Erba di casa mia

Erba di casa mia

Erba di casa mia …non me ne voglia Massimo Ranieri, ma un modo efficace per affrontare certe tematiche è l’ironia. Mi spiego meglio. Non so se vi è capitato di passeggiare intorno alle 19, 19.30 del tardo pomeriggio per le vie del centro storico di Marsala, proprio in lungo e in largo per il Cassero. Ritrovo di anziani, acquirenti dell’ultima ora, famiglie con passeggini al seguito, ma soprattutto di giovani, tanti giovani. E sono sicura che vi sia capitato anche di sentire in alcune “aree” un certo odore acre, che qualcuno ha definito a metà strada tra i carciofi arrostiti a Pasquetta e l’erba mattutina dei ranch in Texas. Purtroppo non si tratta né dell’uno né dell’altro.

Qualcuno un po’ più “esperto” e qualche altro senza molta fantasia sa bene che quell’odore forte e fastidioso è marijuana o giù di lì. Le concentrazioni forti sono nelle vicinanze di via Fici e verso Porta Nuova. Non voglio usare questa sede per parlare di legalizzazione o meno della marijuana, il mio pensiero è molto critico in merito e sicuramente l’uso della cannabis terapeutica in medicina aiuterebbe tanti malati. Qui invece voglio parlare di quello che sta diventando subdolamente un allarme sociale. Una volta i ragazzi per fumarsi uno spinello si nascondevano, avevano dei luoghi abbastanza appartati dove ritrovarsi. Oggi fumano alla luce del sole, in pieno centro e irrispettosi degli altri.

Questo è figlio in parte di una cattiva educazione ricevuta in casa, dove non c’è dialogo tra le mura domestiche e dove spesso le parole pesano quanto i fatti; in parte della sottocultura della nostra società odierna, un percorso lungo oltre 20 anni. Mi chiedo dove siano le famiglie, le Istituzioni e le Autorità davanti a questo quadro: ragazzi che fumano uno spinello appoggiati alle vetrine dei negozi, vicino le scuole, nei ritrovi dove ci sono ragazzini dai 12 anni in su. Dove sono a quell’ora le Forze dell’Ordine? E’ una delicata problematica che non vuole creare un vero e proprio panico al contrario vuole fare riflettere senza gettare ulteriori paure sui giovani e ulteriori timori. Ma qualcosa va fatta e subito.

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