Allarme zanzare e virus in provincia di Trapani: salute a rischio. L’opinione dell’esperta Sandra Torina

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Tornano le zanzare, anzi non se ne sono mai andate. Il fastidioso insetto, oltre a succhiare il sangue come un vorace vampiro e a provocare fastidiosi pruriti, è responsabile anche di veicolare pericolosi virus per la salute dell’uomo. Durante l’afosa Estate appena finita, sono comparsi numerosi articoli sui giornali che hanno posto l’accento sugli eventuali pericoli e messo in allarme molte persone. C’è chi ha persino paventato l’imminente esplosione di una pandemia nella nostra provincia, territorio molto esposto per la sue favorevoli condizioni ambientali. Caldo e umido infatti rappresentano l’habitat ideale per le zanzare capaci di annidarsi ovunque ma anche di adattarsi all’ambiente. Sono capaci di mutare anche le loro abitudini pur di sopravvivere. Per fare chiarezza  abbiamo raggiunto nel suo ufficio palermitano un’esperta entomologa che studia le zanzare  da vicino e ne conosce i più intimi segreti. La dottoressa Alessandra Torina, Responsabile del Laboratorio di Entomologia e Controllo Vettori Ambientali dell’istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, ci ha spiegato quali rischi corriamo nel prossimo futuro.

Dottoressa, recentemente sono comparsi su alcuni giornali alcuni articoli che addirittura parlavano di zanzare presenti  in provincia di Trapani tanto pericolose da veicolare il virus “che fa scoppiare la testa”. Cosa ne pensa lei che le zanzare le conosce bene?

Il virus che “fa scoppiare la testa” è un’encefalite virale che ha come sintomo anche un fortissimo mal di testa. Esistono dei piani di sorveglianza nazionale che dipendono dalla segnalazione di queste malattie virali. Questo è compito soprattutto dei medici ospedalieri che qualora dovessero sospettare la presenza di queste patologie, devono immediatamente avvisare il Ministero il quale farà scattare immediatamente dei piani di sorveglianza. Esistono delle circolari emanate dal Ministero della Salute e che riguardano queste malattie virali trasmesse dalle zanzare quali ad esempio la Chikungunya, il virus Zika o il West Nile ovvero la Febbre del Nilo Occidentale. Il Ministero della Salute ha emanato una circolare agli ospedali sulla diagnosi di queste malattie.

Come si trasmette il virus?

La diffusione di queste malattie non avviene con il contagio fra un ammalato ed un altro sano. Non si trasmettono cioè da uomo a uomo. Si contrae il virus solo dopo essere stati punti da una zanzara a sua volta vettore di questo virus. In un periodo dell’anno come questo le zanzare proliferano. E’ il clima adatto per creare un habitat ideale per il loro sviluppo: c’è ancora caldo ma piove ed è perfetto per lo sviluppo dei focolai larvali. Il territorio di Mazara e di Marsala e in modo particolare lo Stagnone, sono posti a rischio per questo tipo di malattie

Come mai?

E’ un ambiente perfetto per l’incubazione di queste malattie.  Avete anche gli uccelli migratori che sostano ad esempio allo Stagnone. Gli uccelli spesso sono spesso serbatoi di virus. Il virus West Nile, ad esempio è una malattia proveniente dal Nilo portata dagli uccelli migratori che poi nidificano nello Stagnone che è a sua volta notoriamente prolifico di zanzare. E’ facile comprendere che potenzialmente possono attivarsi dei pericolosi cicli autoctoni. Esistono anche le zanzare ornitofile che prediligono gli uccelli. Ma si tratta di un ciclo più complicato, ecco.

Sono stati riscontrati casi di queste malattie virali nel nostro territorio?

L’unico “caso umano” l’abbiamo avuto proprio a Mazara nel 2017. Si è trattato di un ragazzo che era andato in viaggio di nozze in un Paese tropicale. Non è però mai stato chiarito se sia tornato da lì con la viremia oppure se l’abbia contratta qui. Anche in quel caso venne messo su tutto un piano di sorveglianza entomologica sia dove abitava il giovane mazarese che allo Stagnone. Il caso venne gestito come un’emergenza sanitaria.

In che modo?

Vennero messe trappole nella casa del giovane e tutt’intorno  ma anche allo Stagnone per acchiappare le zanzare.  Anche i carabinieri e ad alcuni responsabili dell’ASP di Trapani collaborarono.  Era importante scoprire se ci fossero altre zanzare infette. Le zanzare catturate sono state esaminate con la biologia molecolare.

Come è andata al giovane sposino? Ha potuto continuare la luna di miele?

E’ guarito perfettamente. Una storia a lieto fine anche se la malattia che aveva contratto è abbastanza antipatica soprattutto se ad esserne colpiti sono gli anziani e gli immuno compromessi. E’ una malattia che secondo la Biovar del virus può essere anche letale.

Ci sono stati da noi, in Italia, anche dei decessi?

Sì, nel Veneto, Anche lì luogo umido, posto ideale per la buona salute delle zanzare. Le zanzare trasmettono anche un’altra pericolosa malattia, il Chikungunya. A Rimini sia nel 2014 che nel 2016 si registrano alcuni casi.  Anche in Francia per la verità. E’ una malattia che “spacca in due” con dolori articolari molto forti. Siamo sempre in allerta, ecco.

Ma come si contraggono questi virus?

Queste malattie virali si possono contrarre all’estero. Ad esempio, alle Maldive, se si è punti da una zanzara vettore, si può contrarre il virus dengue. Poi ad esempio, si  torna in Italia e si sviluppa la malattia. Nel frattempo, se si viene punti da una zanzara  tigre, che è molto presente dalle nostre parti, anche se non è il vettore perfetto per il dengue, il virus è già bello e veicolato. Comprende bene che si può potenzialmente creare un ciclo autoctono  molto pericoloso. La zanzara tigre è più grande rispetto alle altre sue simili. In poco tempo si è diffusa in Italia. Si è adatta in poco meno di 20 anni alle condizioni ambientali nostre. Prima la zanzara tigre da noi non esisteva. Ha meccanismi di sopravvivenza impressionanti. E’ giunta in Italia annidata nei copertoni  e può deporre le uova in pochissima acqua. Ma anche la nostrana zanzara comune è un temibile vettore. Il “virus del Nilo” è trasmesso anche da lei.

Dobbiamo cominciare dunque ad avere paura, dottoressa? Che tempi si prospettano?

Bisogna innanzitutto non abbassare la guardia. Sorvegliare sempre, con cura. Prima questi problemi non esistevano perché la gente viaggiava poco e anche le merci non venivano da lontano. In un certo senso è colpa della globalizzazione. La facilità del viaggiare, di raggiungere luoghi molto lontani, rende vicine anche malattie dapprima sconosciute.

Non dobbiamo più viaggiare dunque?

No, è ovvio. Basta seguire la profilassi e prendere le precauzioni necessarie a non contrarre le malattie.

Ma in sintesi se la sente di tranquillizzarci tutti?

Io penso che le misure di prevenzione intese come sorveglianza siano l’unica cosa da fare. Il rischio c’è, l’ho già detto. E rispetto a prima è aumentato. Effettuiamo controlli in tutta la Sicilia e attualmente non c’è un’allerta sanitaria.

Chi effettua i controlli?

Noi come Istituto Zooprofilattico effettuiamo gli esami di laboratorio. I piani di sorveglianza ministeriali vengono condotti dalle ASP.

Lei poco fa parlava di trappole. Com’è fatta una trappola per zanzare?

Esistono, come lei sa, zanzare diurne e zanzare notturne. La zanzara tigre ad esempio agisce soprattutto di giorno e per attrarla si usa un attrattivo contenente ferormoni. Usiamo anche dei contenitori del tutto simili a quelli preferiti dalle zanzare per deporre le uova. E una volta posate vengono risucchiate e catturate. Per le zanzare crepuscolari, si utilizzano trappole con un attrattivo luminoso ad esempio simile a quelli usati per ucciderle. A noi però servono vive perché dobbiamo esaminarle appunto. In questi dispositivi c’è una ventola che le risucchia e poi un sacco dove vengono raccolte. Un buon metodo prevede l’uso dell’anidride carbonica. Usiamo il ghiaccio secco che quando si scioglie emette CO2 e simula la respirazione di un mammifero.  La zanzara con i sensori percepisce la presenza di un essere vivente e va per pungerlo. Anche in quel caso viene risucchiata da una ventola e catturata.

Come ci si può difendere dalle zanzare?

Evitando di favorirne lo sviluppo. Non lasciare acqua nei contenitori, nei sottovasi delle piante, nelle grondaie otturate. A casa basta installare zanzariere ed accendere l’aria condizionata. Le zanzare la odiano.

Tiziana Sferruggia

 

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