Gli orchi di provincia

In Apertura, Punto Itaca
violenza

Si sta parlando molto in questi giorni del caso Weinstein e di quanto il mondo dello spettacolo sia pervaso da situazioni di abuso di potere, in cui chi si trova in una posizione di comando non si fa scrupoli a calpestare la dignità di tanti giovani che aspirano ad entrare nel jet set. Le cronache di questi giorni non fanno che confermare l’esistenza di pratiche consolidate e diffuse tanto negli Stati Uniti quanto in Italia e in altri Paesi. Ma se è vero che Weinstein, per anni tra i produttori cinematografici di maggiore successo nel mondo, ha molestato o violentato diverse attrici che nell’immaginario collettivo appaiono come donne abbastanza corazzate per difendersi autonomamente da “proposte indecenti”, mi chiedo cosa avvenga nelle realtà di provincia, in cui il sogno dello star system diventa spesso un modo per uscire dalla noia della quotidianità o dalla mancanza di sbocchi lavorativi.

Negli ultimi anni ho notato che, con la complicità del web, è cresciuto a dismisura il numero dei concorsi di bellezza: in tanti si sono improvvisati organizzatori di sfilate più o meno serie di abiti o costumi, approfittando della voglia di tanti adolescenti di mettersi in gioco e di costruirsi una comoda scorciatoia verso la realizzazione dei propri sogni. Intendiamoci: ci sono concorsi serissimi a cui partecipano ragazzi e ragazze che si mettono in gioco con sobrietà. Ma esistono pure manifestazioni che di serio hanno ben poco e in cui si annidano promoter e personaggi di dubbio gusto che sono pronti ad approfittare dell’ingenuità dei partecipanti per portare avanti i propri loschi disegni. Lungi da me l’idea di voler alimentare un’inutile caccia alle streghe: ma è bene che i genitori, che spesso avallano con troppa disinvoltura la partecipazioni dei propri figli a questo genere di iniziative, vigilino sulla serietà di ciò che accade davanti e dietro il sipario. In caso contrario, si ritroveranno a dover raccogliere i cocci di esistenze distrutte finendo per rimpiangere l’incoscienza con cui hanno abbandonato i propri ragazzi alle grinfie dell’orco di turno.

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