Gli auguri di Grillo a Marsala: “una città che ha bisogno di essere pacificata e risanata”

Gli auguri di Grillo a Marsala: “una città che ha bisogno di essere pacificata e risanata”

Dopo alcuni mesi di silenzio, torna a farsi sentire Massimo Grillo. L’occasione è offerta dalla volontà di fare gli auguri di buon anno ai marsalesi, ma naturalmente la nota inviata agli organi di stampa si sofferma sulla situazione politica lilybetana, sull’operato dell’amministrazione e, più in generale, sullo stato di salute della comunità locale. Lo stile è quello che spesso caratterizza i messaggi dell’ex parlamentare marsalese: da un lato gli inviti al dialogo e alla pacificazione, dall’altro le stilettate e i messaggi cifrati indirizzati a interlocutori ben precisi.

“Alla vigilia del nuovo anno sento di rivolgere gli auguri ai marsalesi tutti.

Il momento degli auguri sarebbe una ghiotta occasione per evidenziare il vuoto, l’assenza della Amministrazione Comunale e della politica marsalese. Tuttavia, non lo farò. Non lo farò perché non posso; perché non si può trarre vantaggio dall’agonia della nostra comunità.

La città, è stato detto, è in agonia, sta morendo. E non possiamo restare semplicemente a guardare. Abbiamo – tutti – il dovere morale di fare il possibile per sostenerla, farla crescere, concorrere insieme a rialzarla e far sì che riprenda a sorridere. Mio malgrado, però, noto pessimismo e rassegnazione, come se per qualche ragione fossimo destinati a soccombere.

Pur mantenendo coerentemente il ruolo della opposizione, ritengo occorra caratterizzarsi come opposizione ragionata e ragionevole, capace di avanzare proposte innovative e di sostenere le iniziative della maggioranza che dovessero dimostrarsi meritevoli, ma anche di opporsi con forza quando necessario per tutelare il bene della città.

Rivolgo, da minoranza, un appello a tutte le forze politiche cittadine chiedendo di aiutare, ognuno coerentemente con i ruoli assegnati dal popolo in occasione delle elezioni, l’Amministrazione comunale di Marsala a fare il meglio che può.

Condanno invece chi, tra le fila dell’opposizione, tresca e ricerca ruoli di amministrazione per vantaggi personali o di gruppi. Lavorare per la città rimanendo minoranza è una cosa. Volere gestire il potere a tutti i costi è altro; è ben altro.

Questa ricerca del potere a tutti i costi, unitamente ad alcuni dilaganti costumi sociali, costituisce un modo di fare nel quale non mi identifico. Per questo ritengo che nel 2017 occorra una svolta. Come produrla? È impegnativo, ma invito i miei amici a cambiare i toni sui social, a bandire ogni forma di violenza verbale, ed a fuggire ogni forma di demagogia. Invito i miei amici alla coerenza, all’onestà intellettuale, e al decoro nel dibattito politico.

Fa impressione chi, seppure con buone ragioni, rivolge accuse contro il sistema perché ritenuto non adeguato, salvo a preferirlo e ad averne nostalgia solo dopo averlo demolito e sperimentato di peggio.

Quando cominciai a fare politica mi insegnarono due cose elementari che sono sempre attuali:

  • la politica non è la capacità di individuare i problemi ed amplificarne le difficoltà (oggi accade proprio questo);
  • la politica, l’onestà, la legalità non possono essere autentiche e veritiere se non sono fondate su un modello ideale e culturale.

Da tempo, ormai, i social sono invasi da siti di pseudo-informazione, i quali non fanno altro che diffondere e favorire il dilagare della più grave forma di disinformazione. Quella disinformazione che non è semplicemente un resoconto poco accurato di fatti realmente accaduti. Una disinformazione che è studiata a tavolino per far divenire verità ciò che non lo è ed esacerbare la rabbia sociale di grandi fette della società. Tutto ciò a causa della ricerca spasmodica di profitto e/o vantaggio politico di chi sponsorizza, favorisce e si serve di questo sistema.

Anch’io ho avuto un’esperienza analoga e ringrazio quanti mi hanno chiesto scusa e, seppur dopo essere stati denunciati in sede civile, hanno rettificato le loro affermazioni contro di me. Ho parlato personalmente con molti di loro e credo nella loro buonafede, nell’essersi fatti influenzare da “un sentito dire” fatto circolare solo per colpire non l’avversario, ma il nemico.

Per questa ragione, personalmente, non credo a chi rivendica per sé patenti di onestà, di legalità, e di rinnovamento politico salvo a celare condotte personali contro la morale e la legge.

Quale morale? Essere coerenti ad un Ideale, ad un modello culturale che si traduce in regole di condotta consente di potere capire se una persona è coerente o meno, il resto è demagogia.

Per quanto mi riguarda, come è noto, il mio Ideale di politica si richiama alla Dottrina Sociale della Chiesa.

Invito quanti sono impegnati politicamente a fare conoscere a quale modello culturale si ispirano…

Come tutti i processi culturali ci vorrà tempo, ma è questo che auguro alla mia città: essere pacificata e risanata.

Per non cadere nella retorica ritengo opportuno indicare anche il come cominciare a risanare e pacificare: una modalità è quella di unire le forze impegnate in tante iniziative di solidarietà, incoraggiare a fare bene il bene, partecipare a progetti nei quali condividere beni e risorse a cominciare da chi è senza casa e vive situazioni di povertà estrema.

Auguri per una città migliore a cominciare da noi stessi”.

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