Le riflessioni di Massimo Bellina sul futuro sindaco di Marsala

Vincenzo Figlioli

Le riflessioni di Massimo Bellina sul futuro sindaco di Marsala

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giovedì 05 Febbraio 2015 - 10:23

Un po’ di tempo fa da un locale sito web qualcuno lanciava una proposta al riguardo dell’identikit del prossimo sindaco di Marsala ed auspicava che una delle caratteristiche base di questa” most wanted person”  fosse la normalità. Già la normalità perché, pensava il promotore di questa idea, una Città normale deve essere amministrata da gente normale. Questa schietta affermazione benchè rispettabile si scontra con la realtà delle cose.  Marsala non può essere compresa nel perimetro della normalità che detta così poi fa più pensare alla mediocrità e noi sappiamo  come la nostra comunità di tutto abbia bisogno tranne che di un’amministrazione mediocre. No, la normalità non si  addice ad una Città che di per se stessa eccede di gran lunga la norma pertanto dobbiamo metterci alla ricerca di un Sindaco ed una Giunta eccezionali.

Le primarie del PD vanno in questa direzione e sembra davvero che i tre sfidanti abbiano colto la necessità di individuare una persona speciale. Il loro entusiasmo politico sta dando origine ad una sana competitività che fa ben sperare in un selection day ricco di emozioni e vero preludio dell’election day nel prossimo mese di marzo. La speranza di tutti è che poi ad urne capovolte il vincitore possa ottenere l’endorsement dell’intero partito e che la delusione dei perdenti non dia la stura a quelle odiose faide interne che ne minano la credibilità con conseguente perdita di consensi.  Il trio in questione così come da prassi consolidata si affanna a ad illustrare programmi ed iniziative utili a risollevare l’asfittica economia locale  e garantire una crescita che sia adeguata alle potenzialità della nostra Città. E’ lecito pensare che al di là delle apparenze i tre players siano convinti che nell’ordinario non ci possano essere grosse differenze nella loro linea strategica. I bisogni della Città e le ricette per soddisfarli sono noti a tutti ergo le scelte devono necessariamente essere bipartisan. In verità  non si richiedono menti eccelse per implementare la vita di noi cittadini. Sarebbe sufficiente applicare le regole del buon senso per garantire un livello di welfare tale da rendere più soddisfacente la quotidiana routine. In pratica questo lo può fare anche un sindaco “normale”.

Le vere differenze tra i contendenti si misurano laddove bisogna dimostrare di essere eccezionali e cioè nel campo dello straordinario. In quell’area di rigore dove solo i veri bomber sono capaci fare goal. Il futuro della Città sta nella crescita e pertanto nel saper cogliere tutte le opportunità per assicurare un futuro migliore alle prossime generazioni di marsalesi. Ma per questo non servono programmi. A memoria d’uomo non c’è stato un solo sindaco che dopo l’elezione abbia lavorato con la brochure del suo programma sotto il cuscino. I così detti programmi elettorali sono come i  libri dei sogni mai realizzati. Sfido chiunque a potere dimostrare il contrario. E poi che senso avrebbe in un mondo ed un’economia globalizzati  confrontarsi con una progettualità che rischia di essere obsoleta già il giorno dopo averla pensata. La marcia in più sta nel sapere sfruttare le opportunità del momento e trasformarle in reali iniziative nel campo del turismo, dell’agricoltura, nel terziario o di quant’altro sia in grado di assicurare un autentico salto di qualità . Ad ogni campagna elettorale si sprecano promesse e come in un mantra si ripetono le stesse cose negli stessi immutati contesti. Si organizzano meeting su scenari futuri e specialmente quelli che riguardano l’agricoltura sono sempre più gettonati. Un classico della perdita di tempo. Tanto per dirne una tra le tante, ricordo nell’ultima campagna elettorale quando uno dei candidati si imparpagliò con i numeri mentre cercava di spiegare come gli agricoltori avrebbero risolto i loro problemi con i piani di sviluppo rurale, e come in base a questi piani tutti si sarebbero trasformati in tutori del paesaggio accedendo così a tutta una serie di finanziamenti europei. Tutte balle.  Gli agricoltori fanno ancora la fame, i soldi non li ha visti nessuno, il paesaggio è ancora privo di tutori e quell’amministrazione non si è affatto impegnata affinché le cose cambiassero.  Il programma dei candidati dovrebbe pertanto essere ridotto ad un solo punto che recita più o meno in questo modo: Sviluppo della Città e del territorio assicurato dallo sfruttamento di tutte le occasioni di investimento e da tutte le opportunità che la legislazione e le circostanze del momento offriranno. Tutto qui. Nella sinteticità sta l’intelligenza e nel pragmatismo l’abilità di realizzare quanto non si è compiuto fino ad ora. Per fare questo servono per l’appunto un Sindaco ed una Giunta eccezionali. Ribadisco Sindaco e Giunta. Il primo è il punto di riferimento, la punta dell’Iceberg, una specie di porta USB per i cittadini. La seconda, di certo non meno importante, è non solo un braccio operativo ma anche il luogo dove nascono le idee per promuovere lo sviluppo della Città. La Giunta deve pertanto essere composta da persone competenti e non da redivivi delle passate amministrazioni, da gente  che ha già dato ed impedisce agli altri di dare.  Gli assessori non possono essere tali per meriti politici ma solo per competenza. Insomma fatta salva l’attenzione per il sociale, non ci può essere differenza tra una Giunta ed il Consiglio di amministrazione di una qualsiasi azienda. Ambedue si occupano dello sviluppo e della generazione di un profitto che si chiama utile per l’Azienda e benessere dei cittadini per la Giunta. In un mondo ideale chi pensa di candidarsi Sindaco dovrebbe da subito individuare la sua Giunta e con questa iniziare la competizione elettorale. Il manifesto elettorale del candidato sindaco con i suoi assessori alle spalle spopolerebbe e sarebbe certamente un grande esempio di serietà e chiarezza.

Infine last but not least, interpretando anche il pensiero dei miei concittadini, ritengo di grande rilevanza che Sindaco ed Assessori abbiano un curriculum personale di spessore, un vissuto individuale importante ed abbiano svolto o svolgano un ruolo nel mondo del lavoro.

Il futuro della nostra Città è nelle nostre mani, non c’è più tempo per gli esperimenti. L’ora delle certezze è arrivata e gli errori non sono più ammissibili. Auguro a tutti una serena riflessione ed un voto meditato magari gustando un buon bicchiere di Marsala!

Massimo Bellina

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