Ombra: “Per salvare lo scalo di Birgi serve l’impegno economico dei comuni della provincia”

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Incontro tra il presidente dell’Airgest, Salvatore Ombra e i rappresentanti del neonato Movimento “Marsala Destinazione Turistica”. Sono state presentate al neo presidente una serie di iniziative che si intendono intraprendere per sostenere lo scalo di Trapani Birgi. “Il Movimento chiederà a tutti i candidati a sindaco per le amministrative di primavera a Marsala, di integrare il loro programma con le nostre proposte – hanno detto Francesco Alagna e Fabio Alba -. Per lo scalo Vincenzo Florio intendiamo proporre di destinare il 10% della tassa di soggiorno per l’acquisto di spazi pubblicitari presso la sede dell’aeroporto; raccoglieremo inoltre delle firme per fare in modo che una parte dei diritti camerali versati dagli imprenditori della città di Marsala alla Camera di Commercio di Trapani, siano destinati alla casse dell’Airgest”. Il Movimento si avvale di uno staff di lavoro e di uno tecnico che stanno elaborando un piano per il rilancio turistico della città. Alcuni di loro erano presenti all’incontro che si è tenuto presso lo scalo dell’aeroporto.

Interessante il lungo ed articolato intervento del presidente Ombra che ha disegnato l’attuale situazione dell’Airgest con riferimento agli impegni per l’immediato futuro. “Sono tornato dopo sette anni ed ho trovato la situazione che presenta la classica azienda in crisi. Ci sono margini di miglioramento e su questi sto lavorando. Ho delle idee che ho esposto fin dal giorno del mio insediamento, ma la gravità della situazione economica, l’assoluta impossibilità a fare delle proposte corroborate da impegni finanziari, mi fa pensare che prima di muoverci dobbiamo avere liquidità che adesso non abbiamo”.

Ombra ha anche raccontato che nei giorni scorsi si era incontrato con una compagnia aerea ed aveva concordato l’acquisizione di tre rotte da e per Birgi provenienti dal nord Europa. In pieno regime di concorrenza dopo pochissimo tempo lo scalo di Punta Raisi ha offerto di più e la compagnia si è accordata con Palermo.

“E’ questo il vulnus che ci blocca e che purtroppo io credo ci bloccherà ancora – ha continuato Ombra -. Nei prossimi giorni, nello specifico il 30 settembre, andrò a Dublino a parlare con i dirigenti della Ryanair. Non potrò andare a proporre nulla di economicamente interessante per la compagnia irlandese. Purtroppo è facile immaginare quale sarà la loro risposta”. Tra gli argomenti toccati quelli dei 2 milioni e 500mila euro che sono ritornati alla Regione e sui quali lo scalo aveva una sua titolarità di spesa mai esercitata. “Io non so quando – ha detto il presidente dell’Airgest -, ma questo denaro troverò il sistema per farlo tornare nelle nostre casse. Purtroppo noi abbiamo una corsa contro il tempo che ci impedisce di aspettare. Continuando così non avremo un programma di voli per l’estate prossima e dovremo concentrarci per la Summer 2021”.

Insomma la prossima estate c’è il rischio concreto che dallo scalo di Trapani siano attivi soltanto i voli con destinazione Milano, Roma e Pantelleria. C’è anche un rischio, paventato dallo stesso Ombra, che riguarda l’Airgest: “La società che gestisce lo scalo è impegnata in più fronti – ha detto ancora – quello del rilancio dello scalo, ma anche al ripianamento della situazione economica. E’ chiaro che ad Airgest non potrà succede un Airgest due. Si potrebbe paventare una chiusura dello scalo con conseguente trasformazione della struttura in zona militare”.

Tra le iniziative per evitare quanto di negativo si potrebbe profilare all’orizzonte, é in cantiere un incontro con i sindaci delle città della provincia che si terrà il prossimo 14 ottobre. “Chiederò che le città partecipino economicamente per salvare lo scalo. Si tratta di trovare 4 milioni per essere almeno competitivi nel mercato. Ai sindaci potranno aggiungersi con il loro sostegno le categorie interessate che vado incontrando quotidianamente. Per bypassare il rischio del cosiddetto aiuto di Stato, ho intrapreso la richiesta perché entro l’anno in corso sia fatto per lo scalo di Birgi il “Mio Test”. Si tratta di fare un analisi per dimostrare che per ogni euro investito questo si moltiplica nel territorio per creare economia”.

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