“Blue Sea Land”: il ruolo dei distretti produttivi, “modello da esportare”

In Economia, Iniziative, Mazara

Nell’ambito del programma di iniziative della quarta edizione di “Blue Sea Land” l’Expo dei Distretti Agroalimentari del Mediterraneo, dell’Africa e del Medioriente, si è svolto nel pomeriggio di venerdì 9 ottobre, presso la Sala Argento del Cinema Grillo di Mazara del Vallo, il “Focus sui Distretti Produttivi”. Ha moderato i lavori il giornalista Nino Amadore de Il Sole 24 ore.

Ha aperto i lavori il Presidente del Distretto Produttivo della Pesca, Giovanni Tumbiolo, che si è soffermato sul ruolo nevralgico dei Distretti produttivi in Italia e all’Estero, vero e proprio modello economico e culturale da esportare. Un Cluster che vede come motore propulsivo le imprese che operano nella innovazione e trasferimento tecnologico, nella finanza, nel marketing e nei processi di internazionalizzazione. Per Tumbiolo “Grazie ai Distretti, l’Italia sta uscendo fuori dal pantano della crisi economica sfatando la diceria che li vedrebbe destinatari di finanziamenti pubblici, cosa che non risulta a verità. La forza del Cluster – ha sottolineato- è quella di riuscire a mettere insieme tutti gli attori: le imprese, gli enti pubblici, le organizzazioni sindacali e datoriali. Il Distretto è un modello vincente che deve creare ulteriori occasioni di sviluppo pensando, per esempio, alla nascita della banca dei distretti per aggregare, in una logica di filiera, anche la finanza che esercita un ruolo determinante nella vita del cluster”. Nel chiudere il suo intervento il Presidente del Distretto della Pesca ha ringraziato l’onorevole Raffaello Vignali, Coordinatore Intergruppo Sussidiarietà della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica e responsabile della Commissione attività produttive per il sostegno alle iniziative di ‘Blue Sea Land’.

L’Assessore regionale al Turismo, Cleo Li Calzi, ha portato il saluto del Governo siciliano attento alla realtà dei Distretti siciliani che bene interpretano le esigenze provenienti dai territori.
Fulvio Coltorti, Coordinatore scientifico dell’Osservatorio nazionale dei Distretti italiani di Unioncamere, ha esposto una dettagliata relazione sullo stato di salute dell’export italiano. Nel 2014 i dati confermano l’apporto determinante dei Distretti alla ricchezza nazionale in un trend che continua ad essere in crescita e dove le medie imprese si aggregano sempre più facendo filiera e sistema.
Federica Argentati, Presidente del Distretto degli Agrumi di Sicilia è intervenuta per sottolineare come il distretto costituisca uno strumento dinamico per una crescita economica e culturale di un territorio. Per la Argentati “I finanziamenti a vario livello comunque vanno nella direzione dell’aggregazione tra imprese nella logica sistemica che mette insieme produzione, trasformazione, turismo, territori, cultura”.

L’onorevole Michela Giuffrida, Componente delle commissioni agricoltura e sviluppo regionale al Parlamento Europeo, ha descritto l’impegno parlamentare a difesa delle eccellenze siciliane facendo rete tra Parlamento europeo, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica sul modello del “Blue Sea Land” che aggrega in un processo virtuoso più soggetti per meglio rispondere alle esigenze provenienti dai territori.

Massimiliano Cesare, Presidente del Mediocredito Centrale, è intervenuto sul ruolo il ruolo del credito, confermando che la banca è  pronta ad accompagnare ogni iniziativa virtuosa che può contribuire e fare sistema e far risalire l’economia e la produzione nel Sud, sostenendo i Distretti e la loro azione. Per Cesare quello che serve è la qualità dei progetti per evitare di perdere le risorse.
Massimo Barbin, Presidente del Distretto Ittico di Rovigo, con 4000 lavoratori e 550 milioni di fatturato, presenta l’esperienza virtuosa nata 12 anni fa in un contesto come quello del Polesine, considerato il Sud del Veneto, dove con 18 milioni si è riusciti a creare investimenti per 180 milioni di euro attraverso il sostegno diretto alle imprese agevolando i programmi d’investimento, creando mille posti di lavoro e generando fiducia in un contesto territoriale depresso e povero. Per Barbin “Si possono fare belle cose senza mettere a disposizione ingenti risorse di denaro ed i distretti consolidati possono esportare il modello di successo anche di fronte a spinte individuali che restano a distanza di 12 anni. Occorre, inoltre, rivedere i criteri di valutazione dei progetti per l’accesso al credito per evitare un differente trattamento tra un progetto di start-up ed uno identico presentato da un’azienda che opera da anni con importanti fatturati e che producendo bilanci poco virtuosi solo negli ultimi tre si ritrova nella impossibilità di ottenere il credito”.
Ha concluso i lavori l’onorevole Raffaello Vignali che ha sottolineato come il Distretto produttivo sia una grande forza per il territorio che rappresenta. Quella del distretto è una cultura collaborativa dove si concorre per competere. La ‘blue economy’ è una risorsa e l’Europa chiusa non è un bene. Per Vignali “Se vogliamo la Sicilia al centro del Mediterraneo non possiamo essere protezionisti, troviamo la collaborazione su ciò che dall’esterno appare come una minaccia dobbiamo saperla cogliere come una sfida per crescere insieme, cooperando e dialogando”. Il Coordinatore Intergruppo Sussidiarietà ricorda che si sta discutendo sul ruolo dei distretti ittici che, per sopravvivere in una nuova visione, devono avere dentro tutti gli attori pubblici e privati.  La sfida più grande è  costruire la rete delle reti, il cluster dei cluster perché dal confronto non c’è  concorrenza ma collaborazione, parliamoci perché  questo è dialogo e collaborazione, questo è Blue Sea Land’.

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