Obbligatorio dichiarare l’appartenenza alla massoneria: approvata la legge proposta da Claudio Fava

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“La Sicilia da oggi è la prima regione d’Italia in cui i parlamentari regionali hanno l’obbligo di dichiarare l’eventuale iscrizione ad una loggia massonica. Nonostante le fortissime pressioni in senso contrario, abbiamo affermato un dovere di trasparenza e di responsabilità che adesso andrebbe esteso a tutte le cariche elettive in Italia”. Lo dichiara l’onorevole Claudio Fava, presidente della Commissione antimafia siciliana, autore del disegno di legge approvato oggi all’Assemblea Regionale Siciliana.

L’articolo 1 del suddetto ddl prevede che “entro quarantacinque giorni dall’insediamento, i deputati dell’Assemblea regionale siciliana, il Presidente della Regione ed i componenti della Giunta regionale sono tenuti a depositare, presso l’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana, una dichiarazione, anche negativa, sull’eventuale appartenenza a qualunque titolo ad associazioni massoniche o similari che creano vincoli gerarchici, solidaristici e di obbedienza, precisandone la denominazione, qualora tale condizione sussista”. L’obbligo riguarderà anche gli attuali rappresentanti dell’Ars e del governo regionale: entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, sentito l’Ufficio di Presidenza, dovrà infatti stabilire le sanzioni collegate al mancato deposito della dichiarazione.

Anche il Movimento 5 Stelle ha contribuito all’approvazione del ddl. A riguardo, la capogruppo all’Ars Valentina Zafarana, il vicepresidente dell’Ars Giancarlo Cancelleri e il componente della Commissione Antimafia Antonio De Luca hanno tenuto una conferenza stampa evidenziando l’imbarazzo e il nervosismo che si erano registrati nel corso della discussione avvenuta ieri in aula e conclusasi con la sospensione dei lavori. “Questa legge non risolverà i problemi siciliani ma garantirà un po’ di trasparenza in più”, ha affermato De Luca nel corso dell’incontro con la stampa. I 5 Stelle, peraltro, sono stati i promotori di un emendamento che estende l’obbligo di dichiarazione l’appartenenza alla massoneria ai sindaci, ai consiglieri e agli assessori comunali.

Molto duro, invece, il commento della capogruppo Udc Eleonora Lo Curto: “Mai una legge è stata subdola e cattiva come questa voluta dell’onorevole Fava che persegue obiettivi discriminatori e persecutori solo ed esclusivamente nei confronti della massoneria. È una legge liberticida, perché se fosse animata dall’esigenza esclusiva della trasparenza, dovrebbe essere estesa a ogni e qualsivoglia formazione associativa cui i deputati possono essere iscritti. C’è un pregiudizio ideologico che accomuna le opposizioni che disconoscono la storia antica ed anche recente della massoneria che pubblica il proprio statuto per il quale ogni adepto giura fedeltà ed obbedienza alla Costituzione e alle leggi dello Stato. Il parlamento si copre di ridicolo approvando una legge stupida ed insulsa che rischia di essere impugnata e che nulla aggiunge all’obbligo dei deputati di fare in modo trasparente il proprio dovere. Piuttosto che conoscere se un deputato sia o meno iscritto alla massoneria, ai cittadini credo interessi cosa abbia fatto e quanto abbia lavorato per fare leggi finanziarie che producano sviluppo e creino occupazione, quali leggi per attrarre investimenti per le infrastrutture e le grandi opere, per lo sviluppo sostenibile, per migliorare la sanità, l’agricoltura, far crescere il turismo, l’innovazione e la ricerca. I lavoratori della formazione professionale, i disabili, gli Asu, i Pip, i lavoratori delle Ipab senza stipendi da mesi rideranno di questo ddl e purtroppo anche del parlamento. Peraltro oggi, l’approvazione di questo ddl su cui la segreteria generale dell’Ars ha espresso parere negativo attesa la nota giurisprudenza nazionale e comunitaria che nel merito va in tutt’altra direzione, costituisce un pericoloso precedente. Comprendo il delicato ruolo di garante svolto dal Presidente Miccichè ma sono preoccupata di quanto oggi è accaduto per una norma che non doveva e non poteva essere votata”.

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