Si rinnova il Consiglio dell’Ordine dei medici

Si rinnova il Consiglio dell’Ordine dei medici

Nel prossimo fine settimana, con una appendice lunedì prossimo, si svolgeranno a Trapani le elezioni per il rinnovo del nuovo Consiglio direttivo dell’ordine provinciale dei medici. A guidare la lista denominata “Trapani e provincia” è il medico marsalese Rino Ferrari. Se il suo raggruppamento dovesse risultare vincente guiderà il Consiglio dell’ordine per i prossimi anni. Dirigente al poliambulatorio di piazza Inam, 57 anni sposato e padre di un figlio, il medico lilybetano è da sempre impegnato nel sociale con, in passato, alcune “puntate” in politica.

Che cosa l’ha spinta a scendere in pista in occasione  del rinnovo delle cariche dell’ordine?

“Il nostro è un progetto al quale stiamo lavorando da diversi mesi. Assieme ad un nutrito gruppo di colleghi, abbiamo discusso di una programma e poi ci è venuto naturale scegliere chi tra noi dovrà rappresentarci per portarlo avanti. La scelta è caduta su un gruppo di 15 candidati che, ci tengo a sottolinearlo, coprono territorialmente tutta la provincia di Trapani”.

Quali sono i punti salienti del vostro programma?

“Abbiamo riscontrato delle criticità all’interno dei vari comparti della sanità nella nostra Provincia. Occorre una immediata interlocuzione con l’Asp. L’obiettivo è quello di comprendere che la sanità riguarda prima ancora che gli operatori del settore, i cittadini tutti. Dobbiamo muoverci oltre gli interessi di categoria e affondare i problemi tenendo presente le esigenze dei cittadini”.

Si tratta della famosa diatriba tra sanità privata e pubblica. Voi da che parte state?

“Certamente la sanità pubblica è preminente rispetto quella privata. L’interesse delle gente è quello di essere curati bene, ma anche di poterlo fare in posti confortevoli e senza lunghe  attese. I cittadini debbono potere essere assistiti nei pronto soccorso dove ci siano medici a sufficienza che si prendano immediatamente cura di loro. La lista di attesa per una visita o un esame deve essere di una settimana per i casi ordinari e immediata per i casi urgenti. In una sanità pubblica che funziona in questo modo, per i cittadini verrà più semplice scegliere tra pubblico a privato”.

Nel vostro programma parlate anche dei medici che sono andati in pensione, perché?

“E’ giusto che chi ha dedicato tutta la sua vita alla professione medica, abbia alla fine la tutela che spetta per chi si è spesso sacrificato trascurando altri interessi e a volta anche gli affetti”. Se dovesse diventare presidente del ordine provinciale dei medici quale sarà il suo primo atto? “Chiederò un incontro con il presidente dell’Asp di Trapani, Fabrizio De Nicola per cominciare ad affrontare i problemi della categoria e più in generale della sanità nel nostro territorio”.