Non si può

In Apertura, Ka...link...ka

Non puoi parlare con scherno di autismo per fare propaganda politica, perché offendi chi soffre di un disturbo del neurosviluppo; non puoi scorrazzare su un carrello in un supermercato sprecando cibo o vendere acqua a 8 euro: nel mondo c’è gente che muore di fame e di sete; non puoi pubblicizzare un depuratore mettendo in mostra un seno, è mercificazione del corpo femminile; non ti è concessa una battuta a sfondo sessuale… la violenza di genere è una piaga grave. Non si può. In pubblico oggi, non si può dire quello che passa per la testa e farlo scivolare per la lingua. Perché oggi a tv e smartphone non sfugge nulla, ed i social impazzano a colpi di tweet. Così, se hai la felice idea di affermare che l’attuale Governo ha tagliato i fondi per i disabili, ti smascherano in due secondi e fai la figura del fesso. Pare infatti, che uno dei “giochetti” preferiti di chi passa ore davanti tablet e pc, sia quello di usare Photoshop, Movie Maker e programmi “taglia e cuci” come meglio crede. Il risultato spesso è quello di estrapolare delle dichiarazioni da un contesto più ampio: un’arma potente che propaga danni tanto quanto la bomba di Hiroshima. E probabilmente non avrei dovuto metterli a parogone, in un foglio di giornale. Mi scuso… se ho detto il vero.

Ma al di là di tutte le polemiche velenose che si leggono sugli “A-Social”, consentitemi la licenza poetica, non rimane che una boutade, una frase infelice al massimo, una satira pungende (vi siete già scordati di Charlie Hebdo?), una coppia di influencer poco lungimiranti ma “acchiappa clic” (e soldi). Ricordo pure quello che disse Antonello Venditti in concerto a Marsala circa dieci anni fa, a proposito dei territori ad alta densità mafiosa, del periodo delle stragi. Su You Tube girava solo la frase “La Calabria deve scomparire dall’Italia” che detta così lascia poco spazio all’immaginazione. E ricordo bene per di più, quel fantomatico sputo di Francesco Totti a Poulsen in Italia-Danimarca nella gara d’esordio agli Europei 2004. Sputo scovato da una tv danese che per tutta la partita rimase puntata sul Capitano della Roma. Allora Totti aveva negato il fatto, ma patteggiò per evitare ulteriori conseguenze. Quando Vito Scala, suo preparatore atletico, gli chiese se avesse sputato davvero su Poulsen, Totti ribadì con fermezza di non averlo fatto, che lo sputo ad un avversario, anche il più ostico in campo, è una vigliaccata. Tuttora, nel rivedere quell’immagine, Totti è incredulo. Infine, bisogna rammentare il modo in cui vengono diffuse certe notizie – e con quali mezzi -, anche questo è pericoloso, precisamente il punto di vista specifico che muove le pance e non le menti è un’arma a doppio taglio. Solo una cosa è inequivocabile: la dichiarazione con cui Alessandra Mussolini ha invocato leggi contro il reato di diffamazione a tutela del “buon nome” del nonno Benito. Questa è vera e non c’è proprio altra interpretazione o altro significato. Neanche la più recondita ironia.

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