Precipita aereo in Etiopia. A bordo anche l’assessore regionale Tusa

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Un terribile disastro aereo si è verificato questa mattina in Etiopia. Un Boeing 737 della Ethiopian Airlines è precipitato pochi minuti dopo il decollo da Addis Abeba da dove avrebbe dovuto raggiungere Nairobi. Tra i passeggeri anche 8 cittadini di nazionalità italiana. Uno di loro è l’assessore regionale ai beni culturali della Regione Siciliana, Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale. Stava seguendo in Africa un progetto per l’Unesco.

Palermitano, 66 anni, Sebastiano Tusa ha ricoperto per anni la carica di Soprintendente del mare, ma è stato anche alla guida della Soprintendenza di Trapani e docente alla facoltà dei Beni culturali dell’università di Palermo. Tra i suoi incarichi anche quelli di professore di Paletnologia all’Università Suor Orsola Benincasa a Napoli e di docente a contratto alla scuola di lettere e beni culturali dell’università di Bologna.  Ha organizzato missioni archeologiche in Italia, Pakistan, Iran e Iraq. Nel 2005 ha guidato gli scavi a Mozia, riportando alla luce, sulla strada sommersa che conduce all’isola, delle strutture identificabili come banchine. Nel 2008 ha realizzato un film documentario con Folco Quilici sulla preistoria mediterranea a Pantelleria. Numerose anche le sue pubblicazioni, l’ultima delle quali “I popoli del Grande Verde. Il Mediterraneo al tempo dei faraoni”, era stata data alle stampe lo scorso anno.

L'amministratore delegato della compagnia aerea sul luogo del disastro
L’amministratore delegato della compagnia aerea sul luogo del disastro

Il presidente della Regione Nello Musumeci lo aveva nominato assessore ai beni culturali poco meno di un anno fa, in sostituzione di Vittorio Sgarbi.

I nomi dei passeggeri sono inclusi nella lista che è stata confermata sia dal governo dell’Etiopia che da quello kenyano.
Dalle notizie fornite dall’Ethiopian Airlines risulta che a bordo del Boeing si erano imbarcati 149 passeggeri e 8 membri dell’equipaggio. I passeggeri sono di 33 nazionalità diverse e nessuno di loro si sarebbe salvato. Secondo un primo elenco ci sarebbero stati 32 cittadini kenyani, 9 etiopici, 18 canadesi, 8 provenienti da Cina, Usa e Italia; 7 da Francia e Gran Bretagna, 6 dall’Egitto, 5 olandesi e 4 da India e Slovacchia.

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