ha dovuto ricevere i mezzi provenienti da alcuni comuni dell’agrigentino. Nulla comunque ad oggi è stato ancora deciso, ha precisato il sindaco Surdi, in quanto dal presidente della conferenza dei servizi è stato richiesto alla ditta Asja di integrare la documentazione. La discussione sulla mozione è poi continuata con gli interventi di altri consiglieri comunali dell’opposizione.

“Abbiamo dimostrato, tutto questo Consiglio comunale, di non avere paura di dire no rispetto a determinati progetti – ha affermato il democratico Filippo Cracchiolo – e lo abbiamo dimostrato con il Consiglio comunale aperto. La politica tutta, per il dimensionamento delle 130 mila tonnellate, per le modalità con le quali è arrivato, per la tempistica, eravamo ad agosto quando il progetto è stato presentato, non ha avuto paura, presidente (del Consiglio comunale Mancuso ndr). Ma questa è un’altra cosa, ed io posizioni aprioristiche non ne esprimo. Sono stato sempre sincero all’interno di quest’Aula e fuori. Ed anche stasera credo di non essermi smentito”.

Successivamente, ha preso la parola il collega di minoranza Mauro Ruisi: “Ritengo che questo tema, considerato le novità di cui abbiamo preso atto qualche minuto fa con l’intervento del sindaco, necessiti un atteggiamento, una postura, un approfondimento differente rispetto a quello che insomma c’è stato e che possiamo fare in questa sede. L’occasione, come diceva bene il consigliere Pitò, è quella di interessare, e non mancherà certamente, lo spero, all’amministrazione, il dibattito cittadino che possa coinvolgere le forze politiche, ma anche semplici cittadini e chiunque ne abbia interesse affinché esca una posizione chiara. E perché no anche un dialogo, un dibattito con la possibilità di confrontarsi, come diceva bene prima Cracchiolo, con questa ditta (Asja Ambiente ndr). La legge effettivamente è legge, e questo vale per tutto, ma evidentemente deve trovare conforto con quelli che sono i disegni più grandi rispetto non solo al Piano regionale, ma all’interesse dei cittadini. Sono sicuro che qua l’interesse di tutti è trovare soluzioni che siano propositive e positive per la città. Ritengo che, se devo parlare di questa forma proposta, apprezzo lo spirito, ma sono sicuro che si può trovare una modalità ancora più efficace. Per questo invito a mettere in campo tutte quelle che possono essere le attività di conoscenza di questo nuovo progetto affinché tutti noi, consiglieri e non, si possa collaborare per la soluzione migliore”.

Invece, il consigliere Francesco Dara ha affermato in merito: “Stasera stiamo affrontando un Consiglio comunale, e sono convinto che finirà tardi, per deliberare il nulla. Ma le dico (presidente Mancuso ndr) anche che il confronto è importante ed è indispensabile per tutti avere delle idee politiche, chiare, trasparenti, limpide. Però, non ci perdiamo. Facciamo il nostro ruolo di consiglieri comunali, non andiamo a fare ruoli da gente profana. Applichiamo il nostro buonsenso per questa città”. Nel corso del dibattito è stato proposto dal capogruppo dell’Udc, Saverio Messana, il ritiro del punto. Così ha commentato l’iniziativa, prima del voto, il consigliere democristiano: “Io direi di ritirare il punto,  colleghi,  per capire bene le carte, che arrivano magari al più presto, per andare a trattarlo e ripresentarlo, se ci sono le problematiche, su ciò che possiamo pensare oppure, per modificare con il nostro intervento, quantomeno dicendo la nostra, quello che la Regione propone. Perciò, io non sono d’accordo a votare un atto in questo momento di cui non abbiamo bene la visione, come dicevano tutti i miei colleghi (di minoranza ndr)”.  L’esito della votazione è stata la bocciatura della proposta: 12 contrari (M5S), 3 astenuti (ABC-Alcamo Cambierà), 5 favorevoli (PD, Noi Per Alcamo, Sicilia Futura e UDC).

Durante la seduta consiliare è stato ritirato il terzo punto all’ordine del giorno: il regolamento sulla consulta degli stranieri residenti ad Alcamo. A chiederne il prelievo è stato l’ufficio comunale competente in materia, in raccordo con la prima commissione consiliare, al fine di apportare delle modifiche. Sostanzialmente, il testo portato in Aula Falcone-Borsellino divergeva con quanto stabilito dai membri della commissione citata. La proposta è stata criticata da alcuni consiglieri comunali della minoranza. Il consigliere Gino Pitò ha dichiarato: “Questo Consiglio è vuoto, mi stavo in studio e lavoravo. Qualcuno deve rendermi conto di questo, qualcuno deve spiegare perché capita questa cosa, non lo sopporto, non c’è niente da fare. Qui c’è gente che campa di altro, io campo del mio lavoro. Voglio sapere cosa stiamo facendo in questo momento. Consiglio vuoto”. A questo punto ha preso la parola la presidente della prima commissione, Piera Calamia (M5S), la quale ha spiegato: “Mi dispiace che ci sia questa maretta”. Ed ha continuato: “La colpa non è di nessuno in particolare. L’ufficio ha mandato una copia difforme a quanto noi avevamo già stabilito in commissione, perché noi ci abbiamo lavorato. Pure noi abbiamo utilizzato il nostro tempo per approfondire questo argomento”. Infine ha aggiunto: “Come prima commissione ci teniamo a discuterlo per bene. Visto e considerato che questa delibera non era completa senza i nostri accorgimenti e i nostri emendamenti, abbiamo concordato con l’ufficio di ritirarlo e trattarlo al più presto possibile”. Nel corso del Consiglio comunale di ieri sera, sono state presentate tre mozioni da parte del gruppo federato ABC-Alcamo Cambierà. Solamente una, avente ad oggetto i due progetti sulla rete idrica e fognaria di Alcamo Marina, è stata trattata. Al contrario, sono state posticipate le altre due in quanto la risposta dell’amministrazione è stata ritenuta non soddisfacente dai firmatari.

Linda Ferrara

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