“Il genio della leggerezza” di Antonio Mauro al Parco di Selinunte per il Meeting degli Architetti

In Castelvetrano, Iniziative, Professioni

Oggi, è facile incontrare oggetti sospesi per aria, protagonisti di innumerevoli installazioni artistiche che invadono musei e gallerie. Spesso si tratta di oggetti “pesanti”, come ad esempio le pietre utilizzate da Jannis Kounellis, annodate con funi, nella sua installazione nell’Ex Pescheria di Trieste (2013-2014), che assumono la necessità di essere senza peso, arrivando a contraddire la legge gravitazionale. Attraverso la moltiplicazione e la sospensione, in un luogo non proprio, l’oggetto partecipa di un nuovo processo creativo di ridefinizione di se stesso e del luogo.

Unico desiderio: liberare le forme dalla costrizione del supporto di appartenenza (tela, legno, carta, metallo) per espanderle nello spazio. Come avevano fatto, negli anni ’30, gli artisti Alexander Calder con i suoi “mobiles” e Bruno Munari con le sue “macchine inutili”. C’è chi come l’architetto marsalese Antonio Mauro ha provato a rendere “leggere” persino le porte d’ingresso alla città antica, nel suo video mapping dal titolo “Dar voce all’architettura attraverso un immaginario simbolico. Il genio della leggerezza” che verrà proiettato domani sera, alle ore 21, sulla parete centrale del Baglio Florio del Parco Archeologico di Selinunte.

Il progetto, si inserisce all’interno di “Architects meet in Selinunte”, meeting internazionale di architettura, giunto alla 9° edizione. Antonio Mauro, crea un universo fantastico, “leggero”, in movimento, che si libra nel cielo, in contrasto con la pesantezza della realtà fisica. E’ incredibile vedere architetture, persone, animali e oggetti volare e muoversi al ritmo di quel ticchettio che diviene sempre più rapido ed insistente: il tempo.

Dal testo di presentazione a cura di Gianna Panicola: “La leggerezza è prima di tutto un atteggiamento psichico esistenziale che trova espressione attraverso l’architettura, la creazione artistica e la conoscenza di tutte le arti. Si mette in crisi il modo convenzionale di vedere e di vivere, aprendo altre prospettive di percezione del mondo. Un mondo che ci parla di leggerezza, dinamicità, equilibrio, vivacità, ritmo, attraverso un immaginario simbolico fantastico. Operando una sottrazione di peso dal processo creativo iniziale, dalla materialità all’immaterialità, pura luce del video mapping. Leggerezza, luce e trasparenza, vogliono essere elementi che contraddistinguono il dato architettonico”. La scelta musicale in sottofondo è di Claudio Forti; montaggio video di Guglielmo Lentini e le rivisitazioni sono curate da Vincenzo Luongo.

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