Alcamo, parla il presidente Baldo Mancuso: “Meglio un dibattito acceso che l’abbandono dell’Aula”

In Alcamo, Apertura
Baldo Mancuso

Nel corso dell’ultima seduta consiliare dell’anno, il massimo rappresentante politico dell’Aula Falcone-Borsellino ha relazionato sui lavori svolti dall’organo elettivo nel corso dell’anno: 42 convocazioni del consesso civico, 11 regolamenti comunali e 5 mozioni di indirizzo approvati. Lo abbiamo incontrato per chiedergli un bilancio sulla consiliatura giunta a metà mandato.

Sta per concludersi il 2018, che anno è stato per il presidente del Consiglio comunale e per questa assemblea?

È stato un anno sicuramente interessante perché, rispetto al primo, si è potuta registrare una consapevolezza maggiore del ruolo, da parte del Consiglio comunale e di ogni singolo consigliere, dei lavori che sono stati svolti e delle dinamiche dell’Aula. Sono stati esaminati molti regolamenti, se non ricordo male 11. Questo denota come ci sia stato un notevole impegno e un notevole coinvolgimento delle commissioni che, poi, si riflette nel lavoro dell’Aula.

La fine del 2018 coincide con il raggiungimento della metà del mandato di questa consiliatura. Qual è il bilancio?

Sì, siamo a metà mandato. Questo dimostra che già un po’ di strada è stata fatta, ma ce ne resta ancora da fare. Il bilancio oggi è ancora presto da definire, perché questi due anni sono stati di progettazione, di programmazione per quello che verrà nei prossimi due anni e mezzo di mandato. Infatti, quest’anno sono stati definiti numerosi progetti, si sono affrontate dinamiche complesse come quella dell’edificazione della Pedemontana. Quindi, sono state date delle direttive che ci porteranno ad avere dei risultati nella prossima metà del mandato.

Anche quest’anno è stato sperimentato il Consiglio comunale aperto ai cittadini. In particolare, quello sulla possibile realizzazione dell’impianto di biogas.

Sì, c’è stato questo Consiglio comunale aperto fortemente voluto dalla maggioranza per porre l’attenzione su questo tema ambientale che riguarda tutta la cittadinanza. Mi auspicavo anche una maggiore partecipazione di tutti i cittadini, vista l’importanza del tema. Nel Consiglio comunale si è affrontato questo argomento a 360 gradi. Quindi, abbiamo dato voce anche a chi sostiene o ha presentato il progetto per la realizzazione di questo impianto e a chi, invece, ne ha definiti i limiti e i pericoli per la città. Dunque, un dibattito che sicuramente ci ha consentito di portare l’attenzione sia ai pro che ai contro e permettere a tutti i cittadini di fare le proprie valutazioni.

Pensa che in futuro si possa verificare la convocazione di una simile assemblea?

Qualora i consiglieri la richiedano, qualora ci siano tematiche di interesse generale, come possono essere appunto quelle ambientali, sicuramente, non mi trarrò indietro in questa responsabilità e, quindi, sarò ben felice di convocarla e dare voce anche ai cittadini che, ricordo, durante il Consiglio comunale aperto possono anche esprimersi e, quindi, fare sentire la loro voce.

Nel corso dell’anno, un altro consigliere comunale è entrato in giunta, in quanto la legge regionale prevede questa possibilità. Questo è stato un fattore positivo o negativo per il Consiglio comunale?

I due assessori che si sono dimessi, che saluto e ringrazio per il lavoro, per l’apporto anche umano che hanno dato a questa esperienza politica, sono stati sostituiti dai consiglieri comunali (Vito Lombardo subentrato a Roberto Russo nel 2018 e Vittorio Ferro a Nadia Saverino nel 2017 ndr). Questo ha consentito, da un lato, di creare una maggiore coesione tra il lavoro consiliare e il lavoro della giunta e del sindaco, dall’altro, ha dato una maggiore spinta e propulsione all’attività della giunta, perché si sono fatti portavoce, magari, di quelle esigenze che il Consiglio poteva avere. Oggi, la cronaca ci dice che alla Regione stanno cambiando questa legge. Quindi, in futuro, si potrà avere un numero di assessori maggiore. L’esperienza di questi due anni ci dice quanto sia importante avere una giunta più numerosa per affrontare tutte le varie problematiche che una città come Alcamo può avere.

Si sono verificati, durante il 2018, episodi in cui la minoranza ha manifestato la propria contrarietà a determinati provvedimenti, addirittura, abbandonando l’Aula.

Sì, ci sono stati dei momenti di scontro più acceso rispetto all’anno precedente, ma questo è nella logica della politica. Ogni forza politica cerca di interpretare il proprio ruolo nel migliore dei modi. Quindi, se si ritiene che abbandonare l’Aula dia voce a quello che è un loro ( dei consiglieri comunali di opposizione ndr) disagio, una loro problematica di quel momento, è nelle loro possibilità farlo. Io ricordo, come anche qualche consigliere ha detto in Aula, che chi è assente poi ha sempre torto. Quindi, dal mio punto di vista, che ci sia un dibattito acceso all’interno dell’Aula è costruttivo rispetto all’abbandono, che non vedo come possa creare la dinamica di collaborazione tra maggioranza e minoranza.

Tra le critiche sollevate dall’opposizione, vi è quella del poco tempo a disposizione per analizzare le proposte di delibera.

Questo dipende molto dal lavoro degli uffici. Come in passato è stato anche detto, la politica, le commissioni, i consiglieri lavorano ad una velocità decisamente superiore a quella degli uffici. Quindi, molto spesso ci ritroviamo, ad esempio per i debiti fuori bilancio, ad arrivare all’ultimo secondo alla trattazione. Debbo ringraziare i consiglieri perché, seppur nella difficoltà dell’ultimo secondo, ho trovato sempre disponibilità. E, soprattutto, della seconda commissione per convocare e discutere i debiti fuori bilancio. Mi auspico che gli uffici possano lavorare con tempi più veloci per riuscire a non avere un cortocircuito in Consiglio comunale di proposte che arrivino all’ultimo secondo.

Sono stati approvati da questa assemblea ben due DUP (Documenti Unici di Programmazione) nel corso del 2018. Non crede che il carico di lavoro sia stato eccessivo per i consiglieri, visto anche il numero di regolamenti che sono stati portati in Aula?

No, alla fine noi siamo qui per fare il nostro dovere. Anzi, finalmente, la programmazione sta entrando in una tempista che è quella che prevede la normativa. Quindi, riuscire con largo anticipo ad approvare il DUP, ci consente di avere una maggiore programmazione, magari, di avere gli strumenti finanziari come bilancio e rendiconto anch’essi in tempi che la legge prevede. E, quindi, il ruolo del consigliere, in questo caso, può essere svolto al meglio delle sue funzioni.

Finalmente, con il taglio delle vostre indennità è stato dato un senso a ciò che era previsto nel programma del Movimento 5 Stelle. Sono stati realizzati due murales al cosiddetto Villaggio Regionale. Due progetti di riqualificazione urbana. Come ha reagito la città a questa vostra proposta? Pensate di presentare qualcosa del genere il futuro?

Insieme alla giunta, come presidente del Consiglio comunale, abbiamo deciso di impegnare i nostri fondi per delle opere che possano rimanere alla città, che possano riqualificare la città stessa, ponendo l’attenzione su uno dei quartieri che, magari, può avere più difficoltà rispetto al resto della città, il quartiere di Maria Ausiliatrice, che penso abbia accolto bene sia i nostri murales sia le opere che si sono succedute dopo, come la piantumazione di alberi che creano un’isola di verde e che, sicuramente, oltre che far bene agli occhi fa bene anche alla salute. Quindi, penso che anche il resto della città veda di buon occhio questo tipo di iniziative. Non a caso, ho visto che di recente è stato realizzato anche un altro murales (in Corso Generale dei Medici ndr). Pertanto, questa idea, che è magari scaturita con i fondi che noi abbiamo risparmiato dalle nostre indennità, può essere da stimolo perché la città si migliori e si creino quei circoli virtuosi che la riqualifichino tutta.

Che cosa si augura per il 2019?

Mia auguro che gli atti di programmazione posti fino adesso possano realizzarsi e che la città inizi davvero quel percorso di cambiamento, che abbiamo cominciato con il nostro mandato, e che ora si deve concretizzare in una maggiore vivibilità della stessa.

Linda Ferrara

 

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