Il Faraone

In Apertura, Io la penso così

Abbiamo espresso, per quanto possa interessare ai lettori, il nostro pensiero al riguardo del nuovo governo giallo verde che ha portato al governo gli eredi di Bossi e di Grillo. Lo sappiamo, e lo scriviamo ad indirizzo dei nostri amici pentastellati pronti già a criticarci: non si tratta di un’alleanza ma di un contratto di governo. Così per quello che ci è stato possibile, abbiamo ascoltato le dichiarazioni programmatiche del premier Giuseppe Conte rese ieri al Senato. Naturalmente quando voi leggerete queste note il risultato (leggasi fiducia) in termini di maggioranza sarà già noto e il nuovo governo starà per andare ad intascare la fiducia alla Camera. Non entreremo nel merito di quello che ha detto. Abbiamo dubbi, nutriamo speranze e siamo agnostici su alcuni passaggi. Ci piace in casi come questi guardare il contesto e andare a ricercare, nei meandri del particolare, quelle cose che ai più sfuggono. Siamo tra quelli che ai matrimoni spesso ignorano l’abito della sposa, ma osservano attentamente quante portate di primi piatti si sta pappando l’invitato del tavolo vicino. Così abbiamo notato che in diverse inquadrature si vedeva il senatore palermitano Davide Faraone scrivere. “Starà prendendo appunti”, abbiamo pensato. Congratulandoci con noi stessi di non avere pensato: “toh, il senatore sa anche scrivere”. Altre inquadrature e svelato l’arcano, il nostro senatore metteva su carta il suo, diciamo così, pensiero e lo rendeva noto in maniera sobria, elegante e anche discreta, ai colleghi di gruppo. In uno di questi foglietti c’era scritto letteralmente, riferendosi evidentemente al premier che stava parlando: “…se parla di sud Salvini gli mena”. I siciliani e i meridionali in genere ricordano con quanto impegno il Faraone sottosegretario alla pubblica istruzione del governo Renzi si sia battuto per le strutture scolastiche meridionali. Se non avete figli che le frequentano fatevi un giro e vedrete le condizioni degli istituti. Ha fatto tanto e tanto bene per la scuola che all’improvviso è stato “trasferito” alle infrastrutture. E qui non vogliamo infierire. Le strade, le ferrovie e i trasporti in genere… ancora lo rimpiangono. Così come lo ricordano gli elettori del suo partito il Pd che hanno votato M5S in massa alle ultime elezioni nazionali. Poi magari Conte, Salvini e Di Maio faranno peggio, ma nel volto dell’ex sottosegretario spesso inquadrato non abbiamo notato alcun rossore di vergogna. Questi sono quelli che ci hanno governato e che, tocchiamo ferro, speriamo che siano stati sostituiti da una classe dirigente un tantino meglio.

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