Mr Monnezza e Dr Giraldi

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Il nuovo metodo della raccolta differenziata nel Comune di Marsala, come era prevedibile, non è iniziata nei migliori dei modi. Ci sarà il tempo per migliorare, si spera, ma regna tanta confusione, nonostante gli sforzi dell’Amministrazione comunale di incontrare i cittadini in maniera capillare. C’è chi aspetta la consegna dei nuovi mastelli in casa, chi pazientemente ha fatto la fila nei centri di raccolta, chi non sa se rimanere al momento con i bidoni vecchi, chi li vuole riconsegnare, chi procede nelle isole ecologiche con la “tecnica” più sportiva del lancio del sacco. Tra un “chissà se l’organico passa oggi o passa domani”, perchè al calendario distribuito da Energetikambiente ci si crede ma non troppo – un pò come il Dna di Ignoto 1 nel caso Bossetti -, l’immondizia è diventata un argomento da bar. Mangi un cornetto e dici all’amico: “Io per sì e per no il sacco l’ho lasciato fuori ieri sera”; prendi un caffè al bancone e chiedi curioso: “I camion da qui sono passati a raccogliere?”. Non tutto è così nero, a ben vedere.

Perchè l’Amministrazione marsalese su una cosa è riuscita, a farci entrare nell’ottica del differenziare. Purtroppo regna molta confusione non solo perchè ci si dovrà abituare ad una nuova prospettiva, ma anche perchè ci sono troppe voci, chi afferma una cosa e chi ne afferma un’altra. Meglio evitare, ad esempio, di chiedere informazioni agli operatori ecologici, c’è il rischio che ognuno di loro dica una cosa diversa. Dobbiamo ammetterlo: siamo diventati un incrocio tra Er Monnezza e Nico Giraldi, stessa faccia (nei film quella di Tomas Milian) ma un pò ladri e un pò poliziotti, un pò a caccia dello sconsiderato che getta il sacchetto in strada per poi scrivere su Facebook “Incivile, vergogna”, un pò lo stesso sconsiderato.

A volte sottocopertura con l’Interpol per fotografare plastica e organico insieme, e talvolta ‘Banda del Trucido’ per dare consigli ai vicini di casa: “Io il tappo di sughero lo getto nell’umido perchè è legno”. E mentre qualcuno tenta di togliere con tutti gli sforzi il gancio agli appendini, io mi chiedo: ma i rifiuti elettronici, gli elettrodomestici e simili, i cosiddetti “Raee”, quelli più pericolosi per la salubrità dell’ambiente, dove si possono riciclare quando non funzionano più? A Marsala c’è una ditta, la Comir, con sede ad Amabilina che si occupa proprio di questo. E’ importante un’informazione che sia la più corretta possibile, un sistema quasi “gerarchico”, ad ognuno il suo compito specifico, dall’amministrazione alla società che si occupa del servizio. Se c’è qualcosa che non va, si potrà anche aggiustare il tiro in corso d’opera. Prima di ogni cosa, però, tocca a noi  rispettare quanto più possibile le regole ed essere più civili.

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