Ponti spezzati

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Come la storia ci insegna, ogni momento di crisi vissuto dal Paese, complici anche le questioni politiche e di governo, viene spazzato via da grandi disgrazie. Negli anni basti ricordare il naufragio della Costa Concordia, i terremoti che hanno distrutto Molise, Abruzzo, Emilia, Lazio, la Valanga di Rigopiano… oggi il crollo del Ponte Morandi di Genova. In pochi, a parte lo sconcerto per gli oltre 40 morti, sanno cosa significa per i liguri quel Viadotto. Non è un’autostrada come le altre, non serve solo a defluire il traffico. Il Ponte Morandi teneva unita la Liguria dal suo Ponente al suo Levante, terra di colline a ridosso sul mare, che oggi si vede spezzata in due. Spesso si parla di Italia a due velocità: ecco, quel crollo è una ferita, l’ennesima, al cuore di un Paese sempre più disunito. Perchè l’Europa sta dimostrando di essere un continente disunito, il mondo è profondamente spaccato persino tra chi non ha nulla da mangiare e chi ha troppo da ingurgitare. A rivelarlo non è solo una piccola fetta di quotidianità tutta italiana ma un recentissimo rapporto FAO 2018. La quota mondiale di persone denutrite oggi – e secondo i grafici dell’Organizzazione – ha raggiunto il 10,9% nel 2017.

Le cause principali sono da ricercarsi nell’instabilità delle regioni in perenne conflitto, negli eventi climatici avversi, nei rallentamenti economici che hanno colpito le regioni pacifiche peggiorando la sicurezza alimentare. Mentre l’Asia registra una decrescenza della sottonutrizione passando dal 17% circa del 2005 all’11,4% del 2017, l’Africa perde solo 1 punto percentuale attestandosi come il continente con il più alto tasso di denutrizione, colpendo oltre 256 milioni di persone. Anche le Americhe vivono un profondo squarcio: mentre al Sud la fame continua a sentirsi, in America del Nord la percentuale dal 2005 allo scorso anno rimane invariata, testimonianza di come resista la sacca di assoluta povertà. Di contro, come asserisce la stessa FAO, sono in aumento le persone in grave sovrappeso: si tratta di 672 milioni e le cifre più impressionanti sono registrate proprio nel Nord America. Cifre, quelle sulla sottonutrizione nelle aree terzomondiste, che dovrebbero preoccupare seriamente il Fondo Unicef. Quei soldi ricevuti in donazione e finiti nelle “tasche” di Conticini oggi accusato di appropriazione indebita, dovevano aiutare i bambini in Africa, tra cibo, indumenti e farmaci.

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