Nuovi guai per Norino Fratello e le sue cooperative: scatta l’operazione “Brother”

In Alcamo, Apertura, Cronaca
conferenza stampa operazione "Brother"

Un vero e proprio terremoto scuote il mondo della cooperazione sociale in provincia di Trapani. Ad esserne protagonista è uno dei suo ras storici sul territorio, l’ex deputato regionale centrista Norino Fratello, funzionario dell’Inps che ha alle spalle un patteggiamento per concorso esterno in associazione mafiosa, seguito da una riabilitazione che aveva lasciato dubbi e perplessità tra tanti osservatori delle cronache trapanesi.

L’operazione “Brother” ha infatti portato alla luce in maniera ufficiale ciò che in tanti da anni sapevano: Norino Fratello non aveva mai smesso di occuparsi di cooperazione. Il problema, come spiegato stamattina durante la conferenza stampa tenutasi presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Trapani, è che non avrebbe potuto farlo. “Fratello aveva l’obbligo di comunicare un eventuale arricchimento” ha sottolineato il maggiore Antonio Merola. La riabilitazione, infatti, non è un provvedimento sufficiente a far sì che un condannato possa operare liberamente, perseguendo business e affari senza dover rendere conto a nessuno. I suoi movimenti dovevano essere comunicati alle autorità che, da parte loro, avrebbero potuto attivare opportune misure di prevenzione. Esattamente quello che Fratello ha voluto evitare. L’ex deputato regionale, ha infatti preferito operare come “dominus” occulto: sebbene gestisse direttamente alcune cooperative che si occupavano di migranti e minori non accompagnati, era solito affidarsi formalmente a “prestanome” di sua fiducia, con il chiaro intento di occultare la sua reale presenza. Intestando fittiziamente quote e cariche sociali a terzi soggetti Norino Fratello ha così potuto continuare il proprio business che, nel tempo, gli ha assicurato cospicui introiti. L’operazione “Brother”, frutto di un’articolata attività di indagine dei Carabinieri di Trapani e coordinata dalla Procura del capoluogo ha consentito di documentare le condotte illecite poste in essere dall’ex deputato. Tutto è partito dalle conversazioni intercettate tra Norino Fratello regionale e Don Sergio Librizzi, ex direttore della Caritas di Trapani, arrestato nel 2014 per i reati di violenza sessuale aggravata e concussione, per avere approfittato della propria qualifica di membro della commissione territoriale per la protezione internazionale, al fine di ottenere dai richiedenti asilo, minacciando di negare loro il permesso di soggiorno in Italia, prestazioni sessuali contro la loro volontà.

Partendo da questi primi dati raccolti dalla Sezione di Polizia Giudiziaria del Corpo Forestale Regionale, le investigazioni condotte dall’Arma hanno consentito di far luce su uno spaccato all’interno del sistema dell’accoglienza dei migranti nella provincia di Trapani e la gestione dei centri per richiedenti asilo, divenuti oggetto di interesse da parte di apparati criminali, tanto da lasciar pensare a una vera e propria spartizione dei migranti e dei minori non accompagnati in arrivo, in modo da poter accedere ai fondi destinati ai gestori dei centri di accoglienza. Tra le cooperative coinvolte, nel corso della conferenza stampa odierna, sono stati fatti i nomi di Conses (3 strutture ad Alcamo e una a Valderice), Dimensione Uomo (ormai in liquidazione, ma in passato gestiva una struttura a Mazara e un’altra ad Alcamo) e Letizia, passata nel tempo dall’assistenza agli anziani (a Marsala) all’accoglienza (tra Alcamo e Calatafimi).

Il quadro fin qui emerso lascia comunque pensare ad un sistema ancora più ramificato, che potenzialmente coinvolge tutto il territorio della provincia di Trapani, in cui Fratello poteva ancora contare su preziosi contatti in ambito politico e amministrativo. Nel 2001, infatti, l’ex deputato alcamese fu uno dei protagonisti delle elezioni regionali per il rinnovo dell’Ars. Per alcuni anni, nella mappa del poter in provincia, Fratello figurò nei posti d’onore, prima che le indagini della Dda lo convinsero ad ammettere di aver chiesto voti alla famiglia mafiosa marsalese in cambi di posti di lavoro nelle sue cooperative. Erano gli anni delle operazioni del progetto “Peronospera”, che sconvolsero la politica in provincia di Trapani, svelando inquietanti rapporti tra mafia, politica, massoneria e pubblica amministrazione.

L’operazione “Brother”, basata non solo sull’attività di intercettazione ma anche sulle preziose dichiarazioni di soggetti vicini all’ex deputato, ha permesso di ricostruire il complesso quadro delle attività dell’indagato, cristallizzando l’ipotesi investigativa secondo cui Norino Fratello è ed è stato negli ultimi anni il reale dominus di società e cooperative intestandone fittiziamente le quote e le cariche sociali a soggetti compiacenti a lui fedeli. È altresì emerso come la Wellness Sport Center s.r.l., riconducibile sempre all’ex deputato e dichiarata fallita nel 2015 dal Tribunale Civile di Trapani con una notevole esposizione debitoria nei confronti di banche ed imprese, abbia alienato beni e servizi ad altra società, la Sport-E s.r.l.s., sequestrata oggi, costituita da Norino Fratello con l’esclusiva finalità di eludere la normativa fallimentare.

Il gip del tribunale di Trapani, su richiesta della Procura, ha emesso 4 ordinanze di misura cautelare: oltre a quella eseguita in carcere nei confronti dell’ex deputato centristra, altre due hanno portato all’arresto del 61enne Gaetano Calvaruso e del 29enne Davide Amodeo. Un ordine di dimora è stato emesso nei confronti di Salvatore Fratello, congiunto di Norino, accusato di attestazione fittizia. Gli altri indagati sono invece accusati anche di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni.

 


I Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani stanno eseguendo un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Trapani, su richiesta della locale Procura, nei confronti di 4 persone accusate, a vario titolo, di intestazione fittizia di beni e bancarotta fraudolenta. Contestualmente sono in corso di notifica ulteriori 6 informazioni di garanzia per le medesime fattispecie di reato.

L’operazione, convenzionalmente denominata “Brother”, costituisce l’esito di un’articolata attività d’indagine condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, sotto il coordinamento della locale Procura, che ha consentito di documentare le condotte illecite poste in essere dall’ex deputato dell’ARS Onofrio Fratello, detto Norino, condannato nel 2006 per concorso esterno in associazione mafiosa.

L’escamotage utilizzato dall’ex onorevole è stato quello di intestare fittiziamente quote e cariche sociali nell’ambito delle cooperative per l’accoglienza di migranti, a lui riconducibili, a terzi soggetti, suoi prestanome, garantendosi il duplice vantaggio di occultare i proventi derivanti dalle attività economiche e di evitare di comunicare le variazioni patrimoniali, conseguenti a tali partecipazioni, come imposto dalla legge ai soggetti condannati per il delitto di associazione di tipo mafioso.

I Carabinieri hanno altresì documentato una serie di manovre illecite attuate da Fratello con la complicità di due soggetti a lui vicini – anch’essi tratti in arresto e sottoposti agli arresti domiciliari – finalizzate ad alienare beni e servizi di una società sportiva di sua proprietà, dichiarata fallita nel 2015 ad altra società da lui costituita ed intestata ad uno dei complici con l’esclusiva finalità di eludere la normativa fallimentare, integrando così la condotta di bancarotta fraudolenta per distrazione.

Sono in corso le operazioni di perquisizione presso le cooperative e i luoghi di privata dimora dei soggetti individuati quali prestanome dell’ex onorevole.

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