Abbasso le mafie evviva gli alberi

In Antimafia, Apertura, Io la penso così

Ci sono luoghi e gesti che diventano simboli di lotta o di tragedia. L’autostrada che saltò in aria mentre passava il giudice Falcone con la sua scorta, l’albero davanti alla sua casa palermitana, il luogo dove una volta c’erano le torri gemelle e per rimanere in Sicilia il campo dove correndo fu ucciso il giudice Livatino e via cosi elencando sono posti che entrano nella memoria collettiva. Altri simboli magari meno noti che non saranno mai oggetto di celebrazioni e meta di scolaresche, cadono nell’oblio ma rimangono pur sempre esempi da dove la criminalità ha lanciato messaggi. Ora non non vorremmo che quanto è accaduto ieri rimanesse nella memoria di pochi. Nel nostro piccolo lo riportiamo impegnandoci, per quello che contiamo, di ricordarlo ancora alla prossima scadenza temporale. A Corleone, città che per se è già un simbolo, è stato tagliato nottetempo un albero d’ulivo in un terreno confiscato alla mafia e dedicato ad una sindacalista della Cgil Toscana. E’ accaduto in contrada Torre dei fiori, su un vigneto confiscato alla mafia e assegnato alla cooperativa “Lavoro e non solo” dove peraltro lavorano anche migranti che convivono e bene, con la comunità locale. L’albero di ulivo era accanto alla targa dedicata a Sandra Cappellini, dirigente della Cgil Toscana, scomparsa il 2 giugno del 2014, a soli 44 anni. L’albero fu piantato nel 2014 nelle terre tolte alla mafia per ricordare la dirigente della Cgil impegnata coi campi di lavoro e di studio a rinforzare il ponte della solidarietà tra la Toscana, la Sicilia e in modo particolare con la città del boss di Cosa Nostra Totò Riina. Noi possiamo soltanto trasmettere a tutti il la nostra ferma condanna per un atto di vandalismo che colpisce una cooperativa che lavora per rendere produttivi i terreni del corleonese confiscati ai boss. Questi episodi e magari ce ne sono tanti altri esempi con cui le mafie mandano messaggi che noi non conosciamo, consolidano ancora di più la nostra convinzione che bisogna proseguire con sempre maggiore impegno nella lotta per il lavoro, per i diritti, per liberare la nostra terra dalla mafia e per la tutela della memoria. Sarà retorica. Lo hanno detto in tanti e per una volta vogliamo unirci al coro generale (cosa che ci conosce sa che non facciamo mai) e gridare abbasso le mafie… evviva gli alberi.

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