Tutti col culo per terra

redazione

Tutti col culo per terra

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mercoledì 24 Giugno 2015 - 16:08

“Combattenti di terra, di mare e dell’aria. Camicie nere della rivoluzione e delle legioni.

Uomini e donne d’Italia, dell’Impero e del Regno d’Albania. Ascoltate! “

A qualche nostalgico piacerebbe fare stu riscuisso affacciato a Loggia. La tentazione viene, viste le migliaia di divise che “invaderanno” la provincia per la “megasuperclamorosa” esercitazione di guerra che si terrà nei prossimi mesi. Sarebbe bello arruolare, per ricreare i Basci-buzuk , na para di somali chi avemo nei centri d’accoglienza. La preoccupazione di tutti era quella che la più grande esercitazione militare dopo la caduta del muro di Berlino avrebbe causato un’interruzione dei collegamenti aerei civili, ma a detta del comando di Birgi non ci sarà nessuna ricaduta, anzi i suiddate mangiano, bivino e si straviano e si creeranno nuovi posti di lavoro. Peccato che il lavoro in aumento sarà per le “signorine” che non rilasciano fattura, quindi in nero.

Mentre tutti si scervellano sulla “guerra pi ioco” passa quasi inosservata la notizia che la Ryanair inizia ad avere un giramento di pale e cabbasisi insieme perché i Comuni non stanno versando l’obolo. Infatti solo Favignana e San Vito hanno versato le quote che servono a tenere “queta” la compagnia irlandese.

Già da mesi il sindaco di Trapani si è rifardiato e non vuole uscire un euro, a Damiano tuttu stu calio strate strate un ci piace, chissà cosa ne pensano i suoi concittadini. Marsala era fino a pochi giorni fa senza sindaco e quindi ora aspettiamo le decisioni in merito di Alberto Di Girolamo. Gli altri Comuni, vuoi picchi su affussati, vuoi perché un turista a Salaparuta o Santa Ninfa un si viri manco cu binocolo, ancora non hanno pagato.

Certo è che gli amministratori locali non hanno ancora capito che ormai l’unico settore che resiste è il turismo, se fanno i zilluse e Ryanair “vota tunno e si nni va” si rischia la catastrofe.

Vero è che quest’imposizione degli irlandesi è abbastanza odiosa, ma di certo la colpa maggiore è dei vari amministratori dell’Airgest che s’annacaro sul successo delle migliaia di persone in transito, non guardando al futuro e non cercando altre compagnie come invece avrebbero dovuto per dare certezza e continuità all’Aeroporto di Birgi e non dover così sottostare agli umori di una sola compagnia aerea.

Bisogna fare di tutto per tenersi stretti quei pochi voli rimasti altrimenti l’aereoporto di Trapani-Birgi-Marsala etc. rischia di seguire quello di Forlì, con la conseguenza che turisti, viaggiatori nostrani, B&B, hotel e ristoranti rimarranno tutti col culo per terrà.

Allora tutti gli hotel pregheranno perché ci siano sbarchi di immigrati “a timpestaaccussì si riconvertono all’accoglienza e gli altri pregheranno per avere tre o quattro esercitazioni militari all’anno… almeno na para di litra di birra si vinnino.

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