Caos rifiuti nel trapanese, chiude anche il Centro di Belpasso. I sindaci non sanno dove portare l’organico

In Ambiente, Apertura, Regione

Si arricchisce di un nuovo fronte l’emergenza rifiuti, ormai diventata una costante per i sindaci siciliani. Com’è noto, in seguito al sequestro della Sicilfert, i Comuni che prima conferivano l’organico presso l’impianto marsalese si sono ritrovati a dover inviare in Sicilia Orientale non solo il secco residuo (come avviene da anni), ma anche la frazione umida, con un inevitabile aggravio dei costi. Adesso, però, è arrivata la notizia che il Centro Raco di Belpasso verrà chiuso per un tempo imprecisato. E la Regione non sembra in grado di fornire una soluzione alternativa, dando piuttosto l’impressione di scaricare tutto sui Comuni, che in caso di estrema necessità potrebbero ritrovarsi costretti a rivedere il Piano dei Rifiuti ed aumentare la Tari. Per questa ragione, nella veste di presidente della Società Raccolta Rifiuti Trapani Nord, il sindaco Alberto Di Girolamo ha convocato una conferenza stampa con carattere d’urgenza per lanciare, assieme al collega di Alcamo, Domenico Surdi, un grido di allarme.

“La chiusura della Raco per un tempo imprecisato rappresenta un grande ostacolo allo smaltimento della frazione organica dei rifiuti – sottolinea Alberto Di Girolamo. Tutto ciò penalizza l’intera cittadinanza. Già, dopo la chiusura della Sicilfert abbiamo dovuto quasi raddoppiare il costo di smaltimento dell’umido passando da 100 euro a tonnellata ai 190 richiesti dalla Raco. A ciò si aggiunga che una prima temporanea chiusura del Centro di raccolta di Belpasso (quindici giorni fa), della durata di una settimana, ci era costato un esborso di 50 mila euro. Adesso l’ulteriore, speriamo temporanea, chiusura della Raco, per la quale chiediamo l’intervento urgente e indifferibile del Presidente della Regione.  Il problema è serissimo anche in considerazione che ci apprestiamo ormai alla stagione estiva in cui rischiamo di trovarci non solo senza turisti per la chiusura dell’Aeroporto “Vincenzo Florio” di Birgi ma anche con consistenti quantitativi di organico da smaltire”. Sulla possibilità di inviare i rifiuti all’estero, Di Girolamo dice che potrebbe anche essere una strada praticabile, ma “dev’essere la Regione a dirci cosa fare e quanto ci costa”. Più comodo ed economico, naturalmente, sarebbe utilizzare l’impianto di Calatafimi, il cui iter di apertura appare ancora lontano da una conclusione.

Molto preoccupato anche il sindaco di Alcamo, Domenico Surdi, che da settimane lamenta la mancanza di risposte della Regione alle criticità più volte evidenziate dai primi cittadini trapanesi. “Viviamo una crisi senza precedenti. La chiusura del Centro Raco ci pone in una situazione d’emergenza che compromette quanto di buono è stato fatto soprattutto da noi e da Marsala, con percentuali di differenziata consistenti e ormai prossime al 65%, quota utile per non incorrere in sanzioni. La Regione deve intervenire sopperendo anche alle somme che siamo costretti a spendere in più per fronteggiare l’emergenza. Siamo in presenza di un corto circuito istituzionale con i privati che tendono al lucro”. Surdi sottolinea la necessità di un tavolo tecnico con la Regione e annuncia l’intenzione di coinvolgere il prefetto di Trapani, “considerata la gravità della situazione anche da un punto di vista igienico ambientale”.

Nicola Catania
Nicola Catania

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il sindaco di Partanna Nicolò Catania, presidente della SRR “Trapani Sud”, che ha inviato una nota all’assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di pubblica utilità e al dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti. In assenza di impianti adeguati e in accordo con le istituzioni regionali la Srr aveva intanto presentato una formale richiesta alla curatela fallimentare del Polo tecnologico di Castelvetrano per chiedere la concessione di un’area interna per la messa in esercizio di un impianto mobile per il trattamento dell’organico. “In attesa – aggiunge il presidente Catania – di definire con il curatore del Polo di Castelvetrano l’iter relativo alla concessione dell’area in questione, che ci permetterebbe di risolvere l’emergenza in atto e di evitare un aggravio dei costi di conferimento, chiediamo quindi un intervento urgente alla Regione per l’individuazione di un impianto di compostaggio in grado di gestire il flusso di rifiuti provenienti dai comuni della Trapani Sud e di avviare  contestualmente un tavolo tecnico con gli organi regionali competenti al fine di trovare una soluzione alla problematica”.

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