Crocetta riunisce il Megafono e insiste sulle primarie di coalizione

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Riparte Sicilia

Il presidente della Regione Rosario Crocetta non intende fare passi indietro e nel fine settimana ha riunito gli stati maggiori del Megafono per ribadire la propria volontà di essere parte delle consultazioni elettorali del prossimo 5 novembre.

Nel corso della direzione regionale tenutasi a Trabia, i 150 partecipanti hanno approvato un documento unitario, articolato in diversi punti. Anzititto il Megafono “esprime la propria preoccupazione sul metodo scelto da alcune forze di maggioranza, rispetto alla candidatura del presidente della Regione”.

“E’ prassi consolidata nel centro sinistra – recita il primo punto del documento approvato – che il presidente uscente venga ricandidato a meno di non trovarsi di fronte a fatti gravi, che rendano inopportuna la candidatura. Crocetta è il primo rappresentante del centro sinistra che dal 1946 in poi, ha vinto le elezioni con mandato popolare”.

Poi il documento sottolinea un tema caro al presidente della Regione, il risanamento economico operato in questi cinque anni dal suo governo: “La Sicilia che abbiamo trovato nel 2012 era sull’orlo del fallimento, con un bilancio in default, con 11 punti di Pil persi in 7 anni e con ben 300mila lavoratori che avevano perso il posto di lavoro; non utilizzava i fondi europei, era tra gli ultimi posti per i livelli essenziali di assistenza sanitaria. Era la Sicilia delle prebende, delle clientele, dello sperpero di denaro pubblico. Il governo Crocetta ha risanato il bilancio, rilanciato la crescita e creato le condizioni per lo sviluppo di questa terra. Il bilancio risanato di questa Regione deve servire per dare futuro e prospettive ai giovani, alle donne, ai disoccupati, ai deboli, alle persone con disabilità, ai precari, agli imprenditori”. Risultati che, naturalmente, sono ampiamente oggetto di contestazione da parte di tante forze politiche sia di maggioranza che di opposizione.

Il Megafono riserva un colpo sia al centro destra che ha governato con Cuffaro e Lombardo che al M5S (“La situazione non si affronta né con nostalgia di un ritorno a un passato che ha distrutto la Sicilia, né con avventure irresponsabili modello Comune di Roma”). Ma ovviamente non risparmia nemmeno i dirigenti del Pd (“Il presidente della Regione deve essere scelto dai siciliani, non teleguidato da Roma. La Sicilia è chiamata ad esprimere la propria classe dirigente”).

E proprio ai dirigenti del Pd torna a rivolgersi insistendo sulle primarie di coalizione da tenersi il 10 o il 17 settembre. Nel corso della due giorni tenuta dal Megafono a Trabia è stata inoltre formalizzata la costituzione di una commissione con rappresentanti di tutti i territori, che si è messa al lavoro per la composizione delle liste e del programma.

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