Addio a Luigi Giustolisi, l’ingegnere che inventò il Museo Risorgimentale Garibaldino

redazione

Addio a Luigi Giustolisi, l’ingegnere che inventò il Museo Risorgimentale Garibaldino

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lunedì 17 Aprile 2017 - 10:00

Si è spento l’ingegnere Luigi Giustolisi, figura di riferimento della borghesia marsalese e del suo panorama culturale. Lo scorso anno, in una delle sue ultime uscite pubbliche, Giustolisi era stato insignito della Presidenza onoraria del Centro Internazionale di Studi Risorgimentali Garibaldini, a cui diede con le sue donazioni un contributo di notevole valore già al momento della sua apertura, a metà degli anni ’90. Di fatto, il suo impegno consentì di rafforzare il legame tra Marsala e la Storia Risorgimentale a beneficio di turisti e visitatori ma anche di un’intera comunità, che ha potuto contare su un’intensa attività convegnistica e a numerose pubblicazioni che hanno dato un contributo storico importante nella rilettura del processo di unificazione nazionale.

Con una lettera, inoltrata gli organi di stampa dal professore Elio Piazza, la professoressa Cristina Vernizzi, consigliere del Centro Internazionale Studi Risorgimentali Garibaldini e direttore delle pubblicazioni del Centro, ha tracciato un intenso ricordo dell’ingegnere Luigi Giustolisi.

Con profonda commozione scrivo queste poche righe che mai avrei voluto stilare per un amico, un maestro, quasi un secondo padre.

Con la morte dell’ingegnere Luigi Giustolisi, non scompare solo una persona, ma un mondo che a lui si riferiva. Era una figura che sembrava emergere dalle pagine dei tanti libri che ha poi voluto regalare alla Biblioteca comunale, libri che parlavano di ideali di giustizia, di rigore morale, di impegno civile e culturale.

Perchè il nostro Ingegnere, come tutti noi lo chiamavamo con rispetto e affetto, era tutto questo e questo ha realizzato e ci ha lasciato.

La sua figura alta, distinta, gentile con chiunque gli si avvicinasse era diventata il simbolo della città che egli voleva proiettata in una cultura più ampia, senza confini, egli stesso era il riferimento di molti che accorrevano a Marsala sulle orme dei Mille, lungo la storia del territorio che lui conosceva come pochi.

Un lungo fedele amore verso la sua città lo ha condotta ad occuparsi di tanti aspetti particolari, inconsueti: tra le tante attività, anche il Museo fenicio punico, il Museo degli Arazzi, il Museo Risorgimentale Garibaldino, e per quest’ultimo e per il Centro Studi Internazionale, ha dedicato tanto tempo, profuso tante energie.

Il suo era un lavoro serio, tenace, che coinvolgeva tutti noi per l’entusiasmo e la competenza che gli erano propri, un lavoro anche coraggioso, quando parlare di Garibaldi vent’anni fa sembrava anacronistico o superato. Eppure anche a questo personaggio aveva legato una passione rara, trasmessagli dal padre, e aveva creato il museo mettendo a disposizione le sue collezioni, anticipando di decenni il ruolo che i Musei avrebbero assunto negli sviluppi della città.

Ma è stato anche un marito, padre e nonno che ha saputo raccogliere e diffondere attorno a sé una ricchezza di affetti rari ai nostri tempi.

Per chi, come me, veniva da lontano, sapeva immergerci in questo mondo straordinario della Sicilia, facendoci da guida generosa e da maestro indimenticabile di conoscenza storica e di vita.

Grazie, caro Ingegnere, per tutto quello che ha fatto per tutti noi, per la calda amicizia di cui ci ha circondato e per il grande patrimonio ideale e culturale che ci ha regalato.

Cristina Vernizzi

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