I Comuni stanno a guardare

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“Abbiamo impugnato davanti alla Corte costituzionale la legge con la quale il Governo nazionale ha congelato fino al 2020 le risorse destinate alla riqualificazione di 120 periferie in Italia”. Qualche giorno fa lo ha annunciato il Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, visto che insiste un blocco in Italia ma soprattutto sull’isola – penalizzata più di altre regioni – per oltre 200 milioni in progetti che riguardano principalmente il bando delle idee per la riqualificazione delle aree periferiche che interessano, ad oggi, 38 comuni siciliani. Per la Provincia di Trapani, gli interventi erano per circa 5 milioni. Ma dalla Finanziaria 2016 ad ora, un nulla di fatto che ha generato un mare di polemiche, soprattutto dopo il decreto “Milleproroghe” che ha previsto un taglio di un miliardo di euro destinato a progetti per 120 Comuni vincitori del bando, per dirottarli su altri interventi. Si badi bene, prima che qualcuno inizi a pensar male: il “Milleproroghe” altro non è che un maxi emendamento che i vari Governi che si sono succeduti negli ultimi anni – il primo risale al 2005 con il “Berlusconi Ter” – utilizzano per slittare, quindi posticipare, l’entrata in vigore di alcune norme.

Dalla scuola ai danni terremoti è un modo per “allungare il sugo” come si dice qui. Un espediente, se preferite. Ieri è stata invece raggiunta un’intesa tra l’Assessorato regionale dell’Economia e l’AnciSicilia, in rappresentanza dei comuni dell’isola, consentendo una modifica migliorativa dell’obiettivo programmatico nei comuni siciliani. Tra questi anche Marsala, che attende già da qualche anno, ma dei 120 progetti prima ammessi, solo 24 sono stati avviati. Giorni fa Musumeci aveva dichiarato di intervenire nei confronti dei Comuni con fondi extraregionali se necessario o comunque con nuovi spazi finanziari per l’anno in corso. Ora arriva dall’Anci guidato da Leoluca Orlando l’avviso di una “fruttuosa collaborazione” con la Regione Sicilia al fine di poter accelerare alcuni investimenti, ovvero circa 37 milioni di euro per i 38 comuni in attesa. Regione che è sul piede di guerra nei confronti, a sua volta, del Governo nazionale. Dal suo canto, l’attuale premier Giuseppe Conte ha fatto sapere che presto – ma non si sa ancora bene quando – con un ulteriore decreto si cercherà di porre rimendio, sperando che non si trasformi in una proroga del “Milleproroghe”. Anche perchè sarebbe il colmo. E intanto sindaci e comuni stanno a guardare…

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