Marsala dice addio alla raccolta differenziata: si torna ai vecchi cassonetti

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Cassonetti metallici

Marsala torna all’antico. Preso atto delle difficoltà dei cittadini lilybetani, l’amministrazione Di Girolamo ha partorito una decisione clamorosa: si torna ai vecchi cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Nel fine settimana, il sindaco e gli assessori si sono riuniti in gran segreto al Comune per confrontarsi e trovare una soluzione che potesse essere gradita alla comunità. Il dibattito è stato lungo e articolato tra chi, comunque, rivendicava i progressi dei cittadini nella differenziazione dei rifiuti e chi commentava con esasperazione l’aumento delle micro discariche abusive sul territorio e le difficoltà a reprimere questo fenomeno con la necessaria severità.

“Non si può tornare al Medioevo”, ha tuonato il vicesindaco Agostino Licari.

“Solo tu non hai capito che il Medioevo è tornato di moda – gli hanno risposto i colleghi di giunta -. Non hai visto il Congresso della famiglia a Verona? I porti chiusi…La legittima difesa…”.

Si è dunque puntato a un taglio netto rispetto alle politiche degli ultimi anni, riportando i vecchi cassonetti metallici, che erano stati romanticamente conservati all’autoparco comunale, come preziosi cimeli di un tempo incantato, libero da mastelli, rastrelliere, sacchetti biodegradabili. Gli impiegati comunali hanno curato la loro manutenzione nel tempo con grande amorevolezza, sicuri che prima o poi sarebbe tornato il loro turno. La delibera predisposta da sindaco e giunta prevede la ricollocazione dei vecchi cassonetti metallici ad ogni angolo delle strade del centro e delle periferie, se necessario eliminando gli scivoli per i passeggini e le carrozzine dei disabili. I cittadini potranno conferire i propri rifiuti, rigorosamente non differenziati, ogni giorno (comprese le domeniche) e a tutti gli orari. “Ci siamo resi conto che dividere la plastica dalla carta o dall’organico comporta un dispendio di tempo ed energie che i marsalesi non potevano più tollerare. Se a ciò aggiungiamo l’impegno di portare ogni sera sotto casa i mastelli per riprenderli la mattina, è evidente che abbiamo chiesto loro anche troppo. Sollevati da queste faticose pratiche, i nostri concittadini potranno tornare a buttare la spazzatura quando ne avranno voglia e in totale libertà, restituendo spazio alle proprie passioni, a lungo trascurate. Allo stesso tempo, anche la nostra Polizia Municipale verrà sgravata dalle incombenze legate ai controlli sulla differenziata e si potrà concentrare sulla viabilità e l’ordine pubblico, le vere missioni di un vigile urbano”.

Una volta raccolti, i rifiuti verranno scaricati presso le vecchie cave di tufo della zona sud della città: una soluzione che eviterà i costi del trasporto presso le discariche della Sicilia Orientale che hanno impoverito le casse comunali.

“Capiamo che molti non saranno d’accordo, ma riteniamo assurdo che i rifiuti tossici del Nord Italia possano essere interrati nelle nostre cave senza che nessuno dica niente e noi invece li dobbiamo portare a centinaia di chilometri di distanza, pagando un sacco di soldi”.

Appresa la notizia, anche i consiglieri comunali si dichiarano soddisfatti per la decisione della giunta: “Finalmente i nostri appelli sono stati accolti. Stiamo preparando un’ulteriore mozione bipartisan per ripristinare il diritto al lancio del sacchetto dal balcone di casa o dall’auto, attività ingiustamente criticate per tanto tempo, che meriterebbero di essere inserite tra le discipline olimpiche. Confidiamo nel ritrovato buon senso della giunta per poter programmare assieme qualche altra iniziativa, come il Festival della casa abusiva, che finalmente potrebbe valorizzare una delle attrazioni principali del nostro litorale. Intendiamo inoltre proporre la riapertura al traffico di tutta la via Roma e delle altre Ztl”.

Infine l’appello lanciato a tutta la provincia: “Siamo certi che in poche settimane Marsala sarà vista come un modello virtuoso e che tutte le amministrazioni comunali troveranno il coraggio di prendere le distanze dal buonismo ambientalista di questi anni per tornare al caro, vecchio cassonetto metallico”.

 

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