Dignity Day

Claudia Marchetti

Marsala

Dignity Day

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sabato 24 Settembre 2016 - 07:30

Ogni giorno dell’anno è una giornata indetta per… per la Pace, il Sorriso, per il Gatto, il Cane, i Nonni. Agli italiani il 22 settembre, è toccato il Fertility Day, promosso dal Ministero della Salute diretto da Beatrice Lorenzin. Il singolare evento è stato creato per dire al popolo: non procreate più come prima degli anni ’70, allora fate figli, tic tac, il tempo passa per tutte. Sembra ironia ma in realtà è più un brutto scherzo. Ieri però, di contro, le donne sono scese in piazza a rivendicare i loro diritti con un Fertility Fake, brandendo cartelli del tipo “Sono in attesa di… reddito”. La Lorenzin, che afferma di volersi occupare di cose serie piuttosto che di strumentazioni, invece dovrebbe guardare in faccia la realtà dei fatti: il precariato in Italia è alto, i contratti di assunzione che qualche giorno fa riempivano la bocca di alti dirigenti, pare siano risultati “un pò” pompati, considerando che una stessa persona può, anche nel corso di un anno, firmare più contratti con la stessa azienda.

La crisi in cui è entrato il Paese non è mai passata veramente, allora le famiglie preferiscono rinunciare all’idea di formare una famiglia per abbracciare quella della sopravvivenza. E se ti va di lusso e arrivi per miracolo a fine mese, un figlio unico te lo puoi concedere. Per non parlare di mettere al mondo bambini che nel Belpaese devono farsi spazio a stento, partendo dall’Istituzione scolastica che è sempre più intenta a creare confusione nelle assunzioni dei docenti piuttosto che a riparare i tetti delle scuole e a dotarle di riscaldamenti per l’inverno e carta igienica. Ma la Lorenzin cerca di spostare l’attenzione sul tema dell’infertilità e delle malattie sessualmente trasmesse.

Ecco, forse era meglio tornare agli spot anni ’90 “Di chi è questo? E’ mio, è mio” per promuovere il preservativo, considerando che, uno studio di qualche anno fa, ha evidenziato come oggi 6 donne su 10 in età fertile (dai 15 ai 49 anni) non usano alcun metodo contraccettivo e che è ancora alto il rischio di gravidanze dai 14 ai 18 anni. Quindi le idee non sono per niente chiare, signora ministro! O si promuove la fertility o si combatte contro un fenomeno che può portare ad un aumento anche di abbandono di neonati. E’ questione di priorità, è questione che era meglio indire una Giornata della Salute, con screening gratuiti in piazza, con stand di raccolta firme, assieme ai sindacati e ai cittadini, per riscrivere una riforma della Sanità, per cui una persona che sta male non debba aspettare mesi per un esame, se non può spendere 150 euro. Esiste un diritto alla vita sì, ma anche alla dignità, questa prima di tutto.

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