Il bilancio dell’estate marsalese e la bellezza da cui ripartire

In Apertura, Punto Itaca

Eravamo stati piuttosto critici, all’inizio della stagione, sulla programmazione degli eventi estivi a Marsala. Come era avvenuto anche negli anni passati, avevamo avanzato i nostri rilievi sui ritardi nella presentazione del cartellone e, più in generale, sulla difficoltà che da tempo si registra a Marsala nell’investire in maniera seria e ragionata su iniziative che possano potenziare l’offerta turistica del territorio o, quantomeno, convincere i cittadini dei Comuni vicini a passare qualche serata tra le attrazioni lilybetane, con benefiche ricadute per l’economia locale.  Personalmente resto convinto della fondatezza di queste argomentazioni. Tuttavia, la stagione ormai al termine, lascia in eredità alcuni spunti di riflessione che possono tornare utili negli anni futuri.

In questa sede, in particolare, voglio soffermarmi sulla (ri)scoperta di una serie di luoghi, che hanno offerto interessanti alternative a chi è interessato alla cultura e alle sue varie declinazioni. A dire il vero, un primo spunto di riflessione era arrivato anche lo scorso anno con il concerto di Daniele Silvestri organizzato sull’isola di Mozia dalla Pro Loco 2.0: un’esperienza indimenticabile, per chi ama il repertorio del cantautore romano, ma anche per chi apprezza l’idea che le nostre attrazioni storiche e naturalistiche vadano valorizzate con una più moderna idea di fruizione. Purtroppo, come spesso accade dalla nostre parti, non c’è stata una seconda edizione dell’happening di Mozia, lasciando a chi l’ha vissuto (e a chi sperava di avere un’altra chance), la spiacevole sensazione di un unicum destinato a non ripetersi. In passato si erano già registrate situazioni simili: basti pensare al progetto “Mozia ‘88”, che vide esibirsi Irene Papas allo Stagnone, o al concerto di Dee Dee Bridgewater alle Saline. Eventi straordinari, ma non più replicati. La settimana scorsa, un’altra potenzialmente straordinaria attrazione del nostro territorio, il Parco archeologico di Lilybeo, ha vissuta una serata diversa dal solito, grazie a un’iniziativa fortemente voluta dalla deputata regionale Eleonora Lo Curto, con Peppe Servillo e i Solis String Quartet formidabili protagonisti di un riuscito omaggio alla musica napoletana. Alla fine del concerto, tra i presenti era palpabile la soddisfazione per l’esperienza vissuta, ma soprattutto per la riappropriazione di uno spazio molto amato dai marsalesi, ma prigioniero di recinzioni fisiche e burocratiche che ne hanno compromesso la fruizione. Sarebbe bello immaginare che la musica e il Decumano Massimo possano diventare inseparabili sodali, un po’ come accade con il teatro e Segesta. Peccato solo che, come già evidenziato, i precedenti non infondano ottimismo…

Va detto che quest’estate ci ha regalato anche altro: la rassegna ‘A scurata e lo straordinario Mobbidicchi di Giacomo Bonagiuso hanno riempito di contenuti artistici un luogo incantevole come le Saline Genna; la riapertura al pubblico, dopo alcuni anni di inspiegabile oblìo, della Chiesa dell’Itriella con gli eventi dell’Arci Scirocco e la rassegna Suonidisera; la manifestazione Sappusi Pop che ha offerto a uno dei quartieri popolari simbolo del disagio sociale l’opportunità di continuare nel suo percorso di rinnovamento identitario, avviato grazie alle molteplici attività realizzate intorno al Centro Sociale; la conferma di eventi come MarSale, il Festival del Tramonto e la Summer School che l’amministrazione dovrebbe sostenere con maggiore convinzione.

Nel complesso, c’è dunque tanto da cui ripartire e che andrebbe sommato ad altre iniziative che hanno visto protagonisti quegli artisti marsalesi che ogni anno continuano a scommettere su nuovi progetti da condividere con i propri concittadini. Dietro di loro, ce ne sono tanti altri, che magari calcano prestigiosi palcoscenici nazionali e quando protocollano una propria proposta presso gli uffici comunali vengono guardati con la stessa sufficienza che si riserverebbe a qualsiasi studente liceale.

Marsala è una città potenzialmente esplosiva, traboccante d’arte, cultura e bellezza. Sarebbe delittuoso non ricordarlo a noi stessi e a chi ci amministra. Così come sarebbe politicamente delittuoso continuare a non valorizzare questo straordinario mix di luoghi, talenti e progettualità, come se la cultura fosse solo un pretesto per uscire di casa e non la più grande risorsa a nostra disposizione per la crescita umana, civile ed economica della nostra comunità.

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