Ci scrive il sindacalista Enzo Palmeri sul processo Perricone: “Mai favorito attività illecite”

In Apertura, Lettere

Gentile Direttore,

in riferimento all’articolo del 7.09.2017 dal titolo “Riparte il processo Perricone: trent’anni di intrecci tra mafia, politica e imprenditoria locale (e non solo)”, al fine di ristabilire la verità (processuale e non solo) ma, soprattutto, allo scopo di tutelare la mia immagine, rappresento quanto segue.

In primo luogo, ritengo opportuno presentarmi.

Io sono Castrenze (detto Enzo) Palmeri, Segretario Provinciale della Fillea CGIL di Trapani, colui il quale la giornalista Linda Ferrara ritiene appoggiasse il Perricone nello svolgimento delle sue attività illecite.

Non comprendo, non essendo stato indagato e non essendo imputato nel procedimento indicato nell’articolo, come la Sua giornalista abbia potuto scrivere il mio nome e, soprattutto, macchiarmi di un crimine quale il favoreggiamento, in favore della criminalità organizzata.

Ho sempre svolto, e continuo a farlo, la mia attività sindacale contrastando il sistema delle Mafie (i fatti e gli atti da me compiuti, quotidianamente, possono tranquillamente dimostrarlo) e, quindi, con la presente La invito a voler appurare la fonte delle informazioni avute dalla giornalista in esame e, conseguentemente, a Voler provvedere a dare la massima diffusione alla rettifica, che, ritengo, successivamente opererà, per restituire ogni tutela alla mia immagine e a quella della mia organizzazione, la CGIL, che mi onoro di rappresentare, entrambe fortemente danneggiate dal contenuto dell’articolo pubblicato dal suo giornale.

Pertanto, alla luce di quanto sopra, preso atto del danno che comunque mi è stato arrecato, rappresento che ove non avessi pronto riscontro alla presente, sarò costretto a tutelare la mia immagine presso le competenti sedi Giudiziarie.

Certo del tempo e dell’ascolto che mi sarà dedicato, porgo distinti saluti.

Castrenze (detto Enzo) Palmeri

***

Gentile signor Palmeri, prendiamo atto delle precisazioni contenute nella sua lettera. L’articolo da lei citato, comunque, non fa riferimento ad alcuna accusa nei suoi confronti di favoreggiamento della criminalità organizzata. Il passaggio che la riguarda è riferibile all’intercettazione di una conversazione tra lei e Perricone, che fa parte della richiesta di misura cautelare emessa nei confronti dei soggetti indagati (tra cui l’ex vicesindaco alcamese) e accusati a vario titolo di associazione a delinquere, bancarotta fraudolenta, corruzione, truffa ai danni dello Stato e turbativa d’asta. Come sa, si tratta di un’inchiesta estremamente intricata, che però non vede tra i capi di imputazione l’associazione mafiosa o il concorso esterno. Nell’articolo si ricostruisce un quadro generale da cui emerge il ruolo centrale di Pasquale Perricone nel tessuto politico alcamese. Ruolo che lo ha portato ad avere rapporti confidenziali con molti pezzi della società alcamese, molti dei quali lo ritenevano – magari in buona fede, come sarà capitato a lei – un interlocutore affidabile, o addirittura un integerrimo rappresentante delle istituzioni. Sarà il Tribunale a stabilire se si è trattato o meno di un eccesso di fiducia. Ringraziandola per l’attenzione riservata alla nostra testata, la invito a continuare a seguirci. (V.F.)

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