Diocesi di Trapani: il 23 febbraio una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Congo e Sud Sudan

redazione

Diocesi di Trapani: il 23 febbraio una giornata di digiuno e preghiera per la pace in Congo e Sud Sudan

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martedì 20 Febbraio 2018 - 15:49
Per accendere i riflettori sul «genocidio silenzioso» in atto in Congo e in Sud Sudan, dopo la veglia del novembre scorso, papa Francesco ha lanciato un appello invitando i cattolici e tutti gli uomini e le donne di buona volontà ad una giornata di preghiera e digiuno per implorare la pace per questi due paesi dell’Africa centrale dimenticati. Un appello rilanciato dal vescovo Pietro Maria Fragnelli che ha invitato l’intera comunità diocesana ad unirsi a papa Francesco in questo secondo venerdì di Quaresima. “In quel giorno ad Alcamo (ore 16 Chiesa Madre) accogliamo l’Urna con le reliquie dei Santi Luigi e Zelia Martin, genitori di Santa Teresina del Bambino Gesù. Questi coniugi santi ci insegnino la fiducia nella famiglia cristiana, vero motore di vita e di pace nella nostra isola e nel Paese”, dice mons. Fragnelli. A Trapani, per chi lo desidera, sarà possibile unirsi alla preghiera nella Parrocchia di San Pietro, nel centro storico: dalle ore 12 alle ore 15 la chiesa sarà aperta per un’adorazione comunitaria sulla “Passione di Gesù, Passione degli uomini” alla quale liberamente è possibile partecipare unendosi alla preghiera anche per pochi minuti. Presiederà il vicario generale don Alessandro Damiano.
Sono circa 4 milioni i profughi provocati dalle violenze nella Repubblica democratica del Congo e almeno 3,300 i civili trovati morti in oltre 40 fosse comuni nella provincia congolese del Kasai. In Congo nel periodo a cavallo tra gli anni ’90 e 2000, le guerre hanno provocato più di 4 milioni di morti: un numero impressionante, una sofferenza senza fine in un territorio in cui vive l’impunità verso ogni genere di violenza. Anche in Sud Sudan una brutale guerra civile senza quartiere da più di quattro anni continua a mietere vittime. Secondo le ultime stime, sono circa 3,5 milioni i profughi in tutto il territorio. Le popolazioni di questi due territori si sentono «abbandonate» e hanno bisogno di «speranza e dignità più che di denaro e aiuti concreti». Oggi nel sud del mondo «migliaia di persone muoiono nel silenzio. Per il resto del mondo è come se non esistessero. La preghiera voluta dal Santo Padre e i suoi continui inviti alla pace rappresentano per noi un grande conforto» ha dichiarato suor Yudith Pereira–Rico, della congregazione delle religiose di Gesù e Maria e direttore esecutivo di “Solidarity with South Sudan”, associazione che riunisce ordini religiosi presenti nel Paese africano al fianco della Conferenza episcopale locale..

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