Selvaggia Lucarelli: «Maglietta rossa? Ecco perché non l’ho messa»

In Cultura, Libri, Marsala
Daniele Pizzo e Selvaggia Lucarelli

Arrivano in Vespa come la Hepburn e Peck in “Vacanze Romane” Selvaggia Lucarelli e il partner Lorenzo Bigiarelli alle Cantine Florio di Marsala per presentare “Casi Umani”, l’ultimo libro che mette alla berlina quei brevi flirt avuti dalla autrice tra un rapporto stabile e l’altro «che servivano a dimenticare ma che hanno peggiorato le cose», spiega l’autrice, blogger e opinionista tra i più noti per la sua libertà di pensiero.

«Mi sono fatta prestare una Vespa e con Lorenzo siamo corsi a vedere Mozia e le saline, anche se avevamo pochissimo tempo. Un giudizio critico sul vostro territorio? Vengo da un bagno a Cala Rossa a Favignana, una cena in riva al mare a San Vito Lo Capo, da una meraviglia come Mozia, dunque è un po’ difficile darlo. Sai, io cerco un po’ la “crepa” nascosta nelle cose, ma qui è davvero complicato, è un territorio davvero meraviglioso. Aspetto di vedere quegli angoli meno belli per esprimermi».

Il tema su cui è in corso uno dei confronti più aspri del momento è quello i migranti e la Lucarelli, che si è più volte espressa sulla questione con la consueta schiettezza, va come d’abitudine dritta al punto: «Non credo che ci siano i buoni da una parte e i cattivi dall’altra. Non credo che quelli che dicono “non possiamo tenere tutti i porti aperti” o “non possiamo accoglierli tutti” siano i “cattivi” in senso assoluto, sebbene io la pensi in maniera molto diversa».

Selvaggia Lucarelli e Jana Cardinale
Selvaggia Lucarelli e Jana Cardinale

Quindi?  «Un conto è dire che non possiamo assumerci noi la responsabilità di gestire questo fiume di persone che arrivano in Italia senza condividere in qualche modo questo grande peso, anche da un punto di vista storico, con l’Europa e che non si può lasciare che le ONG facciano di fatto la politica dell’Italia nell’ambito dell’immigrazione. Per me è un discorso razionale che si può condividere o meno. Però dire “possono affogare” oppure “lasciateli in mare” è un linguaggio che non accetto. Questa è soprattutto propaganda e quando mi accorgo che non c’è un ragionamento dietro questi messaggi, ma solo della propaganda, ecco, allora mi arrabbio molto e divento polemica».

Dunque, la maglietta rossa l’hai messa oppure no? «No, non l’ho messa perché non credo in queste iniziative virali e simboliche. Credo che l’unico esempio positivo possibile, quello che si possa dare nei confronti dell’intolleranza, sia davvero quello del linguaggio».

Daniele Pizzo

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