Il sindaco Di Girolamo: “Alcuni consiglieri pensano più alla politica regionale che alla città”

In Apertura, Marsala, Politica
Alberto Di Girolamo

La bocciatura della delibera di giunta sullo scioglimento di Marsala Schola potrebbe avere ripercussioni importanti sui rapporti tra il sindaco Alberto Di Girolamo e il Consiglio comunale. Da un lato ci sono gli aspetti legati a questioni prevalentemente tecniche e contabili, riguardanti l’opportunità di insistere sull’esternalizzazione dei servizi scolastici. Dall’altro c’è il dato politico, che ha visto solo un piccolo gruppo di consiglieri (3 di maggioranza – Daniele Nuccio, Calogero Ferreri, Pino Cordaro – e 2 delle opposizioni – Ivan Gerardi e Aldo Rodriquez) esitare favorevolmente un atto su cui la giunta puntava tantissimo e che era stato previsto anche nel programma elettorale della coalizione che sosteneva Di Girolamo. E proprio al sindaco toccherà adesso tirare le fila di questo voto consiliare, in modo da evitare che lo scenario visto mercoledì pomeriggio a Sala delle Lapidi si ripeta anche in occasione del voto sul Piano Triennale delle Opere Pubbliche o sul Bilancio di Previsione.

Cosa pensa di quanto è accaduto in Consiglio?

Noi ritenevamo che Marsala Schola avesse un certo significato per com’era stata concepita. Ma così com’è non serviva più, perchè di fatto si fa un doppio lavoro tra gli uffici comunali e quelli di Marsala Schola. L’idea era dunque di utilizzare il personale di Marsala Schola per potenziare gli uffici comunali. Il Consiglio comunale ha deciso di no ed è un organo sovrano. Probabilmente non hanno capito le nostre intenzioni.

Ma non avevate parlato dello scioglimento di Marsala Schola anche durante la campagna elettorale?

Evidentemente c’è chi ha partecipato di più e chi meno alla stesura del programma. Magari alcuni lo hanno dimenticato, ne prendiamo atto. E’ giusto che la gente sappia che mantenere in vita Marsala Schola comporta un aggravio di spesa e non ci consente di potenziare l’ufficio di riscossione tributi come avevamo immaginato.

Al di là degli aspetti tecnici, cosa cambia politicamente con questo voto consiliare?

Io sono stato eletto per fare il sindaco della città. E nonostante mi sia anche stato proposto di fare il presidente della Provincia, ho sempre detto che mi sarei dedicato a Marsala fino alla fine dei cinque anni del mio mandato. Non ho interesse a fare altro. La mia sensazione, però, è che alcuni consiglieri comunali si siano dimenticati delle condizioni in cui abbiamo trovato la città e di essere stati eletti per amministrarla nel migliore dei modi possibili. La mia sensazione è che stiano giocando un’altra partita, facendo un discorso di appartenenza a questo o a quel candidato in vista delle regionali. Tutto ciò, sulla testa dei marsalesi. Io dico che bisogna separare l’amministrazione della città dalla politica regionale.

I consiglieri lamentano da un lato la mancanza di confronto, dall’altra la mancata designazione dell’assessore che dovrebbe prendere il posto di Lucia Cerniglia.

Di Marsala Schola avevamo parlato in campagna elettorale e ne abbiamo riparlato. Il Consiglio ha avuto mesi di tempo per esaminare questa delibera. Se anche il sindaco avesse deciso di prepararla di notte, una volta lì si poteva chiedere di discuterla. Se chiamato, il sindaco risponde sempre. Le mie porte sono sempre aperte a tutti. Mi pare una scusa quella del dialogo, la sento da due anni. Certo, se vogliono venirmi a parlare di questa o quella strada da sistemare, hanno sbagliato sindaco. Io posso dare un indirizzo sulle strade che sono in condizioni peggiori o che sono più buie, ma poi sono i tecnici a doversi prendere le loro responsabilità. Poi ci sono state anche alcune luci che sono state tagliate: speriamo si sia trattato solo di bulli, in ogni caso ci sono delle indagini in corso.

Sull’assessore…

Lo nomineremo presto, probabilmente sarà un tecnico, in modo da evitare che qualcuno si senta favorito e qualcun altro no.

Il voto di mercoledì può avere ripercussioni sugli assessori in carica?

No, godono tutti della mia massima fiducia.

Pensa di riunire i gruppi consiliari in vista della discussione su Piano Triennale e Bilancio?

Delle Opere Triennali abbiamo già parlato, anche se a volte i consiglieri sono impegnati e non partecipano agli incontri. Se qualcuno pensa a qualche modifica ne possiamo parlare, ricordando però che i soldi sono quelli che sono e che noi non abbiamo trovato nulla da parte. Vent’anni fa c’erano tanti soldi e sono state fatte tante cose.

Ma non è che il voto di mercoledì è frutto di indicazioni arrivate da altri Comuni?

Possibile. Come ho detto, qualcuno pensa di rispondere ad altri. Dovrebbero utilizzare i parlamentari del proprio partito per risolvere i problemi della città. Il sindaco di Marsala è capofila di Agenda Urbana e dell’Area Vasta per la Sicilia Occidentale e proprio la scorsa settimana sono andato a Roma, dove il lavoro che stiamo facendo ha fatto sì che il Ministero per le Infrastrutture ci prendesse come esempio. Vorrei che tutti facessero così.

Magari certe sue mosse hanno infastidito qualcuno…

Non lo so, io sono fatto così. Mi presento a Roma o a Palermo, senza bisogno di balia. Vado a bussare a tutte le porte per risolvere i problemi della città.

Tornando indietro, farebbe le stesse alleanze?

Qualche amico mi diceva: “Se vai da solo vinci lo stesso”. Forse avrò sbagliato? Non lo so.

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