Saldi in Sicilia da sabato fino al 15 marzo. I punti fermi e le novità

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Si avvicina l’ora dei saldi invernali in Sicilia. Il calendario predisposto nei mesi scorsi dall’assessorato regionale alle attività produttive prevede infatti l’inizio delle vendite promozionali nei negozi a partire dal giorno dell’Epifania, sabato 6 gennaio, per concludersi il 15 marzo. Più di due mesi, dunque, in cui si potrà approfittare delle offerte migliori per fare quegli acquisti spesso rimandati durante il resto dell’anno. Come spesso accade, si prevede che i prodotti più gettonati dal “popolo dei saldi” saranno quelli dei negozi di scarpe, abbigliamento e articoli tecnologici. Ad attendere con ansia il flusso di acquirenti sono soprattutto i commercianti, che in questi anni di crisi economica si sono ritrovati a concentrare buona parte delle proprie entrate proprio nei periodi caratterizzati dalle vendite promozionali.

E’ pur vero, però, che “la febbre dei saldi” sta assumendo proporzioni diverse rispetto al passato. Il recente decreto regionale, concordato con le associazioni di categoria, oltre a fissare il calendario dei saldi ha infatti autorizzato i commercianti ad effettuare promozioni e offerte a loro discrezione anche nelle finestre comprese tra il 16 marzo e il 30 giugno e tra il 16 settembre (giorno seguente alla conclusione dei saldi estivi) e il 31 dicembre. Di fatto, si comprerà a prezzo pieno solo la prima settimana di gennaio e la prima di luglio. L’assessore Mariella Lo Bello motivò a suo tempo il provvedimento spiegando che si voleva andare incontro a imprese e consumatori, anche se l’ufficio studi di Confcommercio aveva mostrato qualche riserva, ritenendo che sarebbe venuto meno il potere attrattivo dei tradizionali saldi.

Come ogni anno, in coincidenza dell’avvio delle stagioni dei saldi, riproponiamo alcuni utili consigli a chi si appresta ad approfittare delle offerte promozionali.

Conservate sempre lo scontrino: non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se il cambio non è possibile, ad esempio perché il prodotto è finito, avete diritto alla restituzione dei soldi (non ad un buono). Avete due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto.

Le vendite devono essere realmente di fine stagione: la merce posta in vendita sotto la voce “saldo” deve essere l’avanzo di quella della stagione che sta finendo e non fondi di magazzino. State alla larga da quei negozi che avevano gli scaffali semivuoti poco prima dei saldi e che poi si sono magicamente riempiti dei più svariati articoli. È improbabile, per non dire impossibile, che a fine stagione il negozio sia provvisto, per ogni tipo di prodotto, di tutte le taglie e colori.

Girate: nei giorni che precedono i saldi andate nei negozi a cercare quello che vi interessa, segnandovi il prezzo; potrete così verificare l’effettività dello sconto praticato ed andrete a colpo sicuro, evitando inutili code. Non fermatevi mai al primo negozio che propone sconti ma confrontate i prezzi con quelli esposti in altri esercizi. Eviterete di mangiarvi le mani. A volte basta qualche giro in più per evitare l’acquisto sbagliato o per trovare prezzi più bassi.

Consigli per gli acquisti: cercate di avere le idee chiare sulle spese da fare prima di entrare in negozio: sarete meno influenzabili dal negoziante e correrete meno il rischio di tornare a casa colmi di cose, magari anche a buon prezzo, ma delle quali non avevate alcun bisogno e che non userete mai. Valutate la bontà dell’articolo guardando l’etichetta che descrive la composizione del capo d’abbigliamento (le fibre naturali ad esempio costano di più delle sintetiche). Pagare un prezzo alto non significa comprare un prodotto di qualità. Diffidate dei marchi molto simili a quelli noti.

Diffidate degli sconti superiori al 50% : spesso nascondono merce non proprio nuova, o prezzi vecchi falsi (si gonfia il prezzo vecchio così da aumentare la percentuale di sconto ed invogliare maggiormente all’acquisto). Un commerciante, salvo nell’Alta moda, non può avere, infatti, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto.

Servitevi preferibilmente nei negozi di fiducia o acquistate merce della quale conoscete già il prezzo o la qualità in modo da poter valutare liberamente e autonomamente la convenienza dell’acquisto.

Negozi e vetrine. Non acquistate nei negozi che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo ed il valore percentuale dello sconto applicato. Il prezzo deve essere inoltre esposto in modo chiaro e ben leggibile. Controllate che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno. La merce in saldo deve essere separata in modo chiaro dalla “nuova”. Diffidate delle vetrine coperte da manifesti che non vi consentono di vedere la merce.

Prova dei capi: non c’è l’obbligo. È rimesso alla discrezionalità del negoziante. Il consiglio è di diffidare dei capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

Pagamenti. Nei negozi che espongono in vetrina l’adesivo della carta di credito o del bancomat, il commerciante è obbligato ad accettare queste forme di pagamento anche per i saldi, senza oneri aggiuntivi.

Fregature. Se pensate di avere preso una fregatura rivolgetevi alle associazioni dei consumatori, oppure chiamate i vigili urbani.

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