Processo Mirarchi: sentiti il medico legale e gli ex gestori della serra adiacente al luogo della sparatoria

In Apertura, Giudiziaria, Marsala
tribunale

Lunga udienza in Corte d’Assise a Trapani per il processo che vede sul banco degli imputati il marsalese Nicolò Girgenti, accusato dell’omicidio del maresciallo Silvio Mirarchi. Davanti al giudice Piero Grillo, sono stati sentiti numerosi testi dell’accusa, rappresentata in aula dal pm Anna Sessa.

A inizio udienza è intervenuto, come da programma, il medico legale Procaccianti, che aveva effettuato l’autopsia sul corpo del militare deceduto in seguito alla sparatoria avvenuta nelle contrade marsalesi la notte del 31 maggio 2016. Il professionista ha descritto le modalità con cui ha svolto l’autopsia e i risultati dell’esame effettuato, spiegando che il colpo che uccise Mirarchi fu sparato dal basso verso l’alto e da destra verso sinistra, penetrando il corpo del maresciallo attraverso il gluteo da cui è poi risalito verso l’aorta dopo aver perforato il rene. Procaccianti ha chiarito che non è stato possibile appurare la distanza da cui il proiettile era stato fatto esplodere, in quanto l’intervento chirurgico a cui Mirachi fu sottoposto a Palermo comportò la ripulitura della ferita dalle tracce di polvere da sparo inizialmente presenti.

Sono stati poi sentiti Rosa Vincenza Abate, i figli Daniele e Claudia Lo Sciuto e il fidanzato di quest’ultima. Si tratta della famiglia che era proprietaria della serra adiacente al luogo del conflitto a fuoco, prima che la stessa fosse parzialmente affidata alla curatela fallimentare (metà fu riacquistata dalla famiglia, che la intestò al figlio Daniele Lo Sciuto). In particolare è stato oggetto di un tentativo di chiarimento un’incongruenza nella testimonianza che la ragazza aveva rilasciato agli inquirenti a proposito della presenza a casa della madre durante la sera della sparatoria. La donna ha sempre riferito di essere rimasta a cena a casa con il resto della famiglia, mentre la giovane aveva a un certo punto dichiarato che la madre non aveva mangiato con loro. In aula, la Lo Sciuto ha infine ammesso di aver fatto confusione. Oggetto di chiarimento anche l’avvistamento di Nicolò Girgenti da parte di Rosa Abate: la donna aveva in un primo momento di averlo avvistato qualche settimana prima dell’episodio, per poi correggere il tiro, retrodatando tale circostanza a qualche mese prima (tra marzo e aprile).

La prossima udienza del processo si terrà lunedì 27 novembre: nell’occasione verranno sentiti gli ultimi testi della lista del pubblico ministero, tra cui il figlio e l’ex moglie di Nicolò Girgenti (difeso dall’avvocato Genny Pisciotta), oltre ad alcuni ragazzi che l’imputato sostiene di aver incontrato in quei giorni. Il 4 dicembre l’udienza sarà incentrata sull’escussione dello stesso Girgenti, mentre nelle udienze successive verranno sentiti i testi delle parti civili.

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