“Basta corruzione nella Pubblica Amministrazione”: Antonella Marascia illustra il piano del Consorzio per la Legalità e lo Sviluppo

In Apertura, Mazara
Antonella Marascia

L’intervista ad Antonella Marascia, Segretario Generale del Comune di Mazara del Vallo da dieci anni  e fresca di nomina nel ruolo di direttore del Consorzio Trapanese per la Legalità e per lo Sviluppo, ha tutti i crismi per rientrare in quel che si definisce un perfetto tempismo. Proprio oggi, venerdì 25 ottobre, sarà presentata infatti alla Giunta mazarese, la modalità per velocizzare e riorganizzare la macchina amministrativa.  Un’occasione perfetta per fare qualche domanda alla dottoressa Marascia che con cristallina chiarezza ha spiegato l’importanza del seminario che si è svolto lo scorso 22 ottobre in Prefettura.

Dottoressa Marascia, qualche giorno fa, a Trapani, in Prefettura, si è svolto un importante seminario che ha trattato un tema sempre attuale, la corruzione. Un bilancio dell’incontro

Ho ereditato un’attività portata avanti con grande dedizione e passione dal collega del comune di Marsala, Bernardo Triolo che è comunque rimasto nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio. Triolo, tra l’altro,  aveva già programmato il seminario sulla prevenzione della corruzione nella Pubblica Amministrazione che si è svolto lo scorso 22 ottobre in Prefettura che, a dire il vero ha mostrato sensibilità ed interesse per l’argomento. Abbiamo avuto un docente d’eccezione e innovativo, il dottore Antonio Cappiello il quale si occupa di anticorruzione intelligente.

Cosa si intende per anticorruzione intelligente?

Abbiamo trattato il tema sotto il profilo che riguarda noi, responsabili della Pubblica Amministrazione che dobbiamo portare avanti la buona organizzazione e la buona amministrazione. A noi non viene chiesto di fare indagini o di scovare il tangentista e con questo non vorrei deludere le aspettative dei cittadini. Il compito del responsabile anticorruzione non è quello di scovare chi ancora,(e se c’è) prende mazzette per svolgere il normale lavoro d’ufficio. Non sta a noi scovare il reato di corruzione e peculato. Il nostro compito è quello di riorganizzare gli Enti, di riorganizzare l’amministrazione secondo il dettato Costituzionale, quindi con imparzialità e buona organizzazione. Dobbiamo fare in modo che non vengano curati gli interessi personali ma gli interessi collettivi.

Come si fa a far questo?

Intanto bisogna indagare su quali sono, e se ci sono, le aree a rischio di corruzione intesa proprio come disorganizzazione, confusione, ambiguità, ovvero dove non si sa chi fa cosa  e non si sa soprattutto chi è il responsabile né chi risponde di un eventuale problema.

E cosa bisogna fare una volta individuate le cosiddette aree a rischio?

Su queste aree si attua un piano, si applicano delle misure. Noi caldeggiamo molto le misure che sembrano apparentemente più facili.

Ovvero?

Rilanciare al massimo la trasparenza mettendo a disposizione dei cittadini tutte le informazioni ovvero chi fa cosa e in quanto tempo, oltre alla modulistica e come fare per. Questo permette di lavorare speditamente e in maniera tracciabile tenendo conto che la frontiera nella quale ci muoviamo oggi è la digitalizzazione degli Enti.

E questo, dottoressa Marascia è un bene?

Sì, perché ha una grande valenza anticorruttiva perché se tu sai che la fattura che hai emesso nel momento in cui viene mandata online, viene lavorata secondo un preciso procedimento, non hai bisogno di oliare il sistema pagando tangente al funzionario per sollecitare la pratica. Se tu sai che per fare la carta d’identità elettronica ti devi prenotare perché è una disposizione del Ministero ed è tutto in automatico perché ti viene detto quando te la diamo e da chi devi andare, non hai bisogno di dire “conosco qualcuno” per ottenerla con più facilità. Questo è lo sforzo che stiamo facendo sulla trasparenza. Ci sono dei servitori dello Stato, della Pubblica Amministrazione e del Comune che sono preposti a dare tutte le soddisfazioni e rendere un servizio al cittadino. Non è necessario “essere amico di” per ottenerli.

Trasparenza e organizzazione. Ma cosa altro serve per sbloccare la macchina che si inceppa?

Un’altra cosa che caldeggiamo come Consorzio per la Legalità e che certamente continueremo a portare avanti e in maniera sempre più incisiva, è la formazione, una formazione etica, una formazione al senso del dovere, una formazione di rispetto per il ruolo che rivestiamo. Noi siamo Pubblica Amministrazione e dobbiamo essere orgogliosi di essere dipendenti comunali, provinciali, regionali. Noi siamo quelli che dobbiamo aiutare i cittadini a vivere un po’ meglio. Tanto è già stato fatto e continueremo a farlo per questo non finirò mai di ringraziare i colleghi che  mi hanno preceduta e gli amministratori. Il Consorzio è fondato da amministratori, dai sindaci di questi Comuni di frontiera. Ringrazio anche la Prefettura che ha mostrato molto sensibilità ed interesse. Dobbiamo fare in modo che questo messaggio etico passi ed arrivi ai nostri studenti, ai cittadini, alle associazioni.

Siamo stati abituati male nel passato, dottoressa? Era consuetudine portare “regali” ad alcuni funzionari della Pubblica Amministrazione per ottenere “favori” senza capire che invece erano nostri legittimi diritti. Quindi da oggi non sarà più necessario ungere i gangli della macchina burocratica che a dire il vero spesso si impantana?

Non possiamo più permetterci questo. Non possiamo permetterci l’estenuante lentezza della macchina burocratica ma è da anni ormai che non possiamo più permettercelo, in verità. L’Italia, da anni è entrata a muso duro nell’anticorruzione. Per anni non sono state introdotte nell’ordinamento le direttive ONU né quelle di Strasburgo. Siamo dunque arrivati un po’ in ritardo. Come percezione della corruzione, siamo un Paese che ha ancora il colore rosso-arancione e fa fatica a diventare bianco giallo nelle cosiddette “mappe della corruzione”.  Dovremmo vergognarci un po’ di questo ritardo e l’Italia è visto dal di fuori ancora come un Paese corrotto.

Cosa si può fare in controtendenza?

Dobbiamo far ancora molto per invertire questa cultura. Non è soltanto un problema organizzativo ma anche culturale che dobbiamo affrontare insieme, per questo parlo spesso del coinvolgimento delle scuole. Il Consorzio ha sempre svolto delle attività molto importanti proprio con gli studenti perché ha capito che la sua missione è attenzione non solo verso il cittadino ma soprattutto verso le giovani generazioni.

Sono loro la nostra salvezza, i giovani?

Dobbiamo inculcare loro la cultura legale e pretendere che si ribellino ad un sistema illegale che non ci fa di certo onore. I nostri ragazzi viaggiano per il mondo, si incontrano con gli scandinavi e gli australiani. Perché questi popoli non devono essere considerati corrotti e gli italiani, invece, si devono vergognare?

E’ anche vero che chi, occupando spesso, un posto di privilegio, ben pagato e sicuro, eserciti tutta la sua arroganza e si senta quasi autorizzato a servire poco e male il cittadino, è così?

Certo, è proprio così. Per questo occorre fare in modo che la macchina amministrativa funzioni bene. Sono molto soddisfatta per la mia riconferma al Comune di Mazara. Per fortuna, grazie a Dio, il nuovo sindaco, Salvatore Quinci  ha voluto che io restassi al mio posto. Il ruolo del Segretario Comunale è quello di facilitatore del sindaco e ci vuole un rapporto fiduciario per lavorare bene.

Come si trova con Quinci?

Molto bene, stiamo lavorando in sinergia. Proprio oggi, 25 ottobre, presentiamo in Giunta la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione. In verità l’ha già approvata ma noi presentiamo come attuare in breve tempo questa riorganizzazione della struttura. Ad ogni settore, servizio e ufficio, devono corrispondere competenze specifiche e responsabilità precise e nomi e cognomi. Proprio oggi, con la Giunta, lavoreremo nel dettaglio, su questo.

Tiziana Sferruggia

 

 

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