Una notte di guerra

In Apertura, Io la penso così
DC-9 ITAVIA

Andrea Purgatori è un bravissimo collega che attualmente conduce una trasmissione molto interessante su La7: “Atlantide”. L’altra sera si è occupato, e non è la prima volta che gli accade, della cosiddetta strage di Ustica. Era la sera del 27 giugno del 1980 quando un areo di linea della compagnia (che non esiste più) Itavia precipitò nelle acque tra Ponza e Ustica. A bordo del volo che da Bologna sarebbe dovuto arrivare a Palermo, c’erano 81 persone. Naturalmente tutti morti e tra di loro i nostri sfortunati concittadini, Vito Fontana, Carlo Parrinello e Francesca Parrinello. Da allora depistaggi sulle responsabilità e presunte verità si sono susseguiti. Possiamo immaginare che per molti dei nostri lettori questa storia non sia più cronaca ma appartenga alla storia. Son trascorsi 37 anni da quella vicenda. Dalla affermazione a caldo dell’allora ministro della difesa Lelio Lagorio che dichiarò che un terrorista delle brigate rosse(!?) si era fatto esplodere in volo a bordo dell’areo, fino a film e libri di denuncia, molta acqua è passata sotto i ponti di quella tragedia.

Depistaggi e morti sospette di possibili testimoni, si sono avvicendati in questi anni dove un solo coraggioso magistrato ha continuato la sua opera di indagine. Dalla trasmissione televisiva abbiamo ascoltato un testimone di quelle ore, un soldato della marina americana che, con dovizia di particolari davvero impressionante ha raccontato al cronista di come quella notte in cui era in servizio sulla portaerei Saratoga che era di stanza nel Mediterraneo, si sia creato un vero e proprio scenario di guerra con i libici, anche allora c’era Gheddafi, da una parte e gli americani, i francesi e gli inglesi dall’altra. Si è appreso dalla voce dell’allora soldato statunitense ciò che si sospetta da anni: un missile lanciato da qualcuno dei contendenti e rivolto ad un “avversario” ha colpito per sbaglio il Dc9 dell’Itavia.

Cosa accadrà adesso in tema di accertamento giudiziario della verità non sappiamo proprio dirlo. Speriamo che tra le burocrazie (ora anche internazionali) non si perda questo ulteriore tassello relativo all’intervista del testimone americano. Ci aspettiamo ora il capitolo della vicenda in cui le illusioni e i sospetti cedano il posto alla realtà. Resta però l’evidenza delle menzogne perpetrate da tutti i governi, compreso quello italiano, nel corso di questi 37 anni. Secondo le versioni ufficiali, avremmo dovuto concludere che fossero tutti a letto a dormire quella notte. Tutti hanno mentito davanti ai magistrati, tutti hanno mentito nelle rogatorie a cui è stata data finora risposta. Non fu una serena notte di mezza estate, quella in cui ottantuno italiani persero la vita. No. Fu una notte di guerra, e ci hanno preso in giro finora.

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