Processo per falsa cieca, l’indagine della Finanza partì da telefonata anonima

Chiara Putaggio

Processo per falsa cieca, l’indagine della Finanza partì da telefonata anonima

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giovedì 29 Maggio 2014 - 00:00

Entra nel vivo il processo che vede alla sbarra cinque medici accusati, a vario titolo, di truffa aggravata e induzione in errore per il reato di falso, in quantosecondo l’Accusa avrebbero responsabilità per l’ottenuta pensione d’invalidità ad una falsa cieca. Si tratta di Gaspare Lucio Casano, di 64 anni, Saverio Urso, di 57 anni, Andrea Farina, di 60 anni e Francesco Salvatore Pellegrino, di 59 anni, componenti della commissione medica che ha visitato Giuseppa Rita Amato, di 74 anni, che ha percepito la pensione di invalidità anche in ragione della consulenza di un altro oculista, Salvatore La Valle, di 60 anni. Nell’ultima udienza è stato chiamato a testimoniare Roberto Lupo, il capitano della Guardia di Finanza, allora a capo della stazione di Marsala, che ha effettuato le indagini coordinate all’epoca dal sostituto procuratore Dino Petralia. L’investigatore ha riferito che le indagini presero impulso da una segnalazione anonima. Poi furono fatte varie osservazioni e pedinamenti della donna che condussero a scoprire – come detto in Tribunale davanti al giudice Riccardo Alcamo – che la pensionata era solita giocare a carte in un circolo per anziani.  I fatti risalgono al periodo compreso tra il 2006 al 2008. Tuttavia, secondo quanto dichiarato dall’avvocato difensore Stefano Pellegrino: “la commissione dei medici aveva disposto la sospensione della pensione, poi il giudice del lavoro, accogliendo il ricorso della donna, ha disposto l’erogazione”.

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