Dalla Fiat alla Disney

redazione

Marsala

Dalla Fiat alla Disney

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sabato 21 Aprile 2018 - 07:30

A Termini Imerese una voltà c’era la Fiat. A Termini Imerese lavoravano oltre 3mila unità, poi il calo dell’indotto, la cassa integrazione. Sembra una poesia di Gianni Rodari, dolce e amara, ma in verità è la storia di una città e di una forza lavoro che ha avuto puntati, per diversi decenni, gli occhi dell’industria italiana, con Sergio Marchionne che avrebbe voluto chiudere la fabbrica siciliana “irreversibilmente”. Ed altrettanto irreversibilmente si è sbagliato: arrivata la Blutec, azienda italiana del settore carrozzeria, a rilevare lo stabilimento, ha riassunto 90 operai cassintegrati grazie ad Invitalia e ne ha fatto un centro di ricerca e sviluppo per la mobilità sostenibile. Quando si dice investire sul Mezzogiorno d’Italia! Ma a Termini Imerese, quell’economia che a stento è ripartita e dopo anni, in questi giorni è al centro di una nuova particolare ma importante attrattiva per l’Italia, non solo per l’isola.

Da qualche anno si parlava infatti di un progetto per realizzare, proprio nella città palermitana, il parco divertimenti della Walt Disney. Da qualche giorno invece, si parla nuovamente del Parco. L’assessore regionale all’Economia Gaetano Armao infatti, ha annunciato che nei primi di maggio ci sarà un concreto incontro con i vertici della Walt Disney per riaprire un dialogo anni fa interrotto per problemi in primis economici. Oggi la Regione Sicilia si dice aperta ad investirci. Non è cosa da poco, a pensarci bene. Il più famoso parco giochi di Parigi, crea un indotto per milioni. Si parla in termini economici ma anche di visitatori. E’ l’attrattiva mondiale per eccellenza da ogni parte del Mondo. Un nuovo Disneyland nel Mediterraneo potrebbe portare lavoro e muovere economie, calamitando l’attenzione di tantissimi turisti che in tal modo, potrebbero anche approfittare delle bellezze naturalistiche della Sicilia e del mare.

Se la struttura verrà realizzata e se non verrà abbadonata a sé stessa come molto spesso accade in questa parte di mondo, potrà essere un importante volano per l’economia dell’isola. Ma qui devono anche entrare in gioco i servizi. Gli aeroporti devono permettere gli spostamenti dall’estero, la rete ferroviaria deve essere ben collegata. Per non parlare dei disagi idrici, fognari, dell’illuminazione pubblica da risolvere. E per fare ciò bisogna cambiare il volto di una Sicilia impantanata tra giochi politici e pochi e cattivi investimenti – o investimenti che sono finiti chissà dove – nel Mezzogiorno. Per ora tutti “felicissimi”, come ha fatto sapere, peraltro giustamente, il sindaco di Termini Imerese. Ma la realtà appare un po’ meno felice. Nei prossimi giorni capiremo se Topolino sbarcherà, tra qualche anno s’intende, in Trinacria.

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