Birgi, l’allarme del Cna: “L’aeroporto è di nuovo a rischio chiusura”

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Come avevamo anticipato nei giorni scorsi, è in corso un’azione del Cna di Trapani per tutelare il futuro del “Vincenzo Florio”. Nel documento inviato oggi agli organi di stampa, si torna a puntare l’indice contro il management di Airgest e le scelte operate dagli ultimi Consigli d’amministrazione, paventando il timore che alla base di tutto ci sia una convergenza di interessi volta a ridimensionare (se non a chiudere) lo scalo di Birgi.

“L’aeroporto di Trapani – scrive il segretario Luigi Giacalone – rappresenta l’ennesimo capitolo di una storia italiana dove si lasciano in mano pubblica i debiti e si privatizzano i profitti. L’aeroporto di Trapani, infatti, è di nuovo a rischio chiusura. Nel 2011 furono gli aerei della NATO, impegnati nei raid in Libia, a portare alla chiusura, oggi la guerra è un’altra. Una guerra di potere, che come obiettivo ha il controllo della principale infrastruttura della Sicilia Occidentale, anche a costo di mettere in crisi l’economia di un’intera provincia che sullo sviluppo del turismo aveva puntato per il suo rilancio. La nostra impressione è che c’è un disegno ben preciso: dare sempre più peso ai privati nella gestione lasciando debiti e personale in mano pubblica”.

Il documento a firma di Luigi Giacalone presenta una serie di interrogativi:  “Quali interessi cura il signor Angius che prima dentro l’Airgest rappresentava i privati e adesso rappresenta la Regione? Il bando revocato dal TAR su ricorso dell’Alitalia è stato fatto in misura per Ryanair o è stato fatto apposta per essere smontato in caso di ricorso? Perché la stazione appaltante ha fatto un bando mettendo a gara le rotte che già faceva Ryanair?”.

Dal Cna arriva anche una sonora bocciatura del secondo bando, quello pubblicato alla fine della scorsa estate. Viene definita “scriteriata” la decisione di suddividere il tutto in 25 lotti in quanto “nei fatti si rende inappetibile il bando alla compagnie più strutturate: Ryanair in primis”.

Da qui, ulteriori interrogativi: perché gli esperti che hanno preparato i due bandi, nel primo caso avevano di fatto individuato il vincitore (Ryanair) e dopo decidono di dividere il tutto in 25 lotti non rendendo appetibile il bando alle compagnie più strutturate, che di certo non hanno nessun interesse a confrontarsi con compagnie più o meno finte su singole rotte? una persona di esperienza nel settore, come il presidente di Airgest Paolo Angius, non era nelle condizioni di capire che un simile bando non era di nessun interesse per le compagnie strutturate e quindi prevedere l’assenza di Ryanair? Come giudicare le dichiarazioni fatte da Paolo Angius, subito dopo le chiusura del bando (“Secondo me non sono poche. Il fatto che sia la nostra compagnia di bandiera a credere in Trapani è molto incoraggiante”) ?

Giacalone, a nome del Cna parla di risultato catastrofico, alla luce della mancata partecipazione di Ryanair e al fatto che solo Alitalia e Blue Air abbiano mostrato interesse per rotte che già coprivano con i propri aeromobili.

“Per noi tutto ciò – conclude la nota – basta ed avanza per chiedere di cacciare immediatamente i vertici di Airgest per manifesta incapacità”. E ancora una serie di interrogativi: Come è possibile, infatti, che una persona dell’esperienza di Angius abbia commesso errori da principiante? La catastrofe che sta avvenendo è frutto di ingenuità o di malafede? Perché regna un silenzio imbarazzante da parte di tutti i soggetti interessati alla vicenda? Cosa c’entra la fusione con la GESAP per rilanciare Birgi? Non sarebbe stato più utile discutere di fusione con 2 milioni di passeggeri piuttosto che senza voli e con l’acqua alla gola?”.

Infine, come già preannunciato, il Cna lancia anche la sua proposta: “revocare in autotutela l’ultimo bando e conseguentemente l’emissione immediata di un nuovo che utilizza come elemento da mettere a gara non le rotte bensì il numero di persone da trasportare. Mettiamo come base d’asta 2 milioni di passeggeri e si aggiudichi la gara chi a parità di risorse si ingegna a portare più passeggeri oltre la soglia minima. In questo modo otteniamo alcuni risultati formidabili: mettiamo in concorrenza solo grandi compagnie aeree e ci garantiamo un minimo di passeggeri, già alla prossima stagione turistica, congruo per salvare l’aeroporto di Birgi e per rilanciare l’economia del territorio”.

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