Alcamo, il Consiglio comunale ha approvato la modifica al regolamento sulla pubblicità

In Alcamo
Impianti pubblicitari

Nel corso della seduta consiliare di ieri sera, l’Aula Falcone-Borsellino si è anche pronunciata su un debito fuori bilancio e l’acquisizione gratuita di aree destinate all’uso pubblico di viabilità ad Alcamo Marina. Tre sono state, invece, le interrogazioni presentate dal consigliere Giacomo Sucameli di Sicilia Futura. Durante la prima risposta, fornita dall’assessore al personale Fabio Butera, il consesso civico è stato aggiornato sulla questione della stabilizzazione dei precari.

Il Consiglio comunale, ieri sera, si è pronunciato su tre delibere. La prima ha avuto ad oggetto un debito fuori bilancio, di € 46.390,07, la cui storia affonda le radici nel 2002, nell’ambito dei lavori di urbanizzazione nell’area per insediamenti produttivi di Contrada Sasi. La controversia giudiziaria è iniziata nel 2008 e, poi, è stata riassunta davanti al Tribunale di Palermo nel 2013, con la richiesta da parte dell’attore di risarcimento del danno e la restituzione di un terreno, la cui occupazione del Comune sarebbe avvenuta in modo illegittimo. Secondo gli atti in possesso dell’Ufficio espropriazioni dell’ente, il terreno risultava già ceduto al Comune di Alcamo dal Demanio Trazzerale, avendo ottenuto il nulla osta nel 2002 da parte dell’Assessorato Agricoltura e foreste. Il proprietario del terreno, avvalendosi della speciale normativa di cui all’art. 25 della l.r. 10/1999, aveva ottenuto nel 2003 da parte della Regione Siciliana, la legittimazione previo pagamento delle somme liquidate. Nel corso dei rilevamenti effettuati dal consulente tecnico è stato accertato che l’area in contestazione fosse occupata da porzioni della sede viaria realizzata a servizio dell’area artigianale, attraverso i fondi del Patto territoriale, e non è risultato possibile restituirla al cittadino. Da qui, la condanna dell’ente, la dichiarazione del difetto di legittimazione passiva dell’Assessorato regionale, e il conseguente calcolo delle somme dovute a titolo di occupazione illegittima (13 anni) e di valore commerciale. La votazione sul debito fuori bilancio si è così conclusa: 14 favorevoli (M5S e Mauro Riusi di ABC-Alcamo Cambierà) e 3 astenuti (Saverio Messana dell’UDC, Giovanni Calandrino di Sicilia Futura e Francesco Dara di Noi per Alcamo).

La seconda deliberazione è stata quella relativa alla proposta di acquisizione gratuita da parte del Comune di Alcamo delle particelle private destinate all’uso pubblico di viabilità ininterrottamente da oltre venti anni. Una sorta di indirizzo politico del Consiglio comunale agli uffici per delineare con più precisione quanto già stabilito nel Documento di programmazione. Nello specifico, si tratta delle aree stradali utilizzate ad uso pubblico che ricadono nel territorio comunale, nella c.d. zona Aleccia, contrada di Alcamo Marina. Il Consiglio comunale si è espresso in tal modo: 11 favorevoli (M5S) 0 contrari e 2 astenuti: Messana e Calandrino. Nel corso del dibattito è stata sollevata una pregiudiziale dal capogruppo dell’Udc che è stata bocciata dal consesso civico.

Infine, l’ultima delibera ha riguardato la  modifica dell’art. 11 del vigente Regolamento comunale “Imposta pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni”, approvato nel 2015. Nell’attesa che venga espletata la procedura per la concessione degli impianti, il comune potrà autorizzare a imprese private e/o ad agenzie pubblicitarie private, la collocazione degli impianti pubblicitari ubicati lungo il tratto della S.S. 113, il Corso Generale dei Medici, la via Padre Pino Puglisi e la via Pia Opera Pastore. Si tratta di 26 impianti, tipo “poster” 6×3 metri, che potranno essere assegnati temporaneamente per un massimo di due anni. Detta assegnazione avverrà tramite sorteggio pubblico tra tutti gli operatori che manifesteranno interesse a seguito di apposito avviso, pubblicato dal comune. L’autorizzazione, inoltre, sarà rilasciata con clausola di decadenza automatica, qualora venga individuato dall’ente il concessionario prima della scadenza naturale dell’autorizzazione stessa. Questo l’esito del voto dell’organo elettivo: 12 favorevoli (11 M5S e Gino Pitò di Abc-Alcamo Cambierà). Astenuti i consiglieri Messana (UDC) e Calandrino (Sicilia Futura). Medesimo risultato è stato quello dell’immediata esecutività della delibera. Dal consigliere Pitò era stata sollevata una pregiudiziale poi ritirata nel corso del dibattito in Aula Consiglio. Tre sono state, invece, le interrogazioni presentate dall’esponente di Sicilia Futura, Giacomo Sucameli. Durante la prima risposta, fornita dall’assessore al personale Fabio Butera, il consesso civico è stato aggiornato sulla questione della stabilizzazione dei precari. Innanzitutto, è stato precisato che la forza lavoro del Comune di Alcamo è costituita attualmente da: 169 lavoratori a tempo indeterminato, di cui  14 part-time; 391 lavoratori a tempo determinato, part-time e con diverse ore contrattuali; 169 ASU. Per un totale, quindi, di 729 lavoratori. Una cifra che per le dimensioni del Comune di Alcamo costituisce un unicum nel panorama italiano. A seguito dei pensionamenti, i lavoratori di categoria D dell’ente sono diminuiti e “quota 100” porterà verosimilmente all’accelerazione di altri congedi. Quindi, come spiegato dall’assessore al ramo, uno degli obiettivi dell’amministrazione è quello di dotare l’ente di questa categoria di lavoratori, non presente sia tra i lavoratori contrattisti che ASU, procedendo all’assunzione esterna. Un altro proposito è quello di stabilizzare i contrattisti in base alle disponibilità dell’ente, cercando di portare il monte orario di lavoro a 24 ore settimanali. Per quanto concerne la situazione dei lavori ASU, l’assessore Butera ha precisato che la possibilità rimandata al comune di stabilizzare tali lavoratori comporta un esborso di bilancio considerevole che, ad oggi, l’ente non può permettersi. Infine, a fronte delle 200 categorie C a tempo parziale e a tempo determinato, sono previste stabilizzazioni per circa 130 unità. Un numero che potrebbe variare poiché il piano delle stabilizzazioni si concluderà nel 2020. Un tempo che, sempre per gli effetti della quota 100, consentirà di capire le necessità di organico per coprire i servizi alla collettività. Poi, l’assessore ha informato l’Aula sull’incontro con i sindacati dal prefetto “Nel frattempo i sindacati hanno fatto delle assemblee assieme ai lavoratori, hanno chiesto al prefetto il tavolo di raffreddamento. Abbiamo avuto questo incontro al tavolo di raffreddamento che è stato un incontro molto produttivo. Io ogni volta che incontro i sindacati ne ho un arricchimento personale e professionale, perché è un incontro che mi lascia qualcosa e quello dal prefetto sicuramente è stato un incontro importante. Ci siamo aggiornati e stiamo lavorando per cercare di avvicinare le posizioni”. Nella sua replica, il consigliere Sucameli ha affermato “I prossimi due anni vede ancora voi amministrare, quindi, se c’è una programmazione è ovvio che c’è una responsabilità politica, umana e personale, perché di questo si tratta. Io avrei agito in modo completamente diverso. Ma io, forse, come dite sempre voi, faccio parte della vecchia politica. Non capisco poi soccu veni a diri (cosa vuol dire ndr), anche perché vi ricordo, a dover di cronaca, che chi ha inventato le cooperative, il precariato, non bisogna parlare dei defunti, ma era stretto parente dell’ex vicesindaco che era in questa città. Quindi, se uno vale uno, se macerie erano prima, macerie vale per tutti. Non è che macerie vale solu pi na banna ( solo per una parte) e a chi gli conviene no, perché poi diventa convenienza e io sinceramente sulla convenienza non vado d’accordo”. Successivamente, l’esponente di Sicilia Futura ha aggiunto “Potrei dire tante di quelle cose perché sono figlio di questa storia, di questa città che personaggi di politica ne conosco tanti. Era in giunta fino a qualche mese fa. Se qualcuno parla, perché sento parlare di macerie, di vecchie cose, ma chi l’ha create a questo punto? L’ha creata un ex dirigente della regione siciliana che poi ha avuto giustamente questi parenti che giusto giusto faceva il vicesindaco”. Le altre due interrogazioni di Sicilia Futura hanno riguardato il CCR e l’ospedale di Alcamo.

Linda Ferrara

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